Pirelli archivia i primi nove mesi del 2026 con ricavi e utili in crescita, confermando le previsioni per l’intero esercizio. A sostenere i risultati è soprattutto il segmento degli pneumatici premium, mentre sul fronte societario tornano le tensioni legate agli equilibri di controllo e al ruolo dell’azionista cinese Sinochem. Tre consiglieri hanno votato contro l’approvazione della relazione finanziaria.

Il gruppo della Bicocca continua a mostrare una buona tenuta operativa nonostante le difficoltà che interessano il settore automobilistico internazionale. Nei primi nove mesi dell’anno, Pirelli ha registrato ricavi per 5,278 miliardi di euro, in aumento dell’1,6%, mentre l’utile netto è salito del 7,4% a 430,2 milioni.
Una performance sostenuta dal progressivo rafforzamento nei prodotti a maggiore valore aggiunto, che permette alla società di preservare la redditività anche in presenza di una domanda debole in alcuni mercati strategici.
I risultati economici, tuttavia, non sono l’unico elemento su cui si concentra l’attenzione degli investitori. Le divergenze emerse in consiglio di amministrazione riportano infatti in primo piano una questione delicata per il futuro del gruppo: quella della governance e degli assetti proprietari.
Pirelli, i conti dei primi nove mesi del 2026
Il bilancio dei primi nove mesi evidenzia una crescita moderata del fatturato, accompagnata da una maggiore progressione dell’utile netto. L’EBIT adjusted ha raggiunto 840,8 milioni di euro, rispetto agli 835,5 milioni dello stesso periodo del 2025, con un margine operativo stabile al 15,9%.
Di seguito i principali indicatori economico-finanziari comunicati dalla società.
| Indicatore | Risultato 9 mesi 2026 | Variazione |
|---|---|---|
| Ricavi | 5,278 miliardi € | +1,6% |
| Crescita organica ricavi | — | +2,7% |
| EBIT adjusted | 840,8 milioni € | +0,6% |
| Margine EBIT adjusted | 15,9% | Stabile |
| Utile netto | 430,2 milioni € | +7,4% |
| Ricavi High Value | 82% del totale | Dal 79% |
| Indebitamento netto | 2,163 miliardi € | In calo su base annua |
Particolarmente interessante l’andamento del terzo trimestre, durante il quale il fatturato è aumentato del 5,1%, raggiungendo 1,783 miliardi di euro. Nello stesso periodo, l’EBIT adjusted è cresciuto del 2,1% a 283 milioni, mantenendo un’incidenza sui ricavi del 15,9%.
La stabilità dei margini conferma l’efficacia delle strategie commerciali adottate dal gruppo, che continua a privilegiare i prodotti più redditizi rispetto a una crescita dei volumi fine a sé stessa.
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Uno degli aspetti più significativi dei risultati Pirelli riguarda il peso crescente del segmento High Value, arrivato a rappresentare l’82% del fatturato complessivo, contro il 79% registrato un anno prima.
Si tratta di pneumatici di fascia alta, caratterizzati da prestazioni elevate, contenuto tecnologico avanzato e maggiore redditività. Un mercato sul quale Pirelli ha concentrato progressivamente investimenti e capacità produttiva.
Nei primi nove mesi del 2026, i volumi High Value destinati ad auto e moto sono aumentati complessivamente di circa il 3%. A trainare la crescita è stato soprattutto il mercato dei ricambi, che ha registrato un incremento del 4%, accelerando al 6% nel solo terzo trimestre.
Meno favorevole, invece, la situazione del primo equipaggiamento, penalizzato dalle difficoltà produttive delle case automobilistiche in Europa, Nord America e Cina.
Parallelamente, Pirelli ha proseguito il ridimensionamento delle attività nei segmenti standard, dove i volumi sono diminuiti del 9%. Una scelta coerente con l’obiettivo di migliorare il mix commerciale e proteggere i margini operativi.
Guidance Pirelli 2026 confermata, debito in calo su base annua
Nonostante uno scenario economico internazionale più complesso, Pirelli ha confermato gli obiettivi finanziari per il 2026 già comunicati a luglio. La società continua quindi a puntare su una redditività operativa rettificata nell’ordine del 16%, sostenuta dal contributo dei prodotti premium e dalla gestione del mix prezzo-prodotto.
Sul fronte patrimoniale, l’indebitamento finanziario netto al 30 settembre si è attestato a 2,163 miliardi di euro, in miglioramento rispetto ai 2,538 miliardi registrati alla stessa data del 2025.
Il debito risulta invece superiore agli 1,102 miliardi di fine dicembre 2025, un confronto che deve tenere conto della stagionalità dei flussi finanziari e dell’andamento del capitale circolante.
Il consiglio di amministrazione ha inoltre autorizzato un nuovo programma EMTN, che consentirà al gruppo di effettuare emissioni obbligazionarie fino a un massimo di 2 miliardi di euro. L’iniziativa amplia le possibilità di finanziamento della società, senza comportare necessariamente l’emissione immediata dell’intero importo.
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Pirelli-Sinochem, nuove tensioni sulla governance
Se i risultati industriali offrono indicazioni incoraggianti, il quadro societario continua a presentare elementi di incertezza.
La relazione finanziaria dei primi nove mesi è stata approvata a maggioranza dal consiglio di amministrazione, ma con il voto contrario di tre componenti: Zhang Haitao, Xi Xiaohong e Wang Kun.
Secondo quanto comunicato da Pirelli, il dissenso riguarda la dichiarazione relativa al controllo esercitato da MTP Spa, riportata nella documentazione finanziaria.
La questione si inserisce nel confronto sugli assetti proprietari del gruppo e sul ruolo dell’azionista cinese Sinochem, un tema che da tempo accompagna il dibattito sulla governance della società italiana.
Per Pirelli, la definizione degli equilibri di controllo assume un’importanza che va oltre gli aspetti puramente societari. Il gruppo opera infatti in un settore dove innovazione tecnologica, tutela del know-how e presenza sui mercati internazionali rappresentano fattori competitivi fondamentali.
Le divergenze emerse in consiglio non modificano direttamente i risultati economici appena pubblicati, ma potrebbero continuare ad alimentare interrogativi sulla stabilità degli assetti decisionali e sulle prospettive strategiche della società.
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Azioni Pirelli, cosa aspettarsi dopo i risultati trimestrali
Per gli investitori che seguono le azioni Pirelli a Piazza Affari, i conti dei primi nove mesi restituiscono un quadro industriale complessivamente positivo. L’aumento dell’utile netto, la tenuta dei margini e la conferma della guidance dimostrano la capacità del gruppo di affrontare un mercato automobilistico ancora incerto.
Il rafforzamento nel segmento High Value rappresenta inoltre un elemento importante per le prospettive di medio periodo, soprattutto considerando il contributo del mercato dei ricambi, meno direttamente esposto alle oscillazioni della produzione di nuove automobili.
Resta però il nodo della governance, che potrebbe incidere sulla percezione del rischio da parte degli investitori e sulle valutazioni del titolo.
La sfida per Pirelli sarà quindi duplice: continuare a migliorare la qualità dei risultati industriali e, contemporaneamente, trovare un equilibrio stabile nella gestione societaria. Due fattori destinati a pesare sulle prospettive del gruppo anche oltre la chiusura dell’esercizio 2026.
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