A seguito del taglio alla produzione di greggio imposto dall’OPEC+ a partire dallo scorso lunedì, le quotazioni del petrolio hanno segnato un forte rally tanto che gli stessi analisti, fino a neppure una settimana fa molto freddi sulle prospettive del petrolio, sono stati costretti in fretta e furia a rivedere al rialzo le loro stime.

petrolio

La domanda che gli investitori soliti a comprare petrolio con il trading online si stanno ponendo in queste giornate complicate è semplicemente questa: fin dove si potranno spingere i prezzi del greggio a seguito del taglio della produzione?

All’analista economico, infatti, interessa il presente mentre un trader ha lo sguardo rivolto verso il futuro. All’investitore, quindi, interessano le prospettive poichè è in base quelle che può orientare le proprie scelte di investimento.

E proprio a proposito di trading online, ricordiamo che uno dei modi per speculare sull’andamento del prezzo del greggio è attraverso i CFD. I Contratti per Differenza rispecchiano la performance del sottostante (in questo caso il greggio) e permettono di speculare al rialzo (long trading) o al ribasso (short trading).

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Dove possono arrivare i prezzi del petrolio dopo il taglio OPEC?

E vediamo adesso alla domanda core di questa guida: dove si spingeranno i prezzi del petrolio a seguito dello sgambetto dell’OPEC+?

Le variabili da considerare sono tantissime.

Tanto per iniziare c’è la Russia che, in un contesto di tensioni crescenti con l’Occidente, ha già detto che estenderà i tagli alla produzione di mezzo miliardo di barili fino alla fine del 2023 appena pochi minuti dopo la mossa dell’OPEC (è palese che Mosca sia decisamente più benvoluta dell’Occidente tra i paesi produttori).

Non è necessario avere la palla di cristallo per capire che un rialzo del prezzo del greggio favorirebbe le finanze di Mosca stressate dalla guerra contro l’Ucraina. Di conseguenza le relazioni tra Arabia Saudita e Usa, già molto diverse da quelle di un tempo, ne uscirebbero ancora più deteriorate.

Ma vediamo cosa dicono gli analisti.

Secondo Matt Hagerty, senior manager di BTU Analytics per i consulenti energetici, il taglio deciso dall’OPEC priva i mercati di un media di 2,3 milioni di barili nel secondo semestre 2023.

Invece sono Jorge León, ricercatore di mercato presso Rystad Energy, non p da escludere che i produttori americani possano iniettare altri 200.000 barili di greggio entro fine 2023. Tale petrolio prenderebbe la destinazione dell’Europa.

Al di là di queste differenze, è innegabile che a causa della mossa dell’OPEC+, la maggior parte degli analisti di Wall Street è rivisto molto al rialzo le previsioni sul Brent. Adesso nessuno si scandalizza quando si afferma che la quotazione petrolio possa arrivare anche a 100 dollari al barile da qui a fine 2023. Gli esperti di Goldman Sachs, proprio nei giorni scorsi, sono stati tra i primi ad alzare le previsioni sui prezzi del Brent a 95 dollari al barile entro la fine di quest’anno e a 100 dollari per il 2024. E anche un analista prudente come Fereidun Fesharaki, fondatore e presidente della società di consulenza FGE, ha detto chiaramente che i prezzi del petrolio potranno tranquillamente salire oltre i 100 dollari al barile.

Ancora più ottimistica la previsione di Rystad Energy secondo cui il Brent, proprio a causa della mossa dell’OPEC, potrebbe arrivare a 110 dollari al barile già questa estate.

Insomma c’è una convergenza di fondo su quello che sarà il destino del petrolio nei prossimi mesi.

Un dramma per i consumatori e una grande occasione per i traders i quali possono speculare sul prezzo del greggio usando broker CFD come eToro (qui la nostra recensione). Con questa piattaforma sono sufficienti 50 dollari di deposito minimo di partenza per iniziare a speculare con i CFD sul petrolio.

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