I listini europei cercano il rimbalzo in apertura di settimana, archiviando per il momento le preoccupazioni derivanti dalle strette monetarie delle principali banche centrali e il timore di una recessione non troppo lontana.

A metà giornata l’FTSE MIB è in crescita dello 0,6%: la prestazione sarebbe stata ancora più interessante se non fosse per l’effetto tecnico legato allo stacco delle cedole, che oggi pesa per circa lo 0,30%. Crescono anche Parigi, dello 0,3%, Francoforte, dello 0,5% e Londra, dell’1%. Sempre in Borsa Italiana oggi spicca la forbice di prezzo per l’IPO di Industrie De Nora, operatore dell’idrogeno verde: il range è di 13,5 – 16,5 euro, con valore di mercato tra 2,7 e 3,28 miliardi di euro.  

Tra gli altri ambiti finanziari, in quello valutario abbiamo l’euro che apre stabile sopra quota 1,05  dollari nonostante le notizie che arrivano dalla Francia, con il presidente Emmanuel Macron che ha perso la maggioranza assoluta nel Parlamento francese. La moneta unica europea è oggi a 1,0523 dollari. A proposito di valute, debole lo yen, che contro il dollaro statunitense è ai minimi da 24 anni dopo che venerdì la Bank of Japan ha confermato una policy monetaria ultra-accomodante.

Nel settore criptovalutario il Bitcoin continua il momento difficile, così come arduo è il destino degli asset più rischiosi. La principale delle attività digitali si aggira intorno ai 20.000 dollari, faticando nella sua difesa.

Tra le commodity, il petrolio ha prezzi in lieve calo sui mercati asiatici. Le preoccupazioni per il rallentamento della crescita economica globale e della domanda di carburante compensano i timori per l’aumento delle scorte, che avevano spinto al rialzo le quotazioni. Il WTI statunitense scende dello 0,17% a 109,37 dollari al barile mentre il Brent cede lo 0,02% a 113,10 dollari al barile.

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