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Meteofinanza.com - domenica, 16 dicembre 2018

Analisi tecnica FTSE MIB settimana 19- 23 Novembre 2018

INDICE FTSE MIB SCIVOLA SOTTO AREA 19.000 PUNTI DOPO BRACCIO DI FERRO GOVERNO-ITALIANO BRUXELLES E BRUTTI DATI MACRO

Nuova battuta d’ arresto per l’ indice Ftse Mib, che ha chiuso gli scambi settimanali a quota 18.878 punti, scendendo pericolosamente sotto l’ importante soglia tecnica rappresentata da area 19.000 punti. Il bilancio settimanale ha invece rilevato un calo di 2 punti percentuali.

Gli investitori continuano a stare alla larga sia dall’ azionariato italiano che dalle obbligazioni sovrane dopo il duro faccia a faccia tra il governo tricolore e le istituzioni della comunità europea, dopo che l’ esecutivo guidato da Lega ed M5S ha rifiutato nuovamente di uniformare la legge di bilancio alle richieste di Bruxelles. Spread tra BTP e BUND in ascesa oltre la soglia dei 310 punti base e rendimento sul decennale ben sopra la soglia di guardia del 3,50%.

Analisi tecnica FTSE MIB settimana 19- 23 Novembre 2018

LE NOTIZIE ED I DATI MACRO PIU’ SENSIBILI PER L’ INDICE FTSE MIB

Partenza settimanale in rosso per l’ indice Ftse Mib, dopo che anche il Fondo Monetario Internazionale ha sollevato dei dubbi sulla reale capacità della manovra di bilancio italiana di produrre effetti espansivi. L’FMI ha usato la mano pesante contro il governo tricolore bollando le misure intraprese da Lega e Movimento 5 Stelle come dannose per il breve periodo e per lo spread tra BTP e BUND.

Indice Ftse Mib indebolito anche dal rallentamento della crescita economica italiana fotografato dall’ OCSE, vista in frenata a 99,8 punti nel mese di Settembre dai 99,9 punti di Agosto. Il Leading Indicator elaborato dall’ OCSE stima il futuro trend economico su un arco temporale compreso tra i successivi 6-9 mesi.

Sentiment ancor più negativo sull’ azionariato italiano dopo il brusco stop fatto registrare dalla produzione industriale, in calo a Settembre dello 0,2% su base mensile. Giù dello 0,2% anche la media dell’ultimo trimestre, su cui, secondo le stime ISTAT hanno influito negativamente il calo della produzione di beni strumentali ( -1,6% ) e la flessione della produzione legati all’ energia ( -0,1% ).

In controtendenza, invece, la produzione di beni intermedi ( +1,1% ) e beni di consumo ( +0,3% ). Da ulteriori dettagli rilasciati dall’ istituto di statistica nazionale è tuttavia emerso che in termini tendenziali, sempre a Settembre, il suddetto indice, corretto per effetto calendario, ha evidenziato un progresso dell’1,3%. Alla variazione positiva hanno principalmente contribuito la crescita tendenziale dei beni legati all’ energia ( +4,2% ), dei beni strumentali ( +2,9% ) e dei beni intermedi ( +0,8% ), mentre la produzione dei beni di consumo di è ridotta dello 0,8%. Il risultato dei primi nove mesi dell’anno ha invece mostrato che la produzione industriale è aumentata dell’ 1,7% su base annua, ovvero rispetto allo stesso periodo del 2017.

La lettura finale dell’ indice NIC dei prezzi al consumo del mese di Ottobre, diffusa dall’ ISTAT, ha confermato la stima preliminare, evidenziando una variazione nulla su base mensile ed un progresso dell’1,6% su base annua, in miglioramento dal +0,5% congiunturale e dal +1,4% tendenziale della precedente stima finale di Settembre.

Conferme della prima lettura sono arrivate anche per la lettura finale dell’ indice armonizzato IPCA, in crescita dello 0,2% su base mensile e dell’ 1,7% su base annua. La precedente rivelazione mensile in questo caso aveva evidenziato un aumento dell’1,7% su mese e +1,5% su anno. Stabile a +0,7%, invece, la cosiddetta ” inflazione di fondo “, mentre la voce relativa alla lettura al netto dei beni legati all’ energia è aumentata dello 0,9% dal +0,8% della precedente stima. L’ inflazione acquisita per il 2018, ovvero quella che risulterebbe nel caso in cui da qui a fine anno si dovesse assistere a dalle letture mensili nulle si è assestata a +1,2%, per quanto riguarda l’ indice generale ed a +0,7% per la componente di fondo.

Rallenta il surplus della bilancia commerciale italiana del mese di Settembre, che pur evidenziando un avanzo di 1,274 miliardi di euro, ha frenato per 1,290 miliardi di euro, rispetto ai +2,564 miliardi di euro della precedente rivelazione.

L’ ISTAT ha inoltre reso noto che il fatturato dell’ industria nel mese di Settembre è rimasto stabile in termini congiunturali, mentre gli ordinativi hanno registrato una battuta d’ arresto congiunturale del 2,9%, tuttavia in miglioramento dal -4,9% della precedente stima di Agosto. Corretto per gli effetti del calendario ( 20 giorni lavorativi contro i 21 giorni lavorativi di Settembre 2017 ) il fatturato totale è aumentato del 3,9%. L’indice grezzo degli ordinativi, invece, è sceso il linea tendenziale dello 0,9%, in flessione dal +4,9% di Agosto. La media trimestrale sui tre mesi precedenti è invece aumentata dello 0,2%.

VISIONE TECNICA DI BREVE-MEDIO PERIODO SULL’ INDICE FTSE MIB

L’ indice Ftse Mib scivola pericolosamente sotto l’ importante area di supporto rappresentata da area 19.000 punti. Dopo aver raggiunto il sostegno di medio in area 18.500-18.400 punti, il rimbalzo ha trovato un forte ostacolo tecnico a quota 19.600 punti, soccombendo in un secondo momento sotto la forte pressione al ribasso che ha ricondotto le quotazioni sotto area 19.000 punti.
L’indice Ftse Mib, soltanto lo scorso Maggio aveva rotto al rialzo la forte resistenza tecnica rappresentata da area 24.000 punti e si era riportato su valori che non erano stati più toccati dal 2009, volando fino ad un massimo oltre area 24.500 punti.

Il movimento di accumulo che si era verificato in area 22.000-22.500 punti aveva consentito al principale indice italiano di caricarsi come una molla e di schizzare verso l’alto, sfondando il forte ostacolo appena citato, che lo scorso Gennaio, in prima battuta, aveva respinto verso il basso le quotazioni.

Il quadro rialzista di fondo in costruzione ( +53% ) dai minimi di Novembre 2016 a ridosso dei 16.000 punti, fino ai massimi in area 24.500 punti), dopo la discesa al disotto del supporto in area 21.500-21.400 punti, risulta essersi decisamente deteriorato. Dopo aver rotto al ribasso anche il sostegno di medio periodo, in area 21.000-20.800 punti in chiusura settimanale, il Ftse Mib manda definitivamente in cantina la pista rialzista di medio-lungo periodo che, dopo aver centrato il primo obiettivo posto in area in area 24.500, aveva messo nel mirino anche il target successivo, individuato in area 25.000 punti.

La chiusura d’ottava sotto il supporto di breve-medio ( 21.000-20.800 punti ) ha già contribuito a centrare un primo target ribassista in area 20.000 ed il successivo obiettivo in area 19.000-18.500 punti. Lo scenario di breve potrà ritornare positivo soltanto in caso di stabile recupero oltre quota 21.000 punti, per poi puntare ad allungo in area 22.500 punti.

CONSIGLI DI TRADING SULL’ INDICE FTSE MIB

Buono il bilancio settimanale realizzato dal nostro trading system con sottostante l’ indice Ftse Mib, che preso ha profitto su 4 obiettivi pronosticati dalla strategia Long: 2 nella versione Intraday e 2 nella versione Over.

Lo scenario rialzista si attiva nel caso in cui si registri un’ apertura di scambi settimanali oltre quota 18.885 punti, in chiusura oraria, Target Price attesi in area e 19.000 e 19.070 punti; Stop Loss in caso di chiusura oraria minore di 18.770 punti.

Mantenere la posizione rialzista nel caso in cui si registri una chiusura oraria o giornaliera superiore a 19.070 punti, per sfruttare possibili allunghi in area 19.140 e 19.215 punti; Stop Loss in caso di ritorno sotto 18.875 punti in chiusura di candela oraria. Ancora una volta arricchiamo il nostro Trading System con una terza serie di operazioni sulla forza, attivate in seguito ad una chiusura oraria o giornaliera maggiore di 19.215 punti, e che prevedono Target Price prima a 19.290 punti e successivamente a 19.410 punti, estesi a 19.605 punti; Stop Loss in caso di ritorno sotto 19.000 punti in chiusura di candela oraria o giornaliera. Suggeriti Long Speculativi in caso di eventuale affondo in area 18.030 punti, per cercare di sfruttare possibili rimbalzi in prima battuta a 18.215 e successivamente a 18.330 punti, estesi a 18.510 punti; Stop Loss in caso di eventuali discese sotto 17.800 punti in chiusura di candela oraria o giornaliera.

Lo scenario ribassista, invece, consiglia di aprire posizioni Short nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 18.770 punti, con obiettivi attesi a 18.700 e 18.585 punti; Stop Loss in caso di chiusura oraria maggiore di 18.885 punti.

Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera minore di 18.585 punti, per cercare di anticipare possibili discese, prima a 18.510 punti e successivamente a 18.400 punti; Stop Loss in caso di ritorno oltre 18.770 punti in chiusura di candela oraria. Ed ancora Short con la perdita di quota 18.400 punti in close orario, per sfruttare la pressione ribassista fino a 18.330 e 18.215 punti, con possibili estensioni al ribasso fino a 18.030 punti; Stop Loss in caso di close orario maggiore di 18.600 punti. Suggeriti vendite speculative in caso di allungo in area 19.605 punti, per cercare di sfruttare possibili pull-back di prezzo, prima a 19.9410 punti e successivamente a 19.290 punti, estesi a 19.215 punti; Stop Loss in caso di chiusura oraria o giornaliera maggiore di 19.800 punti.

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