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Meteofinanza.com - domenica, 16 dicembre 2018

Analisi tecnica FTSE MIB settimana 26 – 30 Novembre 2018

FTSE MIB IN CALO DOPO BOCCIATURA MANOVRA FINANZIARIA ITALIANA, RESISTE SOPRA I MINIMI PLURIENNALI IN AREA 18.400 PUNTI

L’ indice Ftse Mib manda in archivio un’ altra ottava caratterizzata dalle vendite, che ha visto il listino delle Blue Chips cedere circa lo 0,90% rispetto alla precedente chiusura settimanale. Gli scambi di Venerdì 23 Novembre si sono tuttavia conclusi con un progresso dello 0,60% a circa 18.715 punti, allontanandosi dal minimo a 5 sedute pari a circa 18.454 a punti.

Sotto l’aspetto tecnico è cambiato poco, con i minimi di periodo, nonché pluriennali, individuati in area 18.400 punti, che al momento hanno arginato un eventuale crollo, ma con le quotazioni che si trovano ancora in una zona rossa, molto pericolosa, in quanto sotto area 19.000 punti.

Analisi tecnica FTSE MIB settimana 26 – 30 Novembre 2018

LE NOTIZIE ED I DATI MACRO PIU’ IMPORTANTI PER L’ INDICE FTSE MIB

Ftse Mib che ha saputo limitare i danni dopo che la Commissione Europea, come da attese, ha definitivamente bocciato la manovra finanziaria varata dal governo italiano. Ai danni dell’ Italia pertanto si avvierà l’ apertura di un procedimento di infrazione per debito troppo elevato.

Con molte probabilità, la bocciatura per ora già stata prezzata con le vendite che avevano fatto crollare l’ indice milanese già da qualche settimana. Lo spread tra BTP e BUND dopo un’ impennata a 335 punti base, che aveva trascinato al rialzo, sopra il 3,60%, il rendimento delle obbligazioni decennali ha terminato l’ ottava in area 306 punti base, dopo essere andato anche sotto quota 300.

In tenuta pertanto i tioli del settore bancario ed acquisti sulle azioni del risparmio gestito, tra cui Banca Mediolanum e Banca Generali, mentre fuori dal listino principale si segnalano gli exploit di Anima e Banca Ifis, con quest’ultima che nelle ultime 5 sedute ha recuperato quasi 15 punti percentuali. Ftse Mib che invece è stato zavorrato dai titoli del comparto OIL, a sua volta affossato dal crollo dei prezzi del petrolio che in una settimana hanno lasciato sul terreno oltre il 10%, scendendo sui livelli più bassi da Ottobre 2017. Giù quindi la triade delle azioni del comparto quotate sul Ftse Mib, ovvero Eni, Tenaris e Saipem.

Italia bocciata anche dall’ Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico ( OCSE ), che ha puntato il dito contro l’ economia del Belpaese, sia per quanto riguarda la crescita che i conti pubblici. Dai contenuti del rapporto semestrale con cui l’ OCSE aggiorna l’ outlook sulle maggiori economie mondiali, è emerso che l’organizzazione con sede a Parigi, per il 2019 ed il 2020 si aspetta una crescita del PIL italiano allo 0,9%, nettamente inferiore alle indicazioni del governo M5S-Lega, rispettivamente pari a +1,5% e +1,6% contenute nel DEF oggetto del duro braccio di ferro tra Roma e Bruxelles. Sempre secondo l’ OCSE il 2018 in termini di congiuntura dovrebbe chiudersi con un’ espansione all’1%, inferiore al+1,2% stimato dal governo italiano. In termini di rapporto Deficit/PIL, infine, l’ Organizzazione prevede un valore al 2,5% per il 2019 ed al 2,8% per il 2020, mentre il Ministero dell’ Economia ha stimato rispettivamente 2,4% e 2,1%.

Colpo di spugna sulle stime per il Prodotto Interno Lordo 2018 anche da parte dell’ ISTAT che ha rivisto al ribasso le proprie attese, portandole all’1,1% dall’1,4% del precedente focus di Maggio. Si rammenta che nel 2017 il PIL italiano aveva evidenziato una crescita dell’1,6%. Crescita che dovrebbe accelerare nel 2019, salendo a +1,3%. Dai dettagli contenuti nel rapporto diffuso dall’ Istituto Nazionale di Statistica è inoltre emerso che nell’ anno in corso la spesa delle famiglie italiane dovrebbe rallentare a +0,9%, ma risalire nel 2019 a +1,2% grazie agli effetti positivi della manovra finanziaria. Mercato del lavoro che dovrebbe continuare a migliorare grazie all’ aumento dell’ occupazione, attesa in crescita dello 0,9% in termini di unità di lavoro, con il conseguente calo al 10,5% del tasso di disoccupazione. Crescita dell’occupazione stimata in crescita dello 0,9% anche per il 2019 con un ulteriore riduzione al 10,2% della disoccupazione.

Una delle poche note macro diffuse nel corso della precedente ottava ha riguardato l’ aumento su base mensile e su base annua fatto registrare dalla produzioni nelle costruzioni in Italia, cresciuta rispettivamente dell’1,3% e del 2,7%. Buona anche la lettura su base trimestrale, in progresso dello 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti. Confermato il mini-trend positivo dopo il +0,7% evidenziato nel periodo Aprile-Giugno. Il primo trimestre invece si era concluso con un calo dello 0,9%.

La settimana macro italiana è terminata con la diffusione del saldo del commercio estero extra europeo, che secondo quanto stimato dall’ ISTAT, ad Ottobre, ha evidenziato un surplus di 3,045 miliardi di euro, ma in calo dall’ avanzo di 4,279 miliardi di euro dello stesso periodo del 2017. La suddetta lettura ha tuttavia mostrato una ripresa rispetto a quella di Settembre, quando il surplus era stato di soli 91 milioni di euro contro l’avanzo di 3,510 miliardi di euro dell’ anno precedente. Da ulteriori dettagli è emerso che l’export ha rivelato un aumento tendenziale dell’11,6% mentre l’ import è cresciuto del 24,9%.

VISIONE TECNICA DI BREVE-MEDIO PERIODO SULL’ INDICE FTSE MIB

L’ indice Ftse Mib, come già anticipato continua a ristagnare in una zona di pericolo rosso, ovvero sotto l’ importante area di supporto rappresentata da area 19.000 punti. Dopo aver raggiunto il sostegno di medio in area 18.500-18.400 punti, il rimbalzo ha trovato un forte ostacolo tecnico a quota 19.600 punti, soccombendo in un secondo momento sotto la forte pressione al ribasso che ha ricondotto le quotazioni sotto area 19.000 punti. La perdita dei minimi appena indicati potrebbe scatenare un ulteriore ondata di vendite con terget in area 17.800-17.500 punti, con step intermedio in area 18.000 punti.

L’indice Ftse Mib, soltanto lo scorso Maggio aveva rotto al rialzo la forte resistenza tecnica rappresentata da area 24.000 punti e si era riportato su valori che non erano stati più toccati dal 2009, volando fino ad un massimo oltre area 24.500 punti. Il movimento di accumulo che si era verificato in area 22.000-22.500 punti aveva consentito al principale indice italiano di caricarsi come una molla e di schizzare verso l’alto, sfondando il forte ostacolo appena citato, che lo scorso Gennaio, in prima battuta, aveva respinto verso il basso le quotazioni.

Il quadro rialzista di fondo in costruzione ( +53% ) dai minimi di Novembre 2016 a ridosso dei 16.000 punti, fino ai massimi in area 24.500 punti), dopo la discesa al disotto del supporto in area 21.500-21.400 punti, risulta essersi decisamente deteriorato.

Dopo aver rotto al ribasso anche il sostegno di medio periodo, in area 21.000-20.800 punti in chiusura settimanale, il Ftse Mib manda definitivamente in cantina la pista rialzista di medio-lungo periodo che, dopo aver centrato il primo obiettivo posto in area in area 24.500, aveva messo nel mirino anche il target successivo, individuato in area 25.000 punti. La chiusura d’ottava sotto il supporto di breve-medio ( 21.000-20.800 punti ) ha già contribuito a centrare un primo target ribassista in area 20.000 ed il successivo obiettivo in area 19.000-18.500 punti. Lo scenario di breve potrà ritornare positivo soltanto in caso di stabile recupero oltre quota 21.000 punti, per poi puntare ad allungo in area 22.500 punti.

CONSIGLI DI TRADING SULL’ INDICE FTSE MIB

Buono il bilancio settimanale realizzato dal nostro trading system con sottostante l’ indice Ftse Mib, che preso ha profitto sui due obiettivi pronosticati dalla strategia Long Intraday; nonché su 4 target price indicati dalla strategia Short: 2 nella versione Intraday e 2 nella versione Over.

La strategia Long si attiva nel caso in cui si registri una chiusura oraria oltre quota 18.770 punti, in chiusura oraria, Target Price attesi in area e 18.840 e 18.960 punti; Stop Loss in caso di chiusura oraria minore di 18.650 punti. Mantenere la posizione rialzista nel caso in cui si registri una chiusura oraria o giornaliera superiore a 18.960 punti, per sfruttare possibili allunghi in area 19.075 e 19.145 punti; Stop Loss in caso di ritorno sotto 18.715 punti in chiusura di candela oraria.

Ancora una volta arricchiamo il nostro Trading System con una terza serie di operazioni sulla forza, attivate in seguito ad una chiusura oraria o giornaliera maggiore di 19.145 punti, e che prevedono Target Price prima a 19.265 punti e successivamente a 19.455 punti, estesi a 19.650 punti; Stop Loss in caso di ritorno sotto 18.960 punti in chiusura di candela oraria o giornaliera. Suggeriti Long Speculativi in caso di eventuale affondo in area 17.920 punti, per cercare di sfruttare possibili rimbalzi in prima battuta a 18.095 e successivamente a 18.210 punti, estesi a 18.395 punti; Stop Loss in caso di eventuali discese sotto 17.700 punti in chiusura di candela oraria o giornaliera.

La strategia Short, invece, consiglia di aprire posizioni al ribasso nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 18.650 punti, con obiettivi attesi a 18.585 e 18.470 punti; Stop Loss in caso di chiusura oraria maggiore di 18.770 punti. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera minore di 18.470 punti, per cercare di anticipare possibili discese, prima a 18.395 punti e successivamente a 18.285 punti; Stop Loss in caso di ritorno oltre 18.715 punti in chiusura di candela oraria.

Ed ancora Short con la perdita di quota 18.285 punti in close orario, per sfruttare la pressione ribassista fino a 18.210 e 18.095 punti, con possibili estensioni al ribasso fino a 17.920 punti; Stop Loss in caso di close orario maggiore di 18.470 punti. Suggeriti vendite speculative in caso di allungo in area 19.650 punti, per cercare di sfruttare possibili pull-back di prezzo, prima a 19.455 punti e successivamente a 19.265 punti, estesi a 19.145 punti; Stop Loss in caso di chiusura oraria o giornaliera maggiore di 19.850 punti.

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