Il cambio euro dollaro ha chiuso la scorsa settimana in area 1,0850, andando a perdere i precedenti guadagni settimanali. La valuta unica europea ha evidentemente sofferto, all’inizio della settimana, una nuova ondata di avversione al rischio, mentre il presidente statunitense Trump ha stimolato le tensioni con la Cina, minacciando il Paese con nuove tariffe a causa della sua cattiva gestione dell’epidemia di coronavirus. Le tensioni sono rimaste inalterate per tutta la settimana, poiché Trump si è anche lamentato del fatto che la Cina non abbia soddisfatto le quote fissate nella fase uno dell’accordo commerciale, minando così alla base la sostenibilità di un’intesa faticosamente raggiunta.

Corte costituzionale tedesca e Trump

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Oltre a quanto sopra è evidente come la valuta unica europea abbia risentito della notizia che la Corte costituzionale tedesca si è pronunciata sul programma di stimolo della BCE introdotto nel 2015. La Corte ha in particolar modo affermato che il programma non ha violato alcuna legge, ma ha dato un ultimatum di tre mesi alla Bce per dimostrare la proporzionalità tra il piano e i suoi effetti. La notizia ha innescato un sell-off in obbligazioni locali, pesando anche sugli indici locali, che comunque hanno comunque chiuso in positivo.

Nel frattempo, gli investitori si sono dimostrati leggermente ottimisti, in quanto le economie hanno iniziato ad allentare le misure restrittive, sperando in una ripresa economica. Il dollaro statunitense si è indebito solo giovedì, in un momento in cui i futures sui Fed funds sono diventati per la prima volta negativi. Tuttavia, la valuta USA ha mantenuto la sua forza contro un euro indebolito.

Alla fine della settimana, i sentimenti sono rimasti contrastanti, in quanto sia gli Stati Uniti che la Cina hanno riferito di aver ripreso i colloqui commerciali e si sono impegnati a mantenere vivo l’accordo, anche se più tardi, il segretario USA Larry Kudlow ha detto che la Cina sarà ritenuta responsabile della crisi del virus. Ha anche sostenuto il desiderio del presidente americano Trump di riaprire l’economia il più velocemente possibile.

I dati macro sono più che negativi

Al di là del sentimento di mercato, poi, a spiccare sono stati i dati macro, molto negativi su entrambe le sponde dell’Atlantico. Markit ha rivisto al rialzo le sue versioni finali dei Servizi PMI dell’Unione e della Germania per il mese di aprile, con il dato rimasto ai minimi storici. La produzione industriale tedesca e gli ordini delle fabbriche sono crollati a marzo, mentre le cifre sull’occupazione negli Stati Uniti hanno raggiunto livelli record, con il rapporto del PFN di aprile che mostra che oltre 20 milioni di americani sono senza lavoro, con il risultato che il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 14,7%.

La prossima settimana sarà più leggera in termini di uscite macroeconomiche. Gli Stati Uniti pubblicheranno i dati sull’inflazione di aprile martedì prossimo, visti allo 0,8% a/a, in calo rispetto all’1,5% del mese precedente. Anche la Germania presenterà i dati sull’inflazione, ma giovedì.

I dati più rilevanti saranno pubblicati venerdì, in quanto la Germania pubblicherà la sua stima preliminare del PIL del primo trimestre, prevista in calo del 2,0%. L’UE pubblicherà anche un aggiornamento sul PIL del primo trimestre, previsto allo 0,1%, mentre gli Stati Uniti pubblicheranno le vendite al dettaglio del mese di aprile.

Analisi tecnica EUR/USD

Il grafico settimanale per il cambio EUR/USD mostra che il valore è rimasto bloccata da una media mobile a 20 ribassista, mentre la media mobile a 100 continua ad andare sotto quella a 200. Gli indicatori tecnici si sono allontanati dalle loro linee mediane, dirigendosi verso livelli più negativi.

Su base giornaliera, il rischio è anche previsto al ribasso, dato che l’ultima ripresa sta incontrando i venditori intorno a una media a 20 ribassista, mentre quelli più grandi si dirigono anch’essi verso il basso, circa 200 pip sopra il livello attuale. Gli indicatori tecnici hanno recuperato dai minimi settimanali, ma faticano a superare le loro linee mediane, mancando di forza sufficiente a confermare un’estensione rialzista.

Attualmente è il livello 1,0900 a costituire la resistenza più immediata, davanti all’area 1,0980. Oltre quest’ultimo, la coppia potrebbe estendere il suo anticipo fino a 1,1040. I supporti, invece, si trovano a 1,0790 con una rottura al di sotto di esso esponendo 1,0720 prima e 1,0635, il minimo annuale.

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