Le azioni Leonardo si avvicinano alla chiusura della prima seduta della settimana con un rialzo del 2,82% a 58,4 euro, dopo aver toccato un massimo intraday a 60,48 euro, livello che riporta il titolo a ridosso dei top assoluti in area 60-61 euro. La spinta, scontata, arriva in un contesto di forte tensione geopolitica, con l’escalation della guerra tra Stati Uniti e Iran che sta riaccendendo l’interesse degli investitori per tutto il comparto difesa.

A Piazza Affari il buy è evidente non solo su Leonardo ma anche su Fincantieri, a conferma di una rotazione settoriale che privilegia i titoli legati alla sicurezza e agli armamenti. Tuttavia, ridurre la corsa di Leonardo esclusivamente alla guerra in Iran sarebbe fuorviante: il quadro è più articolato e poggia su fondamentali industriali in netto miglioramento, nuovi contratti miliardari e un’impostazione tecnica sempre più solida.
Non solo tensioni geopolitiche: la commessa miliardaria dal Regno Unito
Tra i catalyst più rilevanti delle ultime settimane spicca la nuova maxi-commessa ottenuta nel Regno Unito. Il governo britannico ha infatti affidato a Leonardo la costruzione di una nuova flotta di 23 elicotteri militari da trasporto medio, destinati a sostituire i Puma in dotazione alla Royal Air Force.
Il gruppo guidato da Roberto Cingolani era rimasto l’unico concorrente in gara dopo il ritiro di Airbus e Lockheed Martin, elemento che evidenzia la forza competitiva della società italiana nel segmento elicotteristico. La commessa non è solo rilevante in termini economici, ma anche strategici: garantirà circa 3.300 nuovi posti di lavoro nello stabilimento di Yeovil, nel sud-ovest dell’Inghilterra, che rischiava la chiusura in assenza di nuovi contratti.
L’accordo apre inoltre la strada a ulteriori ordini, con oltre il 40% delle attività produttive concentrate proprio nel sito britannico. In un momento in cui molti governi europei stanno aumentando la spesa militare per rafforzare la propria autonomia strategica, Leonardo si conferma player centrale nelle catene di fornitura occidentali.
Questo contratto si inserisce in un contesto di backlog già robusto e contribuisce a rafforzare la visibilità sui ricavi futuri, uno degli elementi che più interessa gli investitori istituzionali.
Analisi tecnica: superare i 60-61 euro per aprire nuovi spazi di rialzo
Dal punto di vista grafico, il titolo ha messo sotto pressione i massimi storici in area 60-61 euro. Il picco intraday a 60,48 euro rappresenta un test importante di quella soglia psicologica e tecnica.
Il superamento deciso di tale resistenza rafforzerebbe ulteriormente il quadro di fondo, già impostato al rialzo da mesi, aprendo spazio verso 62-62,5 euro in prima battuta e poi chissa. Il trend primario resta positivo, sostenuto da volumi in crescita e da una struttura di massimi e minimi crescenti.
Va sottolineato che la forza relativa del titolo rispetto al Ftse Mib è evidente: Leonardo sta sovraperformando l’indice in una fase in cui il mercato premia i titoli difensivi e penalizza quelli più ciclici. Questo elemento attira anche capitali speculativi, pronti a sfruttare eventuali breakout tecnici sopra i massimi.
Naturalmente, la mancata rottura dei 60-61 euro potrebbe innescare prese di profitto di breve periodo, ma al momento il sentiment resta costruttivo.
Gli altri driver: aumento della spesa militare e riposizionamento strategico
Oltre alla guerra in Iran e alla commessa britannica, ci sono driver strutturali che sostengono la storia d’investimento.
Primo fra tutti, l’aumento della spesa militare in Europa. Dopo anni di sottoinvestimento, molti Paesi stanno accelerando gli stanziamenti per la difesa, sia per rispettare gli impegni NATO sia per rafforzare la propria capacità industriale interna. Leonardo, con competenze che spaziano dall’aerospazio ai sistemi elettronici per la difesa, è ben posizionata per intercettare questa ondata di nuovi ordini.
In secondo luogo, il gruppo ha avviato un percorso di razionalizzazione e focalizzazione sulle attività core, migliorando la marginalità e la generazione di cassa. La maggiore disciplina finanziaria ha contribuito a ridurre la percezione di rischio sul titolo, ampliando la platea di investitori interessati.
Infine, la crescente integrazione tra sistemi pilotati e velivoli senza equipaggio come nel caso della flotta destinata al Regno Unito evidenzia la capacità di Leonardo di posizionarsi nei segmenti tecnologicamente più avanzati del settore.
Quindi la guerra tra Usa e Iran sta certamente rappresentando un acceleratore di breve periodo, ma il rally di Leonardo poggia su basi più solide: nuovi contratti miliardari, visibilità sui ricavi, rafforzamento competitivo e un quadro tecnico in miglioramento. Lato tecnico la posta in gioco inizia ad essere alta.
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