L’indice FTSE MIB di Borsa Italiana ha chiuso la scorsa settimana con un rialzo dell’1,34%  nella sessione conclusiva di venerdì. Eppure, la partenza di seduta era stata difficile, con l’indice che in apertura aveva segnato 16.905,3 punti, con prezzi inferiori alla chiusura della sessione precedente. È poi però seguito un incremento graduale delle quotazioni della seduta, fino ad arrivare a 17.316,3 punti, in prossimità dei massimi della giornata.

Analisi tecnica FTSE MIB

Ora il FTSE MIB è tecnicamente in fase di rafforzamento, e la prima area di resistenza è posta a 17.467 punti, superata la quale si apriranno le porte per il test alla seconda area di resistenza posta a 17.833,9 punti. Di contro, in caso di virata negativa, il primo supporto è posto a 17.100,1 punti, mentre il secondo supporto è fissato a 16.883,9 punti.

Coronavirus e Recovery Fund le due determinanti dei prossimi giorni

È evidente che, al di là degli aspetti tecnici, l’indice FTSE MIB di Borsa Italiana sarà influenzato, così come tutti gli altri listini azionari europei, da due elementi determinanti: l’evoluzione della pandemia da coronavirus da una parte, e i passi in avanti sul Recovery Fund dall’altra.

Sul primo punto, tante sono le perplessità e le incertezze. Quasi tutte le economie dell’eurozona hanno riaperto gradualmente le loro attività, con le rispettive autorità di governo che hanno però lasciato intendere che se la curva dei contagi dovesse improvvisamente tornare a crescere in misura vistosa, saranno pronti a nuove iniziative. Per quanto attiene il vaccino, gli ottimisti ritengono che possa essere disponibile la prima dose già entro la fine del 2020 o nelle prime settimane del 2021, ma non mancano le voci più prudenti (in verità, la maggioranza) che ritengono che sarebbe più lecito pensare a un tempo di distribuzione di almeno 12 mesi a partire da oggi.

Detto ciò, rimane aperto il secondo grande tema, legato al Recovery Fund. Un gruppo di Paesi “rigoristi” del Nord Europa ha rilasciato una nota nella quale dichiarano che “non possiamo essere d’accordo con qualsiasi strumento o misura che porti alla mutualizzazione del debito o a un significativo aumento del bilancio dell’Unione europea”,chiudendo di fatto la porta in faccia al duo Merkel – Macron, intenzionati a lanciare un piano europeo da 500 miliardi di euro di sussidi a fondo perduto per i Paesi maggiormente colpiti dal Covid.

I firmatari del documento (Austria, Olanda, Svezia e Danimarca), sembrano dunque mettere i bastoni tra le ruote nel percorso di un accordo comunitario sul Recovery Fund, in vista della riunione di mercoledì prossimo, quando la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, pubblicherà la proposta di Recovery Fund rivolta ai leader europei.

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