Il cambio euro dollaro è negoziato in rialzo per la quarta settimana consecutiva, anche se poco oltre i massimi del mese di giugno.

Come accade in maniera continuativa da marzo, i movimenti di mercato sul cambio sono stati innescati soprattutto da quanto accade in orbita coronavirus. Non è un caso che i movimenti più ampi siano avvenuti proprio quando la società biotech Moderna ha annunciato i progressi nel suo vaccino contro il coronavirus, affermando che avrebbe già fornito l’immunità ai 45 soggetti testati nella fase uno. L’azienda sta iniziando la fase tre e spera di avere il vaccino pronto già entro la fine dell’anno. L’ottimismo si è tuttavia affievolito nel corso della settimana, poiché sono stati segnalati focolai in tutto il mondo, mentre la situazione negli Stati Uniti continua a peggiorare, con un record di circa 75.000 nuovi casi in un giorno. Le preoccupazioni sanitarie si accompagnano poi a quelle di un ulteriore ritardo nella ripresa economica.

Le mosse delle banche centrali

Dopo aver lanciato massicci programmi di stimolo, le banche centrali hanno adottato una posizione di attesa questo mese, preferendo evidentemente comprendere come si evolveranno le cose, anche tra i governi nazionali. La Bank of Canada, la Bank of Japan e la Banca Centrale Europea hanno dunque avuto incontri di politica monetaria di natura interlocutoria, mantenendo i tassi in sospeso e, in generale, impegnandosi a fare quanto necessario per sostenere i mercati finanziari.

In particolare, la BCE ha scelto di mantenere il tasso di interesse di base allo 0,00%, con il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale allo 0,25% e il tasso sui depositi a -0,50%. Il PEPP è stato mantenuto a 1.350 miliardi di euro. I responsabili di politica monetaria hanno riconosciuto che gli indicatori economici rimangono ben al di sotto dei livelli registrati prima della pandemia e hanno dichiarato di essere pronti ad adeguare tutti i suoi strumenti, se del caso, per garantire che l’inflazione si muova verso il suo obiettivo in modo sostenuto. Per i mercati finanziari non è stato un evento da segnalare, a conferma del fatto che tale presa di posizione era largamente scontata e prezzata.

Nel frattempo, l’Unione Europea sta continuando a discutere il pacchetto di salvataggio da 750 miliardi di euro approvato dalla Commissione europea. Alcuni Paesi, come la Svezia, la Danimarca, l’Austria e i Paesi Bassi, affermano che il fondo UE proposto sia troppo ampio, e hanno insistito sul fatto che qualsiasi somma erogata debba alla fine essere rimborsata,  e non concessa a fondo perduto. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha osservato che le differenze sono ancora troppo grandi, ma spera comunque di poter ancora trovare un accordo.

I dati macroeconomici

I dati macroeconomici diffusi in questi giorni non hanno avuto alcun impatto sull’azione dei cambi valutari. La maggior parte dei dati sono stati invero piuttosto incoraggianti, ma sono diventati rapidamente obsoleti a causa delle novità sul coronavirus, la cui evoluzione potrebbe nuovamente portare a un peggioramento dei risultati economici nei prossimi mesi. I governi stanno facendo del loro meglio per non imporre nuovi blocchi, ma le probabilità che ciò accada continuano ad aumentare insieme al numero di casi.

Degno di nota, tuttavia, è il fatto che l’indagine tedesca ZEW di luglio sia stata una grande delusione, in quanto il sentimento economico del Paese è peggiorato a 59,3, mentre per la valutazione della situazione attuale, è sceso a -80,9. Per tutta l’UE, il sentimento economico è sceso a 59,6. Negli Stati Uniti, i livelli di disoccupazione sono rimasti molto alti, dato che le richieste iniziali di disoccupazione per la settimana terminata il 10 luglio sono arrivate a 1,3 milioni. Inoltre, la stima preliminare dell’indice del Michigan Consumer Sentiment Index di luglio si è attestato a 73,2, molto peggiore del 79 previsto e in calo rispetto al 78,1 del mese precedente.

La prossima settimana non propone dei dati macro piuttosto impattanti, tranne sul finire delle sessioni, in Germania e nell’UE. In particolare, venerdì Markit pubblicherà le stime preliminari delle sue PMI di luglio per l’Unione Europea e gli Stati Uniti.

Analisi tecnica EUR/USD

L’analisi tecnica del cambio euro dollaro suggerisce una buona spinta verso l’alto, ma attenzione al primo livello di resistenza posto a 1,1460, seguito dal massimo annuale a 1,1496. Una pausa al di sopra di quest’ultimo livello confermerebbe un progresso sostenibile nei giorni a venire. Il supporto immediato è invece posto nella zona di prezzo a 1,1370, dove gli acquirenti sono allineati in questi giorni. Sotto di essa, 1,1300 e 1,1240 sono i prossimi possibili obiettivi ribassisti.

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