Inizia con ribasso dello 0,9 per cento a quota 8,21 euro la settimana delle azioni Stellantis in borsa. Per il titolo del colosso automotive questa è la seconda seduta in ribasso dopo quella di venerdì. Rispetto a un mese fa le azioni Stellantis hanno perso il 12 per cento dimostrando che il trend rispetto a quello (negativo) dello scorso anno, non è poi cambiato più di tanto.

Insomma sempre i soliti problemi come messo nero su bianco anche da un recente report di DBRS. Gli analisti ci sono andati pesanti sulle prospettive di Stellantis tagliando il rating rating a BBB dal precedente BBB (high).
Al di là della sfumatura sono soprattutto le ragioni del downgrade che meritano attenzione anche perchè alla bocciatura si è anche andata a sommare la conferma dell’outlook negativo che lascia intendere ben poco di buono per i prossimi trimestri.
Indice
Azioni Stellantis: perché DBRS ha tagliato il rating?
La decisione di DBRS di tagliare la valutazione su STLA riflette un quadro operativo che resta complesso nei due mercati chiave del gruppo, Nord America ed Europa, dove negli ultimi due anni si è registrata una pressione significativa su ricavi e marginalità.
Secondo l’agenzia, il principale elemento di debolezza è il ridimensionamento strutturale della redditività rispetto ai livelli record del 2023. I margini industriali, che allora viaggiavano intorno al 16%, sono ora lontani da quei picchi e difficilmente recuperabili nel breve termine. DBRS stima per il 2025 un margine Ebitda industriale intorno al 5%, con una leva lorda prossima a 3 volte. C’è quindi un deterioramento del profilo creditizio della casa auto italo-francese rispetto al passato.
Pressione competitiva, elettrico e costi: i nodi struttura
Nella loro analisi gli esperti di DBRS hanno poi dato risalto ai ritardi nei lanci di prodotto ma anche ai costi di garanzia più elevati legati a temi di qualità e a una competizione sempre più intensa, in particolare nel segmento dei veicoli elettrici. Insomma un mix di fattori inducono al pessimismo.
A livello geografico, poi, negli Stati Uniti e in Europa, il contesto competitivo si è fatto più aggressivo: accelerazione dell’innovazione tecnologica, maggiore pressione sui prezzi e perdita di quote di mercato a favore dei leader dell’elettrico, come Tesla. A questo si aggiunge una domanda ancora fragile, penalizzata dalla debolezza del potere d’acquisto delle famiglie, che limita la possibilità di trasferire l’aumento dei costi sui listini.
In Europa, inoltre, il mercato resta strutturalmente più piccolo rispetto al periodo pre-pandemico, con immatricolazioni ancora significativamente inferiori ai livelli del 2019.
Prospettive future di Stellantis: recupero graduale, ma rischi ancora elevati
Pur in un quadro prudente, DBRS ha comunque riconosciuto alcuni segnali di miglioramento. Nel terzo trimestre 2025 le vendite globali di Stellantis sono cresciute a doppia cifra, sostenute dalla normalizzazione delle scorte e dai nuovi lanci di prodotto, con un contributo rilevante dal Nord America. I livelli di inventario sono tornati su livelli più consoni e potrebbero supportare le vendite nei prossimi 12–18 mesi.
Ciò premesso, nel medio termine, l’agenzia prevede un recupero graduale dei margini, con Ebitda industriale atteso verso il 9% entro il 2027, ricavi industriali intorno ai 160 miliardi di euro e una leva lorda in area 2x, sostenuta da una posizione di liquidità elevata. Tuttavia, resta un punto critico per gli investitori: il free cash flow industriale è atteso negativo fino al 2028, elemento che giustifica la conferma della prospettiva negativa sul titolo.
Insomma c’è anche un bicchiere mezzo pieno che però resterebbe potenziale a meno che i nuovi modelli non riescano a guadagnare quote di mercato e a riportare la redditività su una traiettoria credibile. Solo in questo caso, hanno avvertito da DBRS, la valutazione sulla quotata potrebbe stabilizzarsi. Fino ad allora l’outlook resta negativo.
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