Torniamo a occuparci del consueto focus settimanale sull’analisi tecnica FTSE MIB, cercando di capire come si potrà evolvere il principale indice di Borsa Italiana nel corso dei prossimi giorni. Diamo altresì uno sguardo all’analisi fondamentale, con un mix di informazioni che dovrebbero rendere più consapevole l’approccio al trading su questo indice di Borsa.

Analisi FTSE MIB 24 – 28 novembre 2019

La settimana scorsa si è conclusa con una sessione sostanzialmente piatta, sui valori precedenti, con una chiusura in ribasso dello 0,09%.

L’apertura di giornata è stata piuttosto stabile rispetto alla conclusione del giorno precedente, mentre il corso della seduta si è caratterizzato per un andamento piuttosto deteriorato, che ha condotto alla chiusura sottotono rispetto all’inizio della giornata.

Complessivamente notiamo come l’analisi di status di medio periodo dell’indice FTSE MIB e, dunque, della Borsa italiana, sia sostanzialmente positivo. Nel breve termine però i segnali rialzisti si sono parzialmente indeboliti e, dunque, non sono escluse delle parentesi al ribasso.

Per quanto poi concerne i principali indicatori, se dovesse prevalere uno sviluppo ribassista di breve termine, il primo supporto da sperimentare sarà quello posto a 23.191,7 punti, mentre il secondo supporto sarà quello posto a 23.123,7 punti. Di contro, se dovesse prevalere un andamento rialzista, allora la prima linea di resistenza da sperimentare sarà quella di 23.395,9 punti e, soprattutto, quella successiva pari a 23.600 punti.

La situazione economica italiana

L’occasione è naturalmente utile per fare il punto sugli ultimi dati usciti in Italia e, in particolar modo, quelli legati all’industria. Secondo le rilevazioni dell’Istat, infatti, a settembre sono cresciuti su base congiunturale sia i fatturati (+ 0,2% m/m) sia gli ordinativi (+ 1% m/m). In particolare, il rimbalzo del fatturato sembra essere dovuto ai beni di consumo non durevoli, considerato il calo di quelli strumentali.

Rilievi sicuramente meno positivi sono emersi invece dall’andamento della produzione nelle costruzioni, calata per il secondo mese consecutivo a settembre, di – 0,3% m/m dopo il – 0,2% m/m di agosto. Su base annua la produzione è incrementata dello 0,3%, in rallentamento rispetto al 2,1% precedente.

I dati della settimana

Per quanto concerne la settimana in ingresso, si noti come i dati da tenere sotto controllo, perché potrebbero infondere più o meno fiducia nei mercati, siano davvero numerosi.

Per quanto attiene ad esempio l’eurozona, l’inflazione in area euro dovrebbe aver accelerato di tre decimi di punto percentuale, passando dallo 0,7% all’1,0%.

La settimana sui mercati

Diamo ora uno sguardo a quello che è lecito attendersi dalla settimana, con una rapida panoramica sui market mover. Effettivamente, quello che ha il via oggi è un calendario piuttosto ricco di dati nell’eurozona, a partire dalla stima flash di novembre, che dovrebbe sancire un’accelerazione dell’inflazione da 0,7% all’1,0% nell’Eurozona. In Italia l’inflazione dovrebbe scendere ancora, a 0,1% contro il precedente 0,2%. Dovrebbe invece migliorare l’indice fiducia ESI, atteso a 102,5 punti contro i precedenti 100,8, mentre in Italia il morale delle imprese dovrebbe migliorare leggermente. Sul fronte del mercato del lavoro, la disoccupazione in area euro dovrebbe rimanere stabile al 7,5%, per il terzo mese consecutivo, mentre in Italia è previsto un calo dal 9,9% al 9,8%. Le nuove stime finali sul PIL dovrebbero  infine dare all’Italia una crescita dello 0,1% t/t.

Anche gli Stati Uniti mostrano un calendario discretamente ricco, nonostante la chiusura per il Thanksgiving. Prima di tale giorno di ricorrenza c’è tempo per la fiducia dei consumatori, che dovrebbe segnare un modesto ritracciamento, e per un deficit di bilancia commerciale in ampliamento. La seconda stima del PIL del terzo trimestre dovrebbe confermare il dato preliminare dell’1,9% t/t ann., mentre il Beige Book preparato dalla Fed per la riunione di dicembre dovrebbe segnalare attività in crescita a ritmi più contenuti.

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