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Meteofinanza.com - martedì, 23 ottobre 2018

Analisi tecnica FTSE MIB settimana 17-21 settembre 2018

INDICE FTSE MIB IN RIALZO PER LA SECONDA SETTIMANA CONSECUTIVA NONOSTANTE DATI MACRO IN CHIAROSCURO

Ottava caratterizzata dal segno “ più “ per l’ indice Ftse Mib, che ha chiuso gli scambi settimanali in rialzo dello 0,19%, a quota 20.885 punti. Performance a 5 sedute che invece sale a +2,1%, e che consente al principale listino azionario di Piazza Affari di allontanarsi dai minimi di periodo in area 20.200 punti, dopo aver trovato a quota 20.405 punti ( minimo a 5 giorni ) un buon supporto da cui reagire. Brillante il settore auto, trainato da FCA su cui si susseguono i rumors sulla prossima cessione della controllata Magneti Marelli. Bene anche il settore bancario e finanziario in generale, favorito dalla marcia indietro dello Spread tra BTP e BUND, che ha terminato l’ ottava a 236 pb.

Analisi tecnica FTSE MIB settimana 17-21 settembre 2018

LE NOTIZIE ED I DATI MACRO PIU’ IMPORTANTI PER L’INDICE FTSE MIB

Gli acquisti sul paniere delle Blue Chips sono stati attratti dalle rassicurazioni arrivate dagli esponenti del governo italiano, che hanno calmato le acque agitate dalla speculazione, affermando che l’ Italia manterrà i propri impegni con l’UE, nonostante le promesse di tagli alle tasse e sgravi fiscali che saranno previsti nel Documento di Economia e Finanza.

Ftse Mib in crescita nonostante una serie di dati macro poco esaltanti, uno su tutti la revisione al ribasso dell’ inflazione di Agosto. La lettura finale diffusa dall’ISTAT ha infatti rivelato che l’ indice NIC dei prezzi al consumo, lo scorso mese ha evidenziato un aumento dello 0,4% su base mensile e dell’1,6% su base annua, in calo rispetto al +0,5% su mese ed al +1,7% su anno della stima preliminare. Rivisto al ribasso anche l’ indice armonizzato Ipca, assestatosi, sempre nella lettura definitiva di Agosto, a -0,2% su base mensile e +1,6% su base annua, in discesa rispettivamente da -0,1% e +1,7% della lettura flash. L’ inflazione acquisita, ovvero quella che risulterebbe in caso di prossimi trimestri con crescita zero, si è portata all’1,4%.

Forte battuta d’ arresto per la produzione industriale italiana nel mese di Luglio, che in base a quanto risultato dal report elaborato dall’Istituto di Statistica Nazionale ha subito un calo dell’1,8% su base mensile, crollando rispetto al +0,3% di Giugno. Le attese degli analisti erano per un rallentamento più contenuto, a -0,4%. La lettura su base tendenziale ha invece rivelato una flessione dell’1,3%, crollando anche in questo caso rispetto al +1,4% registrato nella precedente rilevazione. Nettamente delusi i pronostici degli analisti, che invece si aspettavano una lettura che avrebbe bissato il +1,4% di Giugno. Il calo dell’1,3% su base annua, inoltre, consiste il peggior risultato da Gennaio 2018. Cadute della produzione si sono verificate in tutti i comparti industriali: beni di consumo ( -1,7% ); beni strumentali ( -2,2% ); beni intermedi ( -1,2% ): beni e prodotti legati all’ energia ( -0,8% )

Variazione negativa anche per l’ indice Zew italiano di Settembre. L ‘indicatore che misura il livello di fiducia degli investitori nell’ economia del nostro paese, ha infatti mostrato un calo di 4,9 punti, a 34,7 punti. Dai dettagli rilasciati dall’istituto tedesco che ne diffonde mensilmente la stima è emerso anche che le condizioni attuali sono scivolate di 7,6 punti, portandosi a -40,2 punti, mentre quelle sulle aspettative d’ inflazione hanno perso 5,8 punti, scendendo a 17,2 punti.

Segnali di rallentamento per la crescita italiana sono stati inoltre evidenziati dal leading indicator OCSE. L’ indicatore che anticipa il trend dell’ economia su un orizzonte temporale compreso tra sei e nove mesi, a Luglio, è sceso a 100,1 punti dai 100,2 punti della stima di Giugno.

Unica nota positiva nell’ agenda macro italiana, il calo del tasso di disoccupazione italiana nel secondo trimestre dell’anno, giù al 10,7% dall’11% registrato nel periodo Gennaio-Marzo. Battute anche le attese degli analisti, che invece si aspettavano un calo più contenuto, al 10,8%. In deciso miglioramento anche l’occupazione, in aumento dello 0,9% su base trimestrale. Sulla crescita dell’occupazione, lievitata di 203 mila unità, hanno particolarmente contribuito l’ aumento dei lavoratori a termine e la crescita del numero dei lavoratori indipendenti. Stabili, invece, gli occupati a tempo indeterminato. L’occupazione in Italia si assesta quindi al 58,7%. La crescita su base annua è stata pari a +1,7%, grazie a +387 mila nuovi occupati. Dai dettagli rilasciati dall’ ISTAT è emerso che l’ aumento dell’ occupazione su base tendenziale è stato guidato dalla crescita dei lavoratori a termine ( +390 mila unità ) che ha bilanciato il calo di 33 mila unità subito dai contratti a tempo indeterminato. I lavoratori indipendenti, sempre su base annua, invece, sono aumentati di 30 mila unità. Migliora, sia su base congiunturale che tendenziale anche il tasso di occupazione tra i giovani di età compresa tra i 15 ed i 34 anni.

VISIONE TECNICA DI BREVE-MEDIO PERIODO SULL’ INDICE FTSE MIB

Continua a tremare la struttura grafica di medio-lungo periodo dell’ indice Ftse Mib, dopo la decisa rottura del supporto più volte segnalato in area 21.000 punti, ed il successivo affondo sul primo obiettivo ribassista, segnalato in area 20.400-20.200 punti.

L’indice Ftse Mib, soltanto lo scorso Maggio aveva rotto al rialzo la forte resistenza tecnica rappresentata da area 24.000 punti e si era riportato su valori che non erano stati più toccati dal 2009, volando fino ad un massimo oltre area 24.500 punti. Il movimento di accumulo che si era verificato in area 22.000-22.500 punti aveva consentito al principale indice italiano di caricarsi come una molla e di schizzare verso l’alto, sfondando il forte ostacolo appena citato, che lo scorso Gennaio, in prima battuta, aveva respinto verso il basso le quotazioni.

Il quadro rialzista di fondo in costruzione ( +53% ) dai minimi di Novembre 2016 a ridosso dei 16.000 punti, fino ai massimi in area 24.500 punti), dopo la discesa al disotto del supporto in area 21.500-21.400 punti, risulta essersi decisamente deteriorato. Dopo aver rotto al ribasso anche il sostegno di medio periodo, in area 21.000-20.800 punti in chiusura settimanale, il Ftse Mib manda definitivamente in cantina la pista rialzista di medio-lungo periodo che, dopo aver centrato il primo obiettivo posto in area in area 24.500, aveva messo nel mirino anche il target successivo, individuato in area 25.000 punti. La chiusura d’ottava sotto il supporto di breve-medio ( 21.000-20.800 punti ) ha già contribuito a centrare il primo target in area 20.400 punti, ma un ritorno stabile oltre quota 21.000 punti potrebbe innescare un successivo crollo in area 19.500 punti.

CONSIGLI DI TRADING SULL’ INDICE FTSE MIB

Buona la performance settimanale realizzata dal nostro trading system con sottostante l’ indice Ftse Mib, che preso profitto sui 2 obiettivi indicati dalla strategia Long Intraday e sul primo obiettivo atteso dalla strategia Long Over.

Lo scenario rialzista si attiva nel caso in cui si registri un ritorno oltre quota 20.910 punti, in chiusura oraria, Target Price attesi in area e 20.985 e 21.120 punti; Stop Loss in caso di chiusura oraria minore di 20.780 punti. Mantenere la posizione rialzista nel caso in cui si registri una chiusura oraria o giornaliera superiore a 21.120 punti, per sfruttare possibili allunghi in area 21.200 e 21.330 punti; Stop Loss in caso di ritorno sotto 20.885 punti in chiusura di candela oraria. Ancora una volta arricchiamo il nostro Trading System con una terza serie di operazioni sulla forza, attivate in seguito ad una chiusura oraria o giornaliera maggiore di 21.330 punti, e che prevedono Target Price prima a 21.405 punti e successivamente a 21.535 punti, estesi a 21.750 punti; Stop Loss in caso di ritorno sotto 21.050 punti in chiusura di candela oraria o giornaliera.

Suggeriti Long Speculativi in caso di eventuale affondo in area 19.910 punti, per cercare di sfruttare possibili rimbalzi in prima battuta a 20.010 e successivamente a 20.235 punti, estesi a 20.370 punti; Stop Loss in caso di eventuali discese sotto 19.700 punti in chiusura di candela oraria o giornaliera.

Lo scenario ribassista, invece, consiglia di aprire posizioni Short nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 20.780 punti, con obiettivi attesi a 20.700 e 20.575 punti; Stop Loss in caso di chiusura oraria maggiore di 20.910 punti. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera minore di 20.575 punti, per cercare di anticipare possibili discese, prima a 20.495 punti e successivamente a 20.370 punti; Stop Loss in caso di ritorno oltre 20.780 punti in chiusura di candela oraria.

Ed ancora Short con la perdita di quota 20.370 punti in close orario, per sfruttare la pressione ribassista fino a 20.235 e 20.010 punti, con possibili estensioni al ribasso fino a 19.910 punti; Stop Loss in caso di close orario maggiore di 20.575 punti. Suggeriti vendite speculative in caso di allungo in area 21.750 punti, per cercare di sfruttare possibili pull-back di prezzo, prima a 21.535 punti e successivamente a 21.405 punti, estesi a 21.330 punti; Stop Loss in caso di chiusura oraria o giornaliera maggiore di 22.000 punti.

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