L’indice FTSE MIB di Borsa Italiana ha chiuso la scorsa settimana con un lieve rialzo, pari al + 0,44%, rispetto alla sessione precedente. L’apertura di venerdì è stata in linea con la chiusura di giovedì, e durante la giornata si è avvertito un tenue rafforzamento che ha permesso al principale indice di riferimento dei listini milanesi di chiudere in territorio positivo.

Analisi tecnica FTSE MIB

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Come già abbiamo avuto modo di rammentare negli ultimi nostri approfondimenti settimanali su questo tema, viene ribadita la presenza di una serie di segnali di rafforzamento per la tendenza di breve termine. Dunque, contrariamente agli scorsi mesi, oggi il FTSE MIB sembra aprire con maggiore positività alla possibilità che vi possa essere un trend rialzista.

In tal senso, la prima resistenza dell’indice – che ha chiuso la scorsa settimana a quota 22.181 punti – dovrebbe trovare collocamento a quota 22.285 punti, superata la quale gli analisti guardano alla resistenza successiva quotata in area 22.600 punti.

Nel caso in cui la tendenza non dovesse essere confermata rialzista, vi è un primo livello di supporto a quota 21.973 punti. In caso di trend ribassista, l’altro supporto si troverebbe un po’ più sotto, a quota 21.764 punti.

Analisi fondamentale FTSE MIB

La tematica principale della scorsa settimana (con scie che saranno presumibilmente estese anche alla presente) è evidentemente legata alla decisione della Banca centrale europea, che ha deciso di rilanciare il quantitative easing e a tagliare i tassi sui depositi, nel tentativo di rilanciare gli obiettivi di inflazione da parte dell’uscente Mario Draghi.

La decisione non sembra esser stata spinta dall’ottimismo generale da parte del board dell’Eurotower, con diverse voci critiche presentate principalmente dalla Germania, con il tedesco Weidmann che non ha lesinato attacchi nei confronti delle decisioni di Draghi, considerate troppo generose.

Dopo le decisioni di politica monetaria della Bce, lo spread tra Btp e Bund è risalito sopra quota 140 punti, per poi riprendere il cammino in discesa e chiudere in calo a 133 punti, ai minimi da maggio 2018. Il rendimento dei titoli di Stato decennali italiani è allo 0,88%, ma ha toccato un minimo a 075%.

Dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, le cose sembrano prendere la migliore piega tra Stati Uniti e Cina, con il presidente dell’amministrazione USA Donald Trump che non ha escluso un’intesa ad interim con Pechino al fine di porre fine alla guerra dei dazi. Una posizione più morbida, che era già nell’aria: alcuni analisti avevano anticipato tale declinazione dopo aver notato la decisione di rinviare di due settimane gli aumenti tariffari che sarebbero dovuti scattare il prossimo primo ottobre.

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