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Analisi tecnica FTSE MIB settimana 08-12 Aprile 2019

Analisi tecnica FTSE MIB settimana 08-12 Aprile 2019

  • Di Trading Expert
  • Pubblicato il 8 Aprile 2019
  • Aggiornato il 8 Aprile 2019

INDICE FTSE MIB SPICCA IL VOLO SUI MASSIMI DA AGOSTO 2018 PUNTANDO VERSO I 22.000 PUNTI

L’ indice Ftse Mib mette a segno il quarto rialzo settimanale consecutivo proiettandosi sui massimi dallo scorso mese di Agosto, dopo essere balzato su un top intraday a ridosso dei 21.825 punti.

Analisi tecnica FTSE MIB settimana 08-12 Aprile 2019

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L’ ottava che ci siamo appena lasciati alle spalle è terminata con un rialzo dello 0,24% a 21.758 punti, mentre la performance a 5 sedute realizzata dal paniere azionario principale è stata pari a +2,2%. Lo spread tra BTP-BUND si è ridotto a 261 punti base, portando il rendimento del decennale italiano in flessione al 2,62%.

Il listino azionario delle Blue Chips italiane è stato supportato dall’ottima impostazione delle principali borse mondiali, trainate da Wall Street che ha festeggiato la ripresa delle Non-Farm Payroll USA, in forte recupero a +196 mila unità dopo il rallentamento della precedente stima mensile.

Analisi tecnica FTSE MIB settimana 08-12 Aprile 2019

LE NOTIZIE ED I DATI MACRO PIU’ IMPORTANTI PER LE QUOTAZIONI DELL’ INDICE FTSE MIB

Indice Ftse Mib più forte delle fosche indicazioni diffuse dall’ OCSE sull’ economia italiana. L’ Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha rivisto al rialzo il rapporto Deficit/PIL per l’anno in corso, portandolo al 2,5%, pertanto al di sopra del 2% auspicato dal governo italiano. L’OCSE ha previsto che nel 2019 l’ Italia sarà in recessione, per effetto di una decrescita dello 0,2%, da cui si verrà fuori soltanto nel 2020, quando il PIL aumenterà dello 0,5%. L’organizzazione con sede a Parigi ha puntato il dito contro la politica di spesa troppo aggressiva del governo Conte, che secondo le loro stime impatterà negativamente sul debito.

A tal proposito l’ ISTAT ha reso noto che il rapporto Deficit/PIL nel quarto trimestre 2018 si è assestato al 2%, in crescita rispetto all’1,9% dello stesso periodo del 2017. Rivista al rialzo la lettura del trimestre precedente, portata al 2,2% dall’1,7% della stima preliminare; mentre la rilevazione di Marzo per l’ intero anno è stata confermata al 2,1%. L’ intero 2018, invece, è terminato con un rapporto tra l’ indebitamento della pubblica amministrazione ed il PIL al 2,1%, in calo dal 2,4% dell’ intero 2017, ma tuttavia sopra il target all’1,9% auspicato dal governo.

Il debito pubblico nel 2018 ha fatto registrare un nuovo record portandosi al 132,1% del PIL ( 131,3% nel 2017) al di sopra del 131,7% pronosticato dall’esecutivo; mentre il Prodotto Interno Lordo nei dodici mesi ha evidenziato un incremento dello 0,9%, lievemente sotto le stime ufficiali del governo, pari all’1% ed in deciso rallentamento rispetto al +1,6% registrato nel 2017.

La frenata dell’ economia tricolore è stata inoltre testimoniata dal nuovo calo fatto registrare dall’indice PMI manifatturiero, che nella stima di Marzo si è assestato a 47,4 punti sui valori più bassi a quasi 6 anni, in calo dai 47,7 punti di Febbraio. Lettura peggiore delle attese degli analisti, che si aspettavano una minor flessione, a 47,5 punti
Timidi segnali di miglioramento sono invece arrivati con la stima dell’ indice PMI servizi, che sempre a Marzo è balzato a 53,1 punti dai 50,4 punti di febbraio, portandosi sui massimi da Settembre 2018. Battute le attese degli analisti, che invece avevano indicato una modesta crescita a 50,8 punti. In netta ripresa anche il sotto-indice relativo ai nuovi ordini, che si è assestato a 53 punti dai 49,8 punti della precedente stima mensile.

Il Purchasing Managers Index Composite che tiene conto sia della componente manifatturiera che di quella relativa ai servizi, si è invece fissato a 51,5 punti, risalendo anch’esso oltre la soglia di espansione dei 50 punti, dopo essere sceso a Febbraio a 49,6 punti. Anche in questo caso si è trattata di una lettura migliore delle attese degli analisti, che invece avevano pronosticato un risultato pari a 49,8 punti.

In miglioramento il dato relativo all’ attività nel settore costruzioni in Italia, che a Marzo, secondo le stime diffuse da Ihs Markit, ha evidenziato un valore di PMI a 51,2 punti, in crescita dai 50,7 punti di Febbraio.

L’ Istituto di statistica nazionale ha inoltre reso noto che il tasso di disoccupazione, lo scorso Febbraio ha mostrato un incremento dello 0,2% al 10,7%, in ascesa dal 10,5% della precedente rivelazione mensile. La disoccupazione giovanile, compresa nella fascia di età tra i 15 ed i 24 anni è invece scesa al 32,8% dal 32,9% di Gennaio ( rivista dal 33% della stima flash ). In lieve frenata il tasso di occupazione che sempre a febbraio si è assestato al 58,6%, rallentando dal 58,7% della precedente rivelazione mensile; mentre la stima su base annua ha fatto registrare un incremento dello 0,5%, in crescita di 113 mila unità. Il tasso di inattività è rimasto stabile al 34,3%, ma la lettura relativa alla stima degli inattivi tra i 15 ed i 64 anni è scesa dello 0,1%, mostrando un calo di 14 mila unità.

VISIONE TECNICA DI BREVE-MEDIO PERIODO SULL’ INDICE FTSE MIB

Il ritorno in chiusura settimanale oltre area 20.000 punti ha cambiato il sentiment di breve-medio periodo dell’ indice Ftse Mib, ritornato ad essere rialzista, ed aprendo la strada a nuovi massimi di periodo, in prossimità sopra area 21.800 punti.

Il principale listino azionario milanese, soltanto lo scorso Maggio, aveva rotto al rialzo la forte resistenza tecnica rappresentata da area 24.000 punti e si era riportato su valori che non erano stati più toccati dal 2009, volando fino ad un massimo oltre area 24.500 punti. Il movimento di accumulo che si era verificato in area 22.000-22.500 punti aveva consentito al principale indice italiano di caricarsi come una molla e di schizzare verso l’alto, sfondando il forte ostacolo appena citato, che a Gennaio 2018, in prima battuta, aveva respinto verso il basso le quotazioni.

Il quadro rialzista di fondo in costruzione ( +53% ) dai minimi di Novembre 2016 a ridosso dei 16.000 punti, fino ai massimi in area 24.500 punti), con la discesa al disotto del supporto in area 21.500-21.400 punti, invece, si era decisamente deteriorato. Dopo aver rotto al ribasso anche il sostegno di medio periodo, in area 21.000-20.800 punti in chiusura settimanale, il Ftse Mib aveva mandato definitivamente in cantina la pista rialzista di medio-lungo periodo che, dopo aver centrato il primo obiettivo posto in area in area 24.500, aveva messo nel mirino anche il target successivo, individuato in area 25.000 punti. La chiusura d’ottava sotto il supporto di breve-medio ( 21.000-20.800 punti ) aveva contribuito a centrare un primo target ribassista in area 20.000 ed il successivo obiettivo in area 19.000-18.500 punti.

La successiva discesa sotto l’ importante soglia tecnica e psicologica rappresentata da area 19.000-18.500 punti aveva invece prodotto un ulteriore affondo sui minimi a due anni, a quota 17.914 punti. Sul brevissimo, il recupero oltre area 20.000 punti ha spianato la strada al recupero di area 20.500-21.000, ma tuttavia per scacciare in maniera quasi definitiva uno scenario nuovamente ribassista, si renderà necessaria una stabile conferma oltre area 21.000 punti, per poi puntare ad allungo in area 22.000-22.500 punti.

CONSIGLI DI TRADING SULL’ INDICE FTSE MIB

Buona la performance settimanale realizzata dal nostro trading system con sottostante l’ indice Ftse Mib, che ha centrato 5 dei 7 obiettivi della strategia rialzista: nella versione Intraday e 3 nella versione Over.

La strategia rialzista prevede l’apertura di posizioni Long nel caso in cui si registri una chiusura oltre quota 21.860 punti in chiusura oraria, Target Price attesi in area e 21.940 e 21.995 punti; Stop Loss in caso di chiusura oraria minore di 21.725 punti.

Mantenere la posizione rialzista nel caso in cui si registri una chiusura oraria o giornaliera superiore a 21.995 punti, per sfruttare possibili allunghi in area 22.075 e 22.210 punti; Stop Loss in caso di ritorno sotto 21.825 punti in chiusura di candela oraria. Ancora una volta arricchiamo il nostro Trading System con una terza serie di operazioni sulla forza, attivate in seguito ad una chiusura oraria o giornaliera maggiore di 22.210 punti, e che prevedono Target Price prima a 22.295 punti e successivamente a 22.430 punti, estesi a 22.565 punti; Stop Loss in caso di ritorno sotto 21.940 punti in chiusura di candela oraria o giornaliera. Suggeriti Long Speculativi in caso di eventuale affondo in area 20.950 punti, per cercare di sfruttare possibili rimbalzi in prima battuta a 21.080 e successivamente a 21.210 punti, estesi a 21.345 punti; Stop Loss in caso di eventuali discese sotto 20.740 punti in chiusura di candela oraria o giornaliera.

La strategia ribassista, invece, consiglia di aprire posizioni Short nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 21.725 punti, con obiettivi attesi a 21.645 e 21.515 punti; Stop Loss in caso di chiusura oraria maggiore di 21.860 punti. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera minore di 21.515 punti, per cercare di anticipare possibili discese, prima a 21.430 punti e successivamente a 21.345 punti; Stop Loss in caso di ritorno oltre 21.760 punti in chiusura di candela oraria. Ed ancora Short con la perdita di quota 21.345 punti in close orario, per sfruttare la pressione ribassista fino a 21.210 e 21.080 punti, con possibili estensioni al ribasso fino a 20.950 punti; Stop Loss in caso di close orario maggiore di 21.515 punti.

Suggeriti vendite speculative in caso di allungo in area 22.565 punti, per cercare di sfruttare possibili pull-back di prezzo, prima a 22.430 punti e successivamente a 22.295 punti, estesi a 22.075 punti; Stop Loss in caso di chiusura oraria o giornaliera maggiore di 22.800 punti.

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