Come avevamo anticipato la scorsa settimana, la Banca Centrale Europea si è impegnata ad aggiungere stimoli attraverso l’espansione del suo programma di acquisto di obbligazioni per 500 miliardi di euro e fino a marzo 2022. L’istituzione ha inoltre affermato di aver lasciato invariata la sua guideline sul tasso di cambio, limitandosi a monitorare la situazione. Insomma, sebbene alla BCE non piaccia, evidentemente, un incremento delle quotazioni dell’euro (scenario che finirebbe con il deprimere inflazione e esportazioni), per il momento non sembra essere disposta ad agire. 

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Il presidente della BCE Christine Lagarde ha dunque permesso all’euro di salire, ma non è stato sufficiente a innescare nuovi massimi, dato che altri sviluppi hanno pesato sulla coppia valutaria.

In particolare, negli Stati Uniti l’attenzione si è concentrata sugli stimoli fiscali. Qui Mitch McConnell, il leader di maggioranza del Senato, si è dimostrato riluttante a sostenere un pacchetto di aiuti del valore di quasi mille miliardi di dollari, e la lentezza dei colloqui ha pesato sul sentimento e ha contribuito a frenare l’avanzata di EUR/USD.

Il vaccino

In questo scenario c’è una notizia positiva. Il Regno Unito ha infatti iniziato a somministrare il vaccino Pfizer/BioNTech senza incidenti di rilievo e anche la Food and Drugs Administration (FDA) statunitense ha autorizzato l’uso d’emergenza, fornendo speranza per la risoluzione della pandemia nel medio termine.

La Brexit

Le negoziazioni sulla Brexit hanno avuto un effetto sovradimensionato sull’euro, che ha fatto eco ad alcuni movimenti della sterlina. Diversi momenti di potenziale definitiva rottura hanno scatenato l’azione sui cambi, ma attualmente c’è un nulla di fatto, con Ue e Regno Unito che stanno discutendo le prospettive di un Brexit senza negoziati prima dell’ennesimo obiettivo di concludere i colloqui, domani 13 dicembre.

I dati macro

I dati macro hanno giocato un ruolo di secondo piano rispetto alla decisione della BCE e all’evoluzione politica generale, ma non sono certo sottovalutabili. In particolar modo, la produzione industriale tedesca è aumentata del 3,2% in ottobre, superando le aspettative degli analisti. Anche l’indagine ZEW Economic Sentiment di dicembre ha superato i 55 punti stimati, dimostrando che gli investitori stanno iniziando a vedere la luce dopo le difficoltà attuali.

Le richieste di indennizzi di disoccupazione negli USA hanno invece deluso, con un balzo a 853.000 nella settimana che si è conclusa il 4 dicembre, dopo essere scese.

Gli eventi da tenere sotto controllo in settimana

A questo punto giova spostare il proprio orizzonte alla settimana entrate, che sarà contraddistinta ancora una volta dall’evoluzione del coronavirus.

La domanda principale che ci si pone è tra quanto tempo i Paesi dell’eurozona inizieranno ad immunizzare i propri cittadini con un vaccino anti Covid. La resistenza alle vaccinazioni è più diffusa in UE che negli Stati Uniti o nel Regno Unito, motivo per cui l’Agenzia europea per i medicinali sta adottando un approccio più cauto. Tuttavia, il successo in altri paesi potrebbe aiutare ad anticipare la decisione dell’EMA prima di Natale o, al massimo, subito dopo.

Passando poi alla Brexit, diciamo sicuramente che un accordo è nell’interesse di entrambe le parti e i mercati stanno valutando le maggiori possibilità di un accordo. Sebbene l’euro non sia sensibile come la sterlina ai dettagli sulla pesca, è probabile che gli annunci più importanti facciano vacillare la moneta unica.

Infine, i dati dell’Indice dei prezzi al consumo per il mese di novembre confermeranno probabilmente livelli di inflazione sottotono. L’attenzione si sposterà probabilmente sugli Indici dei Responsabili d’Acquisto di Markit per il mese di dicembre, che probabilmente rifletteranno una contrazione nel settore dei servizi del continente.

Passando poi agli USA, qui l’attenzione sarà principalmente per quanto avverrà lunedì 14 dicembre, quando verrà formalmente eletto Joe Biden come nuovo Presidente USA. Finora, gli sforzi del presidente uscente Donald Trump per ribaltare le elezioni hanno subito fallimenti integrali.

Analisi tecnica EUR/USD

L’euro/dollaro continua a beneficiare di uno slancio al rialzo sul grafico giornaliero e l’indice di forza relativa rimane poco sotto quota 70, al di fuori delle condizioni di ipercomprato. Questo permette alla coppia di avere un po’ di spazio per il rialzo, anche se limitato.

La principale soglia di resistenza è ora al picco del 2020, a 1,2177, seguito dal livello di 1,22, che ha avuto un ruolo di spicco nel 2018. Se dovessero essere superate queste soglie, le successive saranno poste a 1,2310, 1,2420 e 1,25.

Di contro, sul lato negativo il primo supporto attende a quota 1,21, un livello che ha avuto un ruolo fondamentale all’inizio di dicembre. È seguito da un supporto a quota 1.2055, e quindi a 1.2010 e 1.1960.

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