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Analisi tecnica FTSE MIB 2 – 6 settembre 2019

Analisi tecnica FTSE MIB 2 – 6 settembre 2019

  • Di RobertoR
  • Pubblicato il 2 Settembre 2019
  • Aggiornato il 2 Settembre 2019

L’indice FTSE MIB ha chiuso la scorsa settimana con una prestazione negativa, pari allo – 0,35%, per un closing a 21.322,90 punti. Come settimanalmente abbiamo modo di fare, cerchiamo di capire quali siano gli spunti tecnici che ci vengono proposti dai principali indicatori dell’indice di riferimento di Borsa Italiana, e come si potrebbero evolvere alcuni aspetti fondamentali.

Previsioni analisi tecnica FTSE MIB

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Come abbiamo già anticipato, l’indice FTSE MIB ha chiuso in modesto ribasso la scorsa settimana, con una seduta finale in cedimento dello 0,35%. L’esordio della giornata è stato stabile rispetto alla conclusione del giorno precedente, seguito però da un deterioramento progressivo nel corso della sessione, e da un finale sottotono, vicino al livello minimo della giornata.

Lo status tecnico di breve periodo sta ponendo in risalto un ampliamento della prestazione positiva della curva, invertendo pertanto lo scenario ribassista che si era configura nelle scorse settimane. Per il momento, il primo livello di resistenza è posto a 21.588 punti, ma in caso di accelerazione non è escluso lo sfondamento della soglia di 22.300 punti.

Nel caso in cui dovesse invece prevalere un andamento ribassista, il primo supporto è posto a quota 20.867 punti, mentre il secondo livello di supporto, da valutarsi in caso di deciso scivolone, è fissato intorno a 20.400 punti.

Previsioni FTSE MIB, conviene comprare?

Come abbiamo avuto modo di commentare brevemente nelle scorse righe, negli ultimi giorni si è verificata un’inversione dello scenario, da ribassista a rialzista. Secondo una buona parte degli analisti, ci sarebbero inoltre le premesse per un nuovo allungo da parte di Piazza Affari, e più in generale per le piazze finanziarie dell’Eurozona, sulla scia di una serie di fattori di opportunità.

Per quanto attiene il profilo italiano, un impulso decisivo potrebbe darlo la nascita del nuovo governo giallorosso, che sembrava probabile a metà della settimana scorsa, con qualche dubbio sul finire della settimana, e ora quasi certo. I mercati finanziari guardano con favore a questa evoluzione (e anche Bruxelles sembra essere molto accondiscendente), considerato che ogni potenziale aleatorietà viene interpretata negativamente e perché, in fin dei conti, il governo giallorosso potrebbe essere inteso più “morbido”, nei confronti dell’Unione Europea, rispetto alla sua declinazione gialloverde.

Un altro orientamento favorevole per i listini azionari potrebbe darlo il nuovo ciclo di allentamento monetario lasciato trasparire a margine della riunione di luglio dalla Bce, e che nel meeting di settembre potrebbe concretizzarsi altresì con una nuova riduzione dei tassi, accompagnata da nuovi interventi in favore degli istituti di credito, e con prospettazione di una nuova fase di quantitative easing.

Insomma, da una parte la Bce potrebbe dare una ulteriore mano al settore bancario, dall’altra parte si profila un rapporto più sereno tra Roma e Bruxelles in tema di deficit pubblico: un mix decisivo che ha permesso allo spread di attenuarsi, e che permette di guardare con maggiore serenità al prossimo futuro.

Tuttavia, non mancano certamente i punti di pericolo. La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, che ha aperto un nuovo capitolo non particolarmente favorevole, e le incertezze in tema Brexit (il termine è il 31 ottobre), suggeriscono gli investitori di non sbilanciarsi eccessivamente con le proprie posizioni di rischio, anche in caso di risollevamento delle sorti italiane…

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