Stellantis ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con ricavi e consegne in aumento, ma la redditività è rimasta inferiore alle attese del mercato. Dopo la pubblicazione dei risultati, Morningstar ha ridotto il fair value del titolo da 12,20 a 8 euro per azione, principalmente a causa della crescente concorrenza sui prezzi e delle prospettive meno favorevoli per i margini.

Il gruppo automobilistico mostra segnali di miglioramento soprattutto in Nord America, ma continua a incontrare difficoltà in Europa. Il percorso di rilancio guidato dall’amministratore delegato Antonio Filosa richiederà quindi più tempo del previsto.

Stellantis torna all’utile nel secondo trimestre del 2026

Schermo con grafico azionario e logo Stellantis osservato tramite una lente d’ingrandimento, in un contesto da ufficio finanziario
Stellantis – MeteoFinanza.com

Tra aprile e giugno, Stellantis ha registrato ricavi per 43,5 miliardi di euro, in crescita del 13% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’utile netto ha raggiunto 293 milioni, contro la perdita di 1,87 miliardi registrata un anno prima.

L’utile operativo rettificato è salito a 773 milioni di euro, più che triplicato rispetto ai 213 milioni del secondo trimestre del 2025. Il relativo margine è migliorato dallo 0,6% all’1,8%, rimanendo però sotto le aspettative degli analisti, che indicavano un risultato operativo vicino a 914 milioni.

Dopo la pubblicazione dei conti, le azioni Stellantis hanno chiuso la seduta del 30 luglio in calo del 4,31% a 5,06 euro, penalizzate soprattutto dalla debolezza dei margini e dai tempi necessari per completare il rilancio industriale.

Nord America in ripresa grazie a Jeep e Ram

Il principale contributo alla crescita è arrivato dal Nord America, dove i ricavi sono aumentati del 32%. Le vendite sono salite del 6% e la quota di mercato ha raggiunto il 7,4%, sostenuta dalla maggiore domanda per modelli come Jeep Grand Wagoneer, Ram 1500, Dodge Durango e Chrysler Pacifica.

Le consegne complessive del gruppo sono aumentate del 10%, raggiungendo circa 1,6 milioni di veicoli. Stellantis sta cercando di recuperare il terreno perso negli Stati Uniti attraverso il ritorno di modelli popolari, una gamma più ampia di motorizzazioni e nuovi prodotti destinati ai segmenti più redditizi.

Nonostante il miglioramento dei volumi, la redditività nordamericana resta ancora lontana dai livelli raggiunti prima della crisi. L’azienda dovrà continuare a ridurre i costi industriali, migliorare la qualità dei veicoli e ricostruire le scorte dei concessionari con modelli capaci di garantire margini più elevati.

L’Europa continua a pesare sui risultati

In Europa i ricavi sono rimasti sostanzialmente invariati, mentre il margine operativo rettificato della regione è stato negativo per lo 0,6%. Le vendite nei Paesi dell’Unione europea allargata sono cresciute del 3%, ma la quota di mercato è scesa di 0,8 punti percentuali al 16%.

Stellantis ha dovuto ridurre i prezzi per contrastare la crescente pressione dei produttori cinesi. Questa strategia ha sostenuto i volumi, ma ha anche limitato la capacità del gruppo di trasformare l’aumento delle consegne in una crescita più consistente degli utili.

Il gruppo punta anche sulla collaborazione con Leapmotor, le cui vendite europee sono cresciute rapidamente. L’obiettivo è utilizzare tecnologie, piattaforme e processi produttivi più competitivi per ridurre la distanza dai costruttori cinesi nei segmenti delle auto elettriche ed economiche.

Il flusso di cassa migliora ma resta negativo nel semestre

Nel secondo trimestre il flusso di cassa industriale è tornato positivo per 1 miliardo di euro, con un miglioramento di circa 1 miliardo rispetto all’anno precedente. Considerando l’intero primo semestre, il risultato resta però negativo per 921 milioni, anche se migliore rispetto ai -3 miliardi dello stesso periodo del 2025.

La liquidità industriale disponibile ha chiuso il trimestre a 44,1 miliardi di euro, mantenendosi all’interno dell’intervallo indicato dal gruppo. Questa riserva offre a Stellantis risorse sufficienti per finanziare il rilancio, i nuovi modelli e le spese collegate alla revisione della precedente strategia elettrica.

Confermate le previsioni per il 2026

Stellantis ha confermato per il 2026 una crescita dei ricavi a una cifra media e un margine operativo rettificato a una cifra bassa. Il flusso di cassa industriale dovrebbe migliorare rispetto al 2025, ma il ritorno a un valore positivo per l’intero esercizio è previsto soltanto nel 2027.

Il gruppo stima inoltre un impatto negativo dei dazi statunitensi compreso tra 1 e 1,2 miliardi di euro nel corso dell’anno. La seconda metà del 2026 dovrebbe essere sostenuta soprattutto dal quarto trimestre, dopo le chiusure estive degli stabilimenti e l’avanzamento delle misure di riduzione dei costi.

Morningstar riduce il valore equo da 12,20 a 8 euro

Morningstar ha abbassato il proprio valore equo di Stellantis a 8 euro per azione, rispetto ai precedenti 12,20 euro. Il taglio riflette aspettative più prudenti sulla capacità del gruppo di recuperare redditività, soprattutto a causa della pressione sui prezzi in Europa e dei maggiori investimenti necessari per difendere le quote di mercato.

Con una quotazione vicina ai 5 euro, il titolo rimane comunque scambiato al di sotto del nuovo valore indicato dagli analisti. Morningstar non riconosce però a Stellantis un vantaggio competitivo strutturale e mantiene un livello di incertezza molto alto, legato all’esecuzione del piano industriale e alle difficoltà dell’intero settore automobilistico.

Il piano FaSTLAne 2030 prevede circa 60 nuovi modelli entro il 2030 e investimenti finalizzati a recuperare quota di mercato, ridurre i costi e migliorare la qualità. I prossimi trimestri dovranno dimostrare se la crescita dei volumi potrà finalmente tradursi in margini e flussi di cassa più solidi.

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