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Meteofinanza.com - mercoledì, 26 settembre 2018

Analisi tecnica FTSE MIB settimana 03-07 settembre 2018

FTSE MIB ROMPE SUPPORTO A 20.500-20.400 PUNTI COMPLICI SPREAD OLTRE I 290 PB ED IMPENNATA RENDIMENTO DECENNALE OLTRE IL 3,2%

Mese di Agosto da mandare in fretta in archivio e da dimenticare per il listino delle Blue Chips milanesi che ha lasciato sul terreno circa l’ 8,75% della propria capitalizzazione, dalla chiusura della seduta del 31 Luglio scorso, a quota 22.215 punti, al close di Venerdì 31 Agosto, a quota 20.270 punti, circa.

La chiusura vicino ai minimi di periodo a quota 20.243 punti, sotto l’aspetto tecnico potrebbe “ chiamare “ ad ulteriori ribassi. Fallito su un massimo a 20.843 punti, il tentativo di riconquistare l’ex sostegno di breve rappresentato da area 21.000 punti. Quotazioni dell’ indice Ftse Mib, che come è sempre accaduto dal 2012 a questa parte hanno sofferto il mal di Spread, schizzato a 290 punti base, nell’ attesa che l’agenzia di rating Fitch si pronunciasse sulla valutazione del rating sul nostro Paese.

Ancora una voltai titoli più martoriati sono stati quelli del settore bancario e finanziario in generale; male anche quelli del comparto energetico. Operatori e trader guardano con preoccupazione anche il rendimento sul titolo decennale, volato stabilmente oltre il 3,20%

Analisi tecnica FTSE MIB settimana 03-07 settembre 2018

LE NOTIZIE ED I DATI MACRO PIU’ IMPORTANTI PER L’ INDICE FTSE MIB

Sotto l’aspetto macro, la prima rivelazione più importante ha riguardato i prezzi alla produzione dell’ industria, che secondo le stime di Luglio sono aumentati dello 0,4% su base mensile e del 3,6% su base annua. Il dato al netto dei prezzi del energetico hanno invece evidenziato un progresso congiunturale più moderato, pari +0,1%, mentre la crescita tendenziale ha messo in luce un +1,2%. I prezzi al consumo riferiti al solo mercato estero, invece, hanno fatto registrare una variazione su base mensile nulla, sia per quanto riguarda il mercato dell’ area euro che per quanto concerne quello extra-euro; mentre su base annua si è registrato un aumento del 2,3% totale ( +1,9% per l’ area euro e +2,5% per l’ area non-euro ).

Sostenuto dal buon andamento delle dinamiche nel comparto dell’ energia e dei beni intermedi, la stima generale su prezzi alla produzione, sempre riferiti a Luglio, ha evidenziato un aumento dello 0,3% su mese e del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2017.

In frenata la fiducia dei consumatori nel mese di Agosto, che secondo quanto reso noto dall’ ISTAT è scesa a 115,2 punti dai 116,2 punti di Luglio. Deluse le attese del mercato, che invece si aspettava una discesa più modesta, a 115,9 punti. Variazione negativa anche per l’ indice sul sentiment di fiducia delle imprese del comparto manifatturiero, in flessione a 104,8 punti dai 106,7 punti della precedente stima mensile. Si è trattato della peggior rilevazione da Dicembre 2016 ed anche in questo caso peggiore delle indicazioni degli analisti, ferme a 106,2 punti. L’ indice complessivo delle imprese, frutto della media tra i dati relativi al comparto manifatturiero e tra quelli de settore servizi, ha invece subito una contrazione a 103,8 punti dai 105,3 punti stimati a Luglio.

Il Prodotto Interno Lordo relativo al secondo trimestre dell’anno ha evidenziato un aumento destagionalizzato dello 0,2% su base trimestrale e dell’1,2% su base annua, ovvero rispetto allo stesso periodo del 2017. Lettura del PIL invariata rispetto alla prima stima, in termini congiunturali, mentre in termini tendenziali si è riscontrato un aumento rispetto all’1,1% comunicato.

Oltre le attese, la lettura preliminare dell’ indice dei prezzi al consumo per l’ intera collettività ( NIC ), che secondo quanto reso noto dall’ Istituto Nazionale di Statistica, ad Agosto, ha evidenziato un aumento dello 0,5% su base mensile e dell’1,7% su base annua. I pronostici degli analisti, invece, erano per un progresso mensile dello 0,3% e dell’1,4% su base annua. Dai dettagli contenuti dal report ISTAT è emerso che il maggior contributo alla crescita dell’inflazione, lo scorso mese, è arrivato grazie all’ accelerazione dei prezzi dei servizi legati ai trasporti, aumentati su base tendenziale del 2,9%. In ascesa anche i prezzi dei beni alimentari lavorati, in crescita del 2,3%. Rallentano invece quelli relativi ai prezzi dei beni energetici passati dal +7,9% di Luglio al +7,6%; nonché i prezzi dei beni alimentari non lavorati, passati da +3,6% a +3%.

La stima preliminare dell’indice IPCA ha invece fatto registrare un aumento dello 0,1% su base mensile e dell’1,7% su base annua, in lieve flessione rispetto al +1,9% annuo evidenziato a Luglio. Le aspettative degli analisti erano per una lettura pari a -0,2% m/M e +1,7% a/a. Il minor aumento congiunturale dell’ indice IPCA, rispetto all’ indice NIC è stato dovuto all’ avvio dei saldi stagionali su abbigliamento e calzature, settori presenti nel paniere IPCA ma non in quello NIC.

Sempre secondo fonte ISTAT, l’ indice destagionalizzato del fatturato dei servizi registri, nel secondo trimestre, ha evidenziato un progresso congiunturale dello 0,7%, in decisa ascesa rispetto alla crescita rilevata nel corso dei primi tre mesi dell’anno. Le migliori performance sono state registrate nei settori del commercio all’ ingrosso, commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli ( +1,1% ), mentre le attività dei servizi di alloggio e ristorazione sono aumentate dello 0,5%; trasporto e magazzinaggio dello 0,4%.

Incoraggiante la discesa evidenziata dal tasso di disoccupazione, in calo al 10,4% nel mese di Luglio, dal 10,8% di Giugno. Battute le indicazioni degli analisti, che invece si aspettavano un dato stabile al 10,8%. Giù anche il tasso di disoccupazione giovanile, sceso di 1 punto, al 30,8%. L’ ISTAT ha inoltre reso noto che dopo il calo della precedente stima, anche il numero degli occupati a Luglio ha evidenziato una contrazione, dello 0,1% su base mensile, pari a -28.000 unità. Su base annua, invece, si è registrata una crescita dell’occupazione dell’1,2%, pari a +277 mila unità.

VISIONE TECNICA DI BREVE-MEDIO PERIODO SULL’ INDICE FTSE MIB

Continua a tremare la struttura grafica di medio-lungo periodo dell’ indice Ftse Mib, dopo la decisa rottura del supporto più volte segnalato in area 21.000 punti, ed il successivo affondo sul primo obiettivo ribassista, segnalato in area 20.400 punti.

L’indice Ftse Mib, soltanto lo scorso Maggio aveva rotto al rialzo la forte resistenza tecnica rappresentata da area 24.000 punti e si era riportato su valori che non erano stati più toccati dal 2009, volando fino ad un massimo oltre area 24.500 punti. Il movimento di accumulo che si era verificato in area 22.000-22.500 punti aveva consentito al principale indice italiano di caricarsi come una molla e di schizzare verso l’alto, sfondando il forte ostacolo appena citato, che lo scorso Gennaio, in prima battuta, aveva respinto verso il basso le quotazioni.

Il quadro rialzista di fondo in costruzione ( +53% ) dai minimi di Novembre 2016 a ridosso dei 16.000 punti, fino ai massimi in area 24.500 punti), dopo la discesa al disotto del supporto in area 21.500-21.400 punti, risulta essersi decisamente deteriorato. Dopo aver rotto al ribasso anche il sostegno di medio periodo, in area 21.000-20.800 punti in chiusura settimanale, il Ftse Mib manda definitivamente in cantina la pista rialzista di medio-lungo periodo che, dopo aver centrato il primo obiettivo posto in area in area 24.500, aveva messo nel mirino anche il target successivo, individuato in area 25.000 punti. La chiusura d’ottava sotto il supporto di breve-medio ( 21.000-20.800 punti ) ha già contribuito a centrare il primo target in area 20.400 punti, ed una chiusura sotto tale livello potrebbe innescare un successivo crollo in area 19.500 punti.

CONSIGLI DI TRADING SULL’ INDICE FTSE MIB

Buona la performance settimanale realizzata dal nostro trading system con sottostante l’ indice Ftse Mib, che preso profitto sui 2 obiettivi indicati dalla strategia Short Intraday ed i primi 2 obiettivi pronosticati dalla strategia Short Over.

Lo scenario Long si attiva nel caso in cui si registri un ritorno oltre quota 20.325 punti, in chiusura oraria, Target Price attesi in area e 20.455 e 20.530 punti; Stop Loss in caso di chiusura oraria minore di 20.200 punti.

Mantenere la posizione rialzista nel caso in cui si registri una chiusura oraria o giornaliera superiore a 20.530 punti, per sfruttare possibili allunghi in area 20.660 e 20.740 punti; Stop Loss in caso di ritorno sotto 20.455 punti in chiusura di candela oraria. Ancora una volta arricchiamo il nostro Trading System con una terza serie di operazioni sulla forza, attivate in seguito ad una chiusura oraria o giornaliera maggiore di 20.740 punti, e che prevedono Target Price prima a 20.865 punti e successivamente a 21.075 punti, estesi a 21.285 punti; Stop Loss in caso di ritorno sotto 20.530 punti in chiusura di candela oraria o giornaliera. Suggeriti Long Speculativi in caso di eventuale affondo in area 19.165 punti, per cercare di sfruttare possibili rimbalzi in prima battuta a 19.360 e successivamente a 19.675 punti, estesi a 19.800 punti; Stop Loss in caso di eventuali discese sotto 19.165 punti in chiusura di candela oraria o giornaliera.

Lo scenario Short, invece, consiglia di aprire posizioni al ribasso nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 20.200 punti, con obiettivi attesi a 20.155 e 19.995 punti; Stop Loss in caso di chiusura oraria maggiore di 20.325 punti. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera minore di 19.995 punti, per cercare di anticipare possibili discese, prima a 19.920 punti e successivamente a 19.800 punti; Stop Loss in caso di ritorno oltre 20.245 punti in chiusura di candela oraria.

Ed ancora Short con la perdita di quota 19.800 punti in close orario, per sfruttare la pressione ribassista fino a 19.675 e 19.480 punti, con possibili estensioni al ribasso fino a 19.360 punti; Stop Loss in caso di close orario maggiore di 20.000 punti. Suggeriti vendite speculative in caso di allungo in area 21.285 punti, per cercare di sfruttare possibili pull-back di prezzo, prima a 21.075 punti e successivamente a 20.865 punti, estesi a 20.740 punti; Stop Loss in caso di chiusura oraria o giornaliera maggiore di 21.500 punti.

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