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Previsioni Euro Dollaro – Analisi tecnica EUR USD 07-11 Genn...

Previsioni Euro Dollaro – Analisi tecnica EUR USD 07-11 Gennaio 2019

  • Di Trading Expert
  • Pubblicato il 7 Gennaio 2019
  • Aggiornato il 7 Gennaio 2019

CROSS EUR-USD SCENDE SOTTO QUOTA 1,14 DOPO FORTE AUMENTO NON-FARM PAYROLLS USA DI DICEMBRE

Bilancio settimanale in calo dello 0,35%, circa, per la coppia Euro-Dollaro, che dopo essersi portata su un top a 5 sedute a quota 1,1497 ha innestato la marcia indietro, chiudendo l’ottava a quota 1,1395 ( +0,02% ), pertanto al di sotto della soglia tecnica rappresentata da area 1,14. Quotazioni della cross EUR-USD nel periodo in esame si erano spinte fino ad un minimo intraday a quota 1,1309.

Previsioni Euro Dollaro – Analisi tecnica EUR USD 07-11 Gennaio 2019

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Previsioni Euro Dollaro – Analisi tecnica EUR USD 07-11 Gennaio 2019

LE NOTIZIE ED I DATI MACRO PIU’ SENSIBILI PER IL CAMBIO EURO-DOLLARO

L’ ottava macro nell’ Eurozona si è aperta con la lettura finale dell’ indice PMI Composito del mese di Dicembre, che secondo la stima diffusa da Markit si è assestato a 51,1 punti dai 52,7 punti di Novembre, peggiorando anche rispetto ai 51,3 punti della rilevazione preliminare. Alla luce del risultato appena evidenziato è inoltre emerso che l’ attività economica nella zona Euro è scesa al minimo degli ultimi 5 anni e mezzo, anche se tuttavia si è mantenuta sopra la soglia dei 50 punti, che indica espansione. La rivelazione finale dell’ indice PMI servizi, invece, ha evidenziato un calo a 51,2 punti dai 51,4 punti della prima comunicazione e dai 53,4 punti della lettura finale di Novembre. Per il Purchasing Managers Index relativo al comparto servizi si è trattato del valore più basso da Novembre 2014.

L’ ufficio di statistica dell’ Unione Europea ( Eurostat ) ha reso noto che a Novembre i prezzi alla produzione sono diminuiti dello 0,3% su base mensile, mentre le attese degli analisti erano per una minor contrazione, pari a -0,2%. Inversione di rotta, pertanto, rispetto all’ aumento dello 0,8% della stima finale di Ottobre. Su base annua, i prezzi alla produzione sono invece aumentati del 4%, facendo segnare una minor crescita rispetto al 4,9% della precedente stima mensile. Gli analisti, invece, si aspettavano un lettura pari a +4,2%.

Eurostat ha inoltre reso noto che l’ inflazione nell’ Eurozona, secondo la prima lettura del mese di Dicembre si è assestata all’1,6% su base annua, frenando rispetto all’1,9% di Novembre. I pronostici degli analisti, invece, erano per un rallentamento più modesto, all’1,8%. Dai dettagli contenuti nel report curato dall’ ufficio di statistica europeo si è saputo che il rallentamento è stato principalmente causato dalla frenata dei prezzi dell’ energia, in aumento del 5,5%, contro il +9,1% di Novembre. Le altre voci sono rimaste sostanzialmente stabili. Il valore espresso dei prezzi al consumo espresso a Dicembre è lontano dal 2% gradito alla BCE. L’ inflazione “ Core “ al netto delle componenti più volatili, quali prezzi dell’energia e beni alimentari, è invece rimasta stabile all’1,1%. Il membro del Board operativo della Banca Centrale Europea, Benoit Coeure, ha dichiarato che finché l’ inflazione non ritornerà ai livelli previsti i tassi d’ interesse dell’ Eurozona continueranno a rimanere bassi.

Il dato macro più atteso negli USA è stato indubbiamente quello relativo alle cosiddette Non-Farm Payrolls, ovvero le buste paga nei settori non agricoli negli Stati Uniti, volate bel oltre le aspettative degli analisti. Il saldo delle NFP è infatti schizzato a +312 mila unità, in netto aumento rispetto alle +176 mila unità, a loro volta riviste al rialzo dalle +155 mila unità della rivelazione flash di Novembre. Gli analisti, invece, avevano pronosticato una crescita più modesta, pari a +184 mila unità.

Il rapporto ADP, diffuso da Automatic Data Processing, un’ azienda che fornisce supporto alle amministrazioni USA e che gestisce risorse umane, aveva invece indicato che il saldo dei nuovi occupati nei settori privati, sempre a Dicembre, si era assestato a +271 mila unità. Il report ADP è un indicatore abbastanza veritiero in quanto elabora i dati del 20% delle buste paga degli occupati nei settori non agricoli negli Stati Uniti.

A Dicembre, migliorano anche i salari medi orari, cresciuti dello 0,4% su base mensile, in progresso dal +0,2% della precedente rivelazione mensile. Le attese degli analisti, che non superavano il +0,3%. La lettura su base annua, invece,ha mostrato un aumento del 3,2% dal 3,1% di Novembre, mentre il consensus era per un balzo del 3%.
Il tasso di disoccupazione, sempre a Dicembre, inaspettatamente, è aumentato al 3,9%, dal 3,7% della precedente rivelazione mensile, che era stata la più bassa degli ultimi 48 anni.

Andamento del cambio Euro-Dollaro condizionato anche , dalle affermazioni del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, che intervenendo all’ American Economic Association, ha dichiarato che l’ istituto centrale statunitense monitorerà con attenzione gli eventuali rischi al ribasso che i mercati stanno prezzando. Powell ha sottolineato il fatto che la FED, qualora le condizioni dell’ economia USA lo richiedessero, è pronta a cambiare il passo della propria politica sui tassi d’ interesse, anche se il percorso è già prestabilito.

Dollaro giù a metà settimana a vantaggio della moneta unica europea dopo che la lettura dell’ indice PMI manifatturiero USA, nella lettura finale di Dicembre, ha evidenziato un calo a 53,8 punti dai 53,9 punti della stima preliminare, che corrispondevano anche al valore di Novembre. Il dato espresso dal Purchasing Managers Index diffuso da Markit ha inoltre rivelato il valore più basso da Settembre 2017.

La lettura finale dell’ indice PMI servizi di Dicembre ha invece battuto le attese, portandosi a 54,4 punti, dai 53,4 punti della stima flash e del consensus degli analisti. L’ indice Composite ( Manifattura più Servizi), invece, ha evidenziato un risultato pari a 54,4 punti, assestandosi sopra i 53,6 punti della lettura preliminare.

Cross EUR-USD che ha inoltre beneficiato della decisa battuta d’arresto dell’ indice ISM manifatturiero del mese di Dicembre, che secondo quanto reso noto dall’Institute for Supply Management si è portato a 54,1 punti, in netta discesa rispetto ai 59,3 punti della precedente stima mensile. I pronostici degli analisti, invece, erano per un calo più moderato, a 57,5 punti. La lettura dell’ indice ISM manifatturiero, tuttavia, si colloca ancora al di sopra della soglia dei 50 punti, che indica espansione. L’ indicatore ISM relativo ai prezzi pagati, sempre a Dicembre, ha invece rivelato un calo a 54,9 punti dai 60,7 punti di Novembre, mentre le attese erano per una contrazione più modesta, a 57,7 punti. L’indicatore ISM sui prezzi pagati rileva il sentiment sul business manifatturiero attraverso le previsioni su eventuali futuri aumenti dei prezzi. Un valore di indice in aumento indica forti aspettative d’ inflazione.

Il Dipartimento per il Lavoro ha reso noto, che il numero delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione negli USA, nella settimana terminata il 29 Dicembre, è aumentato a 231 mila unità, in crescita di 10 mila unità rispetto alle 221 mila unità del saldo della precedente ottava, a sua volta corretto al rialzo dalle 216 mila unità della rivelazione preliminare. La media mensile, indicatore che rispecchia con più precisione l’ andamento della disoccupazione, in quanto meno volatile rispetto alle singole rilevazioni settimanali, si è invece portata a 218.750 unità, inflessione di 500 unità rispetto alla stima precedente. Il totale dei richiedenti indennizzo, al 22 Dicembre, invece, si è assestato a 1,740 milioni di unità, in aumento da 1,708 milioni di unità della precedente rilevazione, corretta da 1,701 milioni di unità della lettura flash. Le attese degli analisti, invece, erano per una contrazione a 1,690 milioni di unità.

Il saldo delle nuove richieste di mutui ipotecari, secondo la stima elaborata dalla Mortgage Bankers Associations ( MBA ), al 28 Dicembre, ha evidenziato un calo dell’8,5%, peggiorando rispetto al calo del 5,8% registrato nel corso della precedente ottava. In flessione del 12,29%, invece, l’ indicatore delle richieste di rifinanziamento.
Dollaro in ripresa a fine ottava grazie alla distensione dei rapporti tra Stati Uniti e Cina, con i rappresentanti della due superpotenze che si incontreranno il 7 e l’ 8 Gennaio a Pechino, per discutere di dazi sulle reciproche importazioni.

VISIONE CAMBIO EURO – DOLLARO SUL BREVE PERIODO

Quadro tecnico di breve-medio periodo ancora impostato al ribasso per la coppia EUR-USD, che ha archiviato il 2018 al di sotto del supporto in area 1,16, indicato nelle precedenti rubriche di analisi tecnica sul Forex. La perdita in chiusura settimanale del suddetto livello ha già causato un nuovo affondo con target sui minimi plurimensili in prossimità di area 1,12.

La coppia EUR-USD dopo essere volata sui massimi a 3 anni, sembra aver perso lo smalto che ha caratterizzato la fine del 2017 ed il primo trimestre 2018. Sul medio-lungo periodo,dopo vari tentativi, la pressione ribassista ha sfondato al ribasso l’ importante supporto in area 1,18, conducendo le quotazioni anche sotto importante supporto in area 1,16, la cui rottura ha a sua volta scatenato un ulteriore ondata di vendite sui minimi da Giugno 2016 in area 1,12.

La visione di lungo periodo, invece, ci aveva detto che le quotazioni del cross EUR/USD dopo essere scivolate sotto i supporti di medio-lungo , in area 1,06 -1,07, aveva messo in atto un poderoso rialzo che, dopo aver superato la forte resistenza in area 1,12 aveva in un primo momento rotto i vecchi massimi di breve-medio periodo in area 1,16 e successivamente aveva saputo fare ancora meglio volando sopra quota 1,18, ex resistenza di medio-lungo periodo, divenuta supporto. In virtù dei rialzi appena descritti, il quadro grafico del cambio Euro – Dollaro era tornato a farsi nuovamente interessante nel medio-lungo periodo, in quanto la riconquista di area 1,18 aveva generato l’ allungo verso area 1,24-1,25. Dopo il salutare pull-back in area 1,17-1,15 la coppia non ha più avuto la forza di riportasi stabilmente oltre quota 1,18, in chiusura settimanale. Sul brevissimo, soltanto il recupero di area 1,14, in chiusura weekly, potrebbe scongiurare il ritorno in area 1,12, la cui eventuale perdita potrebbe essere il preludio ad ulteriori crolli in area 1,10. Lo scenario ribassista sul breve-medio, invece, verrà negato soltanto in caso di ritorno in chiusura settimanale oltre area 1,18.

STRATEGIA SETTIMANALE DI TRADING SUL CAMBIO EURO-DOLLARO

Buona la performance settimanale realizzata dal nostro trading system con sottostante la coppia EUR-USD, che nel corso della prima ottava del nuovo anno ha centrato 4 obiettivi indicati dalla strategia rialzista: 2 nella versione Intraday e 2 nella versione Over.

La visione Long consiglia di attivare posizioni rialziste nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 1,14 e consiglia di prendere profitto sui primi due target price individuati in area 1,1426 e 1,147; Stop Loss in caso di chiusura oraria minore di 1,1373. Mantenere la posizione rialzista nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria o giornaliera maggiore di 1,147, per cercare di sfruttare possibili allunghi prima in area 1,1497 e successivamente a 1,1541; Stop Loss in caso di ritorno sotto 1,1395 in chiusura di candela oraria. Ed ancora, Long sulla forza, in caso di close orario maggiore di 1,1541, per tentare di prendere profitto in area 1,1568 e 1,1613, estesa ad 1,1657; stop loss nel caso in cui si verifichi un ritorno sotto 1,1497 in chiusura di candela giornaliera. Suggeriti Long Speculativi in caso di discesa in area 1,1121, per cogliere eventuali rimbalzi in area 1,1163 e 1,1206, estesi ad 1,1276; Stop Loss in caso di ulteriori discese sotto quota 1,107 in chiusura di candela oraria o giornaliera.

La visione Short, invece, suggerisce di attivare posizioni al ribasso, nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 1,1373; Target Price attesi in prima battuta a 1,1346 e successivamente a 1,1302; Stop Loss in caso di ritorno oltre 1,14 in chiusura di candela oraria.

Mantenere la posizione ribassista in caso di chiusura oraria minore di 1,1302 per sfruttare possibili cali in area 1,1276 e 1,1233; fissare uno Stop Loss, con l’ intento di evitare eventuali perdite, in caso di ritorno sopra 1,1373 in chiusura di candela oraria o giornaliera. Lecito rafforzare le posizioni Short in caso di discesa sotto area 1,1233 in chiusura oraria o giornaliera, per cavalcare eventuali affondi in area 1,1206 e 1,1163, estesi a 1,1121; stop loss nel caso in cui si assista ad ritorno oltre quota 1,1302 in close orario. Consigliati Short Speculativi in caso di allunghi in area 1,1657 per cercare di sfruttare possibili pull-back in area 1,1613 e 1,1568, estesi a 1,1541; Stop Loss nel caso in cui il rialzo si spinga oltre 1,171 in chiusura di candela oraria o daily.

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