La scorsa settimana si è conclusa con una prestazione piuttosto debole per l’indice principale della Borsa di Milano, che ha chiuso le contrattazioni con una performance di stabilità (+ 0,02%), in una seduta contraddistinta da una partenza in sintonia con i valori di chiusura e con una invariabilità sostanziale mantenuta nel corso di tutta la sessione.

Analisi tecnica Ftse Mib

Fermo restando quanto già rammentato la scorsa settimana per la positiva evoluzione del trend di medio termine, negli ultimi giorni sono comparsi dei segnali di rafforzamento anche per la tendenza di breve periodo, con una resistenza più immediata posta a quota 24.168,1 punti, superata la quale si aprirebbero i margini per una successiva resistenza a quota 24.608,2 punti.

Di contro, nel caso in cui dovesse manifestarsi un trend ribassista, il primo supporto è fissato a quota 23.728 punti, superato il quale bisognerebbe tenere conto dell’altro supporto chiave posto a 23.434,6 punti.

Analisi fondamentale Ftse Mib

La settimana è piuttosto ricca di spunti per i mercati azionari internazionali, soprattutto nell’area USA.

Per quanto concerne l’area euro, invece, gli indicatori più importanti sembrano essere quelli della produzione industriale (che a novembre dovrebbe ribadire le indicazioni giunte dai principali Paesi, mostrando così un recupero su base congiunturale dopo il calo di ottobre), e delle stime finali sui prezzi al consumo (che a dicembre, nell’Eurozona e nei principali Paesi dell’area, dovrebbero confermare la salita registrata nel mese, sebbene determinata principalmente dall’energia).

Per quanto riguarda in maniera più specifica il nostro Paese, riteniamo che la maggiore attenzione sarà incentrata da una parte sull’evoluzione della legge elettorale, e dall’altra sulla sorte dei due possibili referendum all’orizzonte (uno confermativo sulla riforma costituzionale di taglio dei parlamentari, l’altro abrogativo della parte proporzionale dell’attuale legge elettorale).

Passando agli Stati Uniti, qui i dati in uscita sono più numerosi.

Riepilogando solamente i più importanti:

  • indagini manifatturiero a gennaio, probabilmente deboli, con stagnazione dell’attività;
  • fiducia dei consumatori, che a gennaio dovrebbe essere in marginale diminuzione, su livelli ancora elevati;
  • vendite al dettaglio di dicembre, che dovrebbero essere in aumento moderato;
  • produzione industriale di dicembre, probabilmente stabile dopo il rimbalzo di novembre;
  • cantieri residenziali in incremento;
  • CPI e PPI core attesi in aumento di 0,2% m/m.

Da segnalare, in settimana, l’uscita del Beige Book in preparazione della riunione di fine mese.

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