La scorsa settimana l’indice FTSE MIB della Borsa di Milano si è chiuso con una flessione dello 0,44%. L’analisi dello scenario a breve termine del principale indice di riferimento di Piazza Affari ha rilevato una buona conferma del trend positivo, anche se potrebbero non mancare delle correzioni di breve termine.

Supporti e resistenze indice FTSE MIB

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In un trend positivo e rialzista, la prima resistenza che l’indice dovrebbe incontrare è quello posto a quota 24.266,8 punti, superata la quale si potrebbero aprire le porte per un incremento fino alla soglia dei 24.644 punti.

Di contro, nel caso in cui dovesse prendere corpo il trend ribassista, il primo supporto è posto a 23.889,6 punti. In caso di rottura al ribasso, ci sarebbero gli spazi per un nuovo test del supporto inferiore, a 23.638,1 punti.

Market mover fondamentali

Nella settimana non sono numerosissimi i dati in uscita, ma ci sono comunque alcuni eventi che è bene tenere sotto controllo perché potrebbero avere un impatto sull’evoluzione dell’indice FTSE MIB.

In particolare, nell’area euro la settimana vede l’uscita della stima preliminare dei PMI di gennaio, con il dato composito che dovrebbe leggermente migliorare a 51,1 punti, così come il manifatturiero a 46,6 punti, mentre i servizi potrebbero indicare una marginale correzione a 52,7 punti. Tra i dati nazionali, spicca quello tedesco, con lo ZEW in probabile aumento a -14,9 mentre l’indice francese per le attese è visto a 13,0 da 10,7. Infine, l’indice di fiducia dei consumatori Eurozona è visto in risalita a -7,6 a gennaio da -8,1.

Negli USA la giornata odierna non propone spunti (mercati chiusi), mentre per il resto dei giorni la stima flash degli indici PMI Markit a gennaio dovrebbe stabilizzarsi sui livelli di dicembre, sia per il manifatturiero sia per i servizi. Le vendite di case esistenti a dicembre dovrebbero essere in crescita.

Vendite al dettaglio

Negli ultimi giorni, in Italia, l’unico dato macro di rilievo è stato quello delle vendite al dettaglio, calate per il secondo mese a novembre, di -0,2% m/m (-0,3% m/m in volume), dopo il -0,3% m/m di ottobre. Il calo congiunturale è determinato dai non alimentari.

Si noti altresì l’ampliamento del gap tra la grande distribuzione (+3,3% a/a) e le imprese operanti su piccole superfici (-1,4% a/a). In rallentamento il commercio elettronico (a 4,1% a/a).

Per quanto concerne le categorie di vendite, buoni incrementi per profumeria e cura della persona (+3,8%) e mobili, articoli tessili e arredamento (+2,2%). Decise le contrazioni per farmaceutici (-2,7%) e foto-ottica e pellicole, supporti magnetici e strumenti musicali (-1,2%). 0

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