Le Borse europee hanno iniziato la settimana con una flessione che è cominciata a metà seduta, dopo una settimana vissuta di corsa.

Il contesto è dal canto suo piuttosto intricato da decifrare, e potrebbe condizionare le prestazioni del FTSE MIB nei prossimi giorni. Si pensi ai toni da falco della Fed, al Vix che è sceso nuovamente ai livelli precedenti la pandemia, alle preoccupazioni sulle varianti dal Covid, e così via.

In questo scenario, in apertura di settimana Milano è una delle borse che ha aperto nel peggiore dei modi, con un calo del – 0,4% come Parigi, mentre fa lievemente meglio Londra – 0,3% e soprattutto Francoforte, sulla parità.

Per il resto, riteniamo che le determinanti che potrebbero influenzare la Borsa milanese siano quelle già vissute negli ultimi giorni, e che dunque non ci dovrebbero essere ulteriori fattori tali da muovere il mercato oltre quelli già largamente attenzionati dagli investitori.

In ogni caso, lo status tecnico dell’indice è certamente di rafforzamento nel breve periodo, con un’area di resistenza pari a 25.655 punti e, superata, a 26.088 punti. Il primo supporto è invece stimato a 25.221 punti, superato il quale potrebbero aprirsi le porte a un test di quello chiave a 24.932 punti.

Complessivamente, dunque, l’indice FSTE MIB dovrebbe rafforzarsi gradualmente nel medio termine, sebbene le implicazioni di breve termine potrebbero anche aprire delle parentesi negative di ritracciamento, non tali – comunque – da modificare la buona valutazione sulla progressione temporale del più importante indice rappresentativo di Piazza Affari.

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