Il settore europeo degli ingredienti per il consumo torna sotto pressione. Secondo Barclays, un nuovo shock inflazionistico legato ai costi energetici — alimentato dalle tensioni in Medio Oriente — rischia di rallentare sensibilmente la ripresa dei volumi attesa dagli investitori per il 2026.

Schermo con grafico finanziario in forte calo, affiancato da monete, documenti e provette da laboratorio su uno sfondo europeo.
Titoli chimici europei – MeteoFinanza.com

La banca ha quindi aggiornato il proprio outlook, intervenendo sia sui rating sia sulle stime di utili, segnalando un cambio di scenario che impatta l’intero comparto.

Tagli ai rating: i titoli sotto osservazione

Nel dettaglio, Barclays ha deciso di declassare tre nomi chiave del settore:

  • Givaudan passa a Equal Weight
  • Barry Callebaut scende a Underweight
  • Corbion viene portata a Equal Weight

Parallelamente, sono stati rivisti al ribasso anche diversi target price, a conferma di un contesto più complesso del previsto.

Le stime sull’EBITDA per il 2026 sono state ridotte tra il 2% e il 7%, con gli impatti più rilevanti su Givaudan, Symrise e Barry Callebaut.

Energia e inflazione: il nuovo scenario di riferimento

Barclays costruisce le sue previsioni su un quadro energetico ancora teso:

  • petrolio a 85 dollari al barile
  • gas europeo a 45 €/MWh nel 2026

In questo contesto, le aziende del settore dovranno probabilmente applicare aumenti di prezzo intorno al 3% nella seconda metà dell’anno per difendere i margini.

Il punto chiave, però, non è più il costo. Secondo gli analisti guidati da Alex Sloane, la vera incognita è un’altra:
la domanda.

“Il pricing reggerà, ma il vero problema sono i volumi”, sottolinea Barclays.

Le aziende stanno infatti privilegiando la protezione dei margini rispetto agli investimenti in innovazione, rinviando quella ripresa della domanda che molti si aspettavano già nel 2026.

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Givaudan: il caso più critico

Tra i titoli analizzati, Givaudan emerge come quello più esposto ai rischi.

Le criticità principali:

  • forte dipendenza da materie prime legate al petrolio
  • significativa esposizione al Medio Oriente
  • segnali di debolezza nella divisione Taste & Wellbeing

Barclays segnala anche il rischio di un “vuoto” nel secondo trimestre, legato al ritardo con cui le tensioni geopolitiche potrebbero impattare sugli ordini.

A pesare è anche la valutazione: il titolo continua a trattare a premio rispetto ai concorrenti, un fattore che — secondo la banca — diventa sempre più difficile da sostenere. Il target price è stato così ridotto a 3.050 franchi svizzeri.

Barry Callebaut: rally eccessivo e margini sotto pressione

Per Barry Callebaut, il problema è diverso ma altrettanto rilevante.

Dopo un forte recupero in Borsa — con il titolo quasi raddoppiato dai minimi — lo spazio per ulteriori rialzi appare limitato. Inoltre, la volatilità del prezzo del cacao introduce nuove pressioni finanziarie:

  • ogni aumento di 100 sterline per tonnellata comporta un impatto di 70–80 milioni di franchi svizzeri sul capitale circolante

A questo si aggiunge la strategia del nuovo CEO, orientata a rafforzare la competitività attraverso reinvestimenti. Una scelta solida nel lungo periodo, ma che potrebbe comprimere i margini nel breve e portare a revisioni negative degli utili.

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Corbion: crescita dei volumi sempre più incerta

Anche Corbion perde slancio. Il suo caso rialzista si basava su un’espansione dei volumi nel segmento Food Ingredients & Solutions, ma questo scenario appare oggi meno realistico.

Con clienti focalizzati sulla difesa dei margini, la domanda rischia di rimanere debole, rendendo difficile una vera accelerazione nel 2026.

L’eccezione: Novonesis resta il titolo preferito

In un quadro complessivamente prudente, Barclays individua comunque un nome più resiliente: Novonesis, confermato con rating Overweight.

Secondo gli analisti, la società beneficia di tre fattori chiave:

  • domanda strutturale nei settori lattiero-caseario e proteico
  • soluzioni enzimatiche che aiutano i clienti a ridurre i costi
  • forte potere di determinazione dei prezzi

In un contesto inflazionistico, queste caratteristiche offrono una protezione relativa rispetto al resto del comparto.

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