Le principali Borse europee aprono la seduta in territorio negativo dopo il forte recupero registrato nelle ultime ore. A condizionare il sentiment degli investitori sono le nuove tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran, che riaccendono i timori di un’escalation nell’area strategica dello Stretto di Hormuz, uno dei punti nevralgici per il commercio energetico globale.

I mercati stanno monitorando con attenzione gli sviluppi diplomatici dopo le notizie relative a nuovi episodi di attrito nell’area dell’isola di Qeshm, mentre cresce l’incertezza sulla tenuta del cessate il fuoco e sulla possibilità di arrivare a un accordo stabile nella regione.
In avvio di contrattazioni, Piazza Affari cede circa lo 0,5%, in linea con il Dax di Francoforte e il Cac 40 di Parigi. Debole anche Londra, mentre Madrid riesce a muoversi in controtendenza. Segnali positivi arrivano invece dall’Asia, con la Borsa di Tokyo che ha chiuso la giornata in netto rialzo grazie alla buona performance dei titoli tecnologici e industriali.
Indice
Medio Oriente sotto osservazione: il mercato teme nuovi rischi sulle forniture energetiche
L’attenzione degli operatori resta concentrata sul quadro geopolitico. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito che il percorso diplomatico rimane aperto e che i colloqui per una possibile soluzione negoziata con Teheran sono ancora in corso. Tuttavia, la situazione resta fragile e gli investitori continuano a valutare il rischio di nuove tensioni nell’area.
A preoccupare il mercato è soprattutto l’impatto che eventuali sviluppi militari potrebbero avere sulle rotte energetiche internazionali. Lo Stretto di Hormuz rappresenta infatti uno dei passaggi più importanti per il trasporto mondiale di petrolio e qualsiasi minaccia alla regolarità delle forniture tende a riflettersi immediatamente sulle quotazioni del greggio.
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Dazi Usa, cresce l’incertezza sui rapporti commerciali
A complicare ulteriormente il quadro si aggiunge il dossier commerciale statunitense. L’amministrazione americana sta valutando una nuova proposta tariffaria che coinvolgerebbe circa 60 economie mondiali, tra cui Unione Europea, Cina, Giappone, India e Messico.
L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato dopo le verifiche legali seguite alla decisione della Corte Suprema che aveva messo in discussione alcuni precedenti provvedimenti sui dazi. Sebbene il progetto non sia ancora definitivo, la prospettiva di nuove barriere commerciali contribuisce ad alimentare la cautela sui mercati internazionali.
Nel frattempo Wall Street continua a mantenersi vicino ai massimi storici, sostenuta soprattutto dalla forza del comparto tecnologico, che resta il principale motore della crescita dell’azionario americano.
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Petrolio e gas in rialzo, l’oro perde terreno
La reazione più evidente alle tensioni geopolitiche si registra sul mercato delle materie prime. Il petrolio continua infatti a guadagnare terreno:
- Brent in rialzo a 97,61 dollari al barile (+1,68%);
- WTI a 95,36 dollari (+1,71%).
Anche il gas naturale europeo mostra segnali di forza, con i contratti scambiati ad Amsterdam in crescita del 2,75% fino a quota 48,9 euro per megawattora.
Andamento opposto per l’oro, che registra una lieve flessione e si allontana dai recenti massimi. Sul mercato valutario, invece, il cambio euro-dollaro resta sostanzialmente stabile in area 1,16, confermando una fase di equilibrio tra le due principali valute mondiali.
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Piazza Affari: bene energia e infrastrutture, realizzi sulla difesa
A Milano gli acquisti si concentrano soprattutto sui titoli legati all’energia, favoriti dall’aumento delle quotazioni del greggio. Tra i migliori del listino si mettono in evidenza Eni, Snam e Italgas.
Più debole invece il comparto della difesa, che vede prevalere le prese di profitto dopo i forti rialzi delle ultime settimane. Tra i titoli sotto pressione figurano Avio e Leonardo, entrambi in calo nelle prime fasi della seduta.
Con l’intreccio tra tensioni geopolitiche, politica commerciale americana e andamento delle materie prime, i mercati finanziari si preparano a una giornata caratterizzata da elevata volatilità, mentre gli investitori attendono nuovi segnali sia dal fronte diplomatico sia dalle principali economie mondiali.
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