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Analisi tecnica FTSE MIB settimana 04 – 08 Marzo 2019

Analisi tecnica FTSE MIB settimana 04 – 08 Marzo 2019

  • Di Trading Expert
  • Pubblicato il 4 Marzo 2019
  • Aggiornato il 4 Marzo 2019

L’INDICE FTSE MIB AGGIORNA I MASSIMI DALLO SCORSO MESE DI OTTOBRE SPINGENDOSI OLTRE QUOTA 20.800 PUNTI

L’ Indice Ftse Mib aggiorna i massimi degli ultimi cinque mesi, toccando un nuovo top di periodo a quota 20.835 punti. L’ ultima sessione della scorsa ottava si conclusa a circa 20.695 punti ( +0,17% ), mentre il bilancio delle ultime cinque sessioni di scambi ha fatto registrare un incremento del 2,1%. Notizie positive anche sul fronte obbligazionario con il rendimento del decennale al 2,72%, grazie alla flessione dello Spread tra BTP e BUND, assestatosi a 254 punti base.

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LE NOTIZIE ED I DATI MACRO PIU’ IMPORTANTI PER L’ INDICE FTSE MIB

Partenza di contrattazioni settimanali in gap-up per il principale listino azionario di Piazza Affari che ha beneficiato della magnanimità dell’ agenzia Fitch che non ha declassato il rating sul debito italiano.

Indice Ftse Mib trainato principalmente dai titoli del settore finanziario e che non ha risentito delle diverse indicazioni sottotono diffuse dall’ istituto di statistica nazionale. Secondo il rapporto ISTAT, l’ Italia ha chiuso il 2018 con un rapporto tra debito e PIL al 2,1%, sotto il target dell’1,9% indicato dal governo, ma sotto il 2,4% del 2017. Il Prodotto Interno Lordo italiano nel 2018 ha evidenziato una crescita dello 0,9%, contro il +1,7% del 2017, mentre le attese del governo erano per un incremento dell’1%. L’ indebolimento della crescita, secondo le stime fornite dall’ ISTAT è stato principalmente causato dal calo della domanda interna, ed in particolar modo dalla contrazione dei consumi privati. Da ulteriori dettagli è inoltre emerso che il debito pubblico ha fatto registrare un nuovo record, salendo al 132,1% del PIL, peggiorando dal 131,3% del 2017 e rispetto al 131,7% stimato dal governo.

Il listino delle Blue Chips ha continuato a mostrare i muscoli, a dispetto del calo dell’ indice che misura la fiducia dei consumatori italiani, che sempre secondo l’ ISTAT, a Febbraio, è sceso a 112,4 punti, dai 113,9 punti di Gennaio ( prima lettura 114 punti ). Deluse anche le aspettative degli analisti, che invece avevano indicato una minor contrazione, a 113,4 punti. Giù anche il sentiment economico, sceso a 98,3 punti dai 99,1 punti della precedente stima mensile. Il clima di fiducia alle imprese ha invece rivelato un calo a 101,7 punti per quanto riguarda il settore manifatturiero, in flessione dai 102,1 punti del mese precedente ( rivisti da 102 punti ). Lettura lievemente migliore delle aspettative degli analisti, che invece avevano indicato un maggior calo, a 101,5 punti.

Segnali negativi per l’ economia tricolore sono arrivati anche con il peggioramento fatto registrare dal commercio estero extra europeo, che a Gennaio ha mostrato un saldo negativo di 578 milioni di euro, aumentando rispetto al deficit di 526 milioni di euro dello stesso periodo del 2018. L’export, sempre a Gennaio, ha invece messo a segno un aumento del 5,5% su base annua, mentre l’ import è cresciuto del 5,6%. La stima mensile precedente ha invece rivelato un saldo finale pari a +4,270 miliardi di euro, rivisto al ribasso da un avanzo di 4,626 miliardi di euro della prima comunicazione.

Sempre secondo fonte ISTAT, a Febbraio l’ indice nazionale dei prezzi al consumo per l’ intera collettività ( NIC ), filtrato della categoria dei tabacchi, ha rivelato un aumento dello 0,2% su base mensile ed un incremento dell’1,1% su base annua, in entrambi i casi come da consensus degli analisti. Lieve accelerazione per l’ inflazione a/a, dal +0,9% della precedente stima di Gennaio, principalmente per l’ aumento dei prezzi dei beni alimentari sia lavorati ( da una variazione tendenziale nulla a +1,2%) sia non lavorati ( da +1,7% a +3,7% ) ed in minor misura per l’ incremento dei prezzi dei beni energetici non regolamentati ( da +0,3% a +0,8% ). La dinamica è stata tuttavia frenata dal calo dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti ( da +2,2% a +0,9% ) e dal maggior calo dei prezzi dei servizi relativi alle comunicazioni ( da -2% a -4,9% ). La cosiddetta “ Inflazione di Fondo “, che non tiene conto delle variazioni dei prezzi dei prodotti energetici e degli alimentari freschi, è rimasta stabile a +0,5%, mentre quella al netto dei soli beni energetici è aumentata da +0,6% a +0,8%. L’ inflazione acquisita per il 2019 si è assestata a +0,3% per quanto riguarda l’ indice generale, ed a -0,2% per quanto riguarda la componente di fondo.

L’ indice armonizzato dei prezzi al consumo ( IPCA ), sempre a Febbraio, ha invece rivelato una contrazione dello 0,2% su base mensile, principalmente a causa delle ulteriori riduzioni di prezzo registrate per i saldi invernali di abbigliamento e calzature, di cui l’ indice NIC non tiene conto; mentre su base annua l’IPCA ha evidenziato un aumento dell’1,2%, in crescita dal +0,9% di Gennaio. Le attese degli analisti erano rispettivamente per una lettura pari a-0,1% congiunturale e pari a +1,2% tendenziale.

VISIONE TECNICA DI BREVE-MEDIO PERIODO SULL’ INDICE FTSE MIB

Il ritorno in chiusura settimanale oltre area 20.000 punti potrebbe cambiare il sentiment di breve-medio periodo dell’ indice Ftse Mib, aprendo la strada ad un ritorno verso area 21.000 punti e nella migliore delle ipotesi verso area 22.000 punti.

Il principale listino azionario milanese, soltanto lo scorso Maggio, aveva rotto al rialzo la forte resistenza tecnica rappresentata da area 24.000 punti e si era riportato su valori che non erano stati più toccati dal 2009, volando fino ad un massimo oltre area 24.500 punti. Il movimento di accumulo che si era verificato in area 22.000-22.500 punti aveva consentito al principale indice italiano di caricarsi come una molla e di schizzare verso l’alto, sfondando il forte ostacolo appena citato, che a Gennaio 2018, in prima battuta, aveva respinto verso il basso le quotazioni.

Il quadro rialzista di fondo in costruzione ( +53% ) dai minimi di Novembre 2016 a ridosso dei 16.000 punti, fino ai massimi in area 24.500 punti), con la discesa al disotto del supporto in area 21.500-21.400 punti, invece, si era decisamente deteriorato. Dopo aver rotto al ribasso anche il sostegno di medio periodo, in area 21.000-20.800 punti in chiusura settimanale, il Ftse Mib aveva mandato definitivamente in cantina la pista rialzista di medio-lungo periodo che, dopo aver centrato il primo obiettivo posto in area in area 24.500, aveva messo nel mirino anche il target successivo, individuato in area 25.000 punti. La chiusura d’ottava sotto il supporto di breve-medio ( 21.000-20.800 punti ) aveva contribuito a centrare un primo target ribassista in area 20.000 ed il successivo obiettivo in area 19.000-18.500 punti.

La successiva discesa sotto l’ importante soglia tecnica e psicologica rappresentata da area 19.000-18.500 punti aveva invece prodotto un ulteriore affondo sui minimi a due anni, a quota 17.914 punti. Sul brevissimo, il recupero oltre area 19.000 punti ha spianato la strada al recupero di area 20.500-20.800, ma tuttavia per scacciare in maniera quasi definitiva uno scenario nuovamente ribassista, si renderà necessario superare stabilmente area 21.000 punti, per poi puntare ad allungo in area 22.000-22.500 punti.

CONSIGLI DI TRADING SULL’ INDICE FTSE MIB

Ottima la performance settimanale realizzata dal nostro trading system con sottostante l’ indice Ftse Mib, che ha centrato 5 dei 7 obiettivi della strategia rialzista: 2 nella versione Intraday e 3 nella versione Over.

La visione rialzista prevede l’apertura diposizioni Long nel caso in cui si registri una chiusura oltre quota 20.750 punti in chiusura oraria, Target Price attesi in area e 20.825 e 20.875 punti; Stop Loss in caso di chiusura oraria minore di 20.620 punti.

Mantenere la posizione rialzista nel caso in cui si registri una chiusura oraria o giornaliera superiore a 20.875 punti, per sfruttare possibili allunghi in area 20.955 e 21.005 punti; Stop Loss in caso di ritorno sotto 20.695 punti in chiusura di candela oraria. Ancora una volta arricchiamo il nostro Trading System con una terza serie di operazioni sulla forza, attivate in seguito ad una chiusura oraria o giornaliera maggiore di 21.005 punti, e che prevedono Target Price prima a 21.085 punti e successivamente a 21.215 punti, estesi a 21.430 punti; Stop Loss in caso di ritorno sotto 20.825 punti in chiusura di candela oraria o giornaliera. Suggeriti Long Speculativi in caso di eventuale affondo in area 19.945 punti, per cercare di sfruttare possibili rimbalzi in prima battuta a 20.165 e successivamente a 20.290 punti, estesi a 20.430 punti; Stop Loss in caso di eventuali discese sotto 19.750 punti in chiusura di candela oraria o giornaliera.

La visione ribassista, invece, consiglia di aprire posizioni Short nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 20.620 punti, con obiettivi attesi a 20.545 e 20.495 punti; Stop Loss in caso di chiusura oraria maggiore di 20.750 punti. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera minore di 20.495 punti, per cercare di anticipare possibili discese, prima a 20.415 punti e successivamente a 20.290 punti; Stop Loss in caso di ritorno oltre 20.695 punti in chiusura di candela oraria.

Ed ancora Short con la perdita di quota 20.290 punti in close orario, per sfruttare la pressione ribassista fino a 20.215 e 20.165 punti, con possibili estensioni al ribasso fino a 19.945 punti; Stop Loss in caso di close orario maggiore di 20.545 punti. Suggeriti vendite speculative in caso di allungo in area 21.430 punti, per cercare di sfruttare possibili pull-back di prezzo, prima a 21.085 punti e successivamente a 21.005 punti, estesi a 20.655 punti; Stop Loss in caso di chiusura oraria o giornaliera maggiore di 21.650 punti.

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