Nel secondo trimestre del 2026 gli investitori europei hanno privilegiato i fondi obbligazionari, cercando protezione dall’inflazione e dalle tensioni geopolitiche. Parallelamente, la quotazione di SpaceX ha riportato capitali verso la tecnologia statunitense e i fondi dedicati all’economia spaziale.

I fondi obbligazionari superano quelli azionari

Operatore finanziario davanti a monitor con il logo SpaceX e un razzo, in una sala di trading
SpaceX – BorsaInside.com

Tra aprile e giugno 2026, i fondi aperti e gli ETF europei, esclusi i prodotti monetari, hanno raccolto complessivamente 188 miliardi di euro. Il dato rimane elevato, anche se inferiore ai 203 miliardi registrati nei primi tre mesi dell’anno.

A guidare la raccolta sono stati i fondi obbligazionari, capaci di attirare 84,1 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 75,7 miliardi del trimestre precedente. I fondi azionari si sono invece fermati a 72,4 miliardi, perdendo il primo posto tra le principali categorie di investimento.

Il cambiamento è stato favorito dall’incertezza politica, dalle tensioni in Medio Oriente e dai timori legati a una nuova accelerazione dei prezzi energetici. L’aumento del petrolio ha spinto molti risparmiatori a cercare strumenti considerati più adatti a proteggere il capitale in una fase di inflazione persistente.

La decisione della Banca Centrale Europea di aumentare i tassi di interesse di 25 punti base a giugno ha inoltre reso più interessanti alcune obbligazioni. Il tasso sui depositi è salito al 2,25%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40% e quello sui prestiti marginali al 2,65%.

Tornano gli investimenti nelle obbligazioni indicizzate all’inflazione

Tra i prodotti più richiesti figurano i fondi obbligazionari indicizzati all’inflazione, che hanno registrato il secondo trimestre consecutivo di raccolta positiva dopo circa tre anni caratterizzati prevalentemente da riscatti.

Questi strumenti prevedono meccanismi che collegano il valore del capitale o delle cedole all’andamento dei prezzi. Per questo motivo vengono utilizzati da chi teme che un aumento dell’inflazione possa ridurre il rendimento reale degli investimenti tradizionali.

È cresciuto anche l’interesse per le obbligazioni dei mercati emergenti, capaci di offrire rendimenti potenzialmente superiori rispetto a molti titoli governativi dei Paesi sviluppati. Alcune economie esportatrici di energia, come la Nigeria, hanno beneficiato dell’aumento del petrolio e di una posizione geografica meno esposta alle difficoltà dello Stretto di Hormuz.

La situazione è stata meno favorevole per i fondi obbligazionari asiatici, penalizzati dalla debolezza di diverse valute locali. Sono proseguiti anche i deflussi dai fondi societari denominati in sterline, che in quasi tre anni hanno perso complessivamente circa 24 miliardi di euro.

SpaceX riporta gli investitori verso la tecnologia americana

Sul mercato azionario, il principale cambiamento ha riguardato il ritorno degli investitori verso gli Stati Uniti. Nei primi mesi del 2026 molti avevano ridotto l’esposizione alle grandi società americane, preoccupati dalle valutazioni elevate e dal rischio di una bolla legata all’intelligenza artificiale.

I risultati societari e la quotazione di SpaceX hanno però contribuito a invertire la tendenza. I fondi dedicati alle grandi aziende statunitensi e internazionali hanno raccolto complessivamente 88,2 miliardi di euro, più del doppio rispetto al primo trimestre.

SpaceX ha completato la propria offerta pubblica iniziale con un prezzo di 135 dollari per azione. Le negoziazioni sono iniziate il 12 giugno 2026, dopo il deposito del prospetto definitivo presso la Securities and Exchange Commission statunitense.

Il debutto in Borsa ha permesso a numerosi fondi ed ETF di inserire direttamente il titolo nei propri portafogli. L’operazione ha inoltre aumentato l’interesse verso imprese collegate a satelliti, lanci spaziali, comunicazioni e infrastrutture tecnologiche.

I fondi tecnologici e spaziali segnano nuovi record

I fondi specializzati nel settore tecnologico hanno registrato uno dei trimestri migliori della loro storia. Oltre all’intelligenza artificiale, gli investitori hanno puntato sulle società che costruiscono centri dati, reti elettriche e infrastrutture necessarie per sostenere l’aumento della potenza di calcolo.

Particolarmente significativa è stata la crescita dei fondi dedicati all’economia spaziale. La raccolta è più che raddoppiata, raggiungendo 1,3 miliardi di euro e segnando il settimo trimestre consecutivo di afflussi. L’ingresso di SpaceX sul mercato ha favorito anche il lancio di nuovi prodotti da parte di società come Global X, VanEck e WisdomTree.

Anche BlackRock ha beneficiato del rinnovato interesse verso il settore. Nel secondo trimestre la società ha raccolto 36,4 miliardi di euro, conquistando il primo posto tra i gestori europei soprattutto grazie ai prodotti della gamma iShares. Alcuni di questi hanno inserito SpaceX pochi giorni dopo la quotazione.

La gestione passiva continua infatti a dominare gli investimenti azionari. Secondo Morningstar, fondi indicizzati ed ETF hanno attirato circa il 75% della raccolta netta complessiva, mentre la gestione attiva mantiene una maggiore capacità di attrazione nel settore obbligazionario.

Petrolio, gas e infrastrutture tornano nei portafogli

La paura di un’inflazione più elevata ha favorito anche il recupero dei fondi dedicati agli asset reali, come energia, materie prime e infrastrutture.

Questa categoria ha raccolto 3,7 miliardi di euro nel secondo trimestre, recuperando quasi completamente i 4,1 miliardi persi complessivamente nei due trimestri precedenti. Gli investitori hanno concentrato l’attenzione soprattutto su petrolio e gas, sostenuti dai timori di una riduzione dell’offerta.

I flussi mostrano quindi una strategia divisa tra due esigenze. Da una parte cresce la ricerca di protezione attraverso obbligazioni indicizzate all’inflazione, energia e beni reali; dall’altra rimane forte la domanda di crescita legata a tecnologia, intelligenza artificiale e industria spaziale.

Il risultato è un mercato nel quale gli investitori non stanno abbandonando completamente il rischio, ma stanno distribuendo il capitale tra strumenti difensivi e settori capaci di beneficiare delle trasformazioni tecnologiche in corso.

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