Per il cambio euro dollaro è stata una settimana non particolarmente dinamica, considerato che la coppia valutaria ha impiegato la maggior parte del tempo, seppur in difficoltà, a tenersi al di sopra del livello di 1.1200. Se confrontata con la settimana precedente, la coppia ha registrato un minimo e un massimo più contenuti, con una volatilità più ridotta.

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Il motivo è abbastanza semplice: la settimana è stata caratterizzata da una forte incertezza, a sua volta legata alla pandemia di nuovo coronavirus ancora in corso e a come e quando le economie potrebbero iniziare a riprendersi. L’aumento dei casi di COVID-19 in alcuni Stati degli USA ha alimentato i timori di nuovi blocchi, anche se il presidente americano Trump ha chiarito di non voler tornare indietro. Inoltre, sono state segnalate epidemie in alcuni Paesi europei, tra cui il più grande in Germania, che ha portato oltre 7.000 persone a tornare in quarantena. 

Fortunatamente, ci sono anche stati alcuni segnali incoraggianti, attraverso l’uso di farmaci comuni e i progressi nei diversi vaccini, ma l’impressione è che si sia ancora lontani dal battere la malattia che lo ha messo sull’orlo del collasso economico.

Migliorano i dati fondamentali (ma poco)

I dati USA pubblicati in questi ultimi giorni hanno mostrato segni di miglioramento, ma rimangono al di sotto dei livelli pre-pandemici. Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono salite del 17,7% rispetto al mese precedente. La lettura del core, il cosiddetto Retail Sales Control Group, si è attestata all’11%, superando l’8% previsto. Nella settimana conclusasi il 12 giugno, le richieste iniziali di sussidi da parte dei disoccupati sono aumentate di 1,5 milioni di euro rispetto all’1,3 milioni previsto, ma molto al di sotto degli oltre 6 milioni registrati a metà marzo. Nella settimana conclusasi il 5 giugno, le richieste di sussidi dei senza lavoro sono arrivate a 20,5 milioni contro i 19,8 milioni previsti.  Il Philadelphia Fed’s Manufacturing Index, invece, è salito a 27,5 a giugno da -43,1 a maggio.

Il presidente della Federal Reserve statunitense Powell ha testimoniato davanti al Congresso, ma le sue parole hanno avuto un impatto limitato sul biglietto verde, poiché ha ribadito che la Fed è pronta a fare di più per aiutare l’economia, aggiungendo che non sta pensando di aumentare i tassi, poiché l’economia avrà bisogno di sostegno per un periodo di tempo prolungato.

I dati europei, invece, sono stati in generale più deboli del previsto, anche se in linea con quanto già valutato dagli investitori. Una nota positiva è arrivata dallo ZEW, che ha mostrato che il sentiment economico è migliorato a giugno, in quanto l’indice tedesco si è attestato a 63,4, mentre per l’intera UE è risultato pari a 58,6.

Previsioni EUR/USD settimana

La settimana in avvio oggi sarà piuttosto impegnativa, poiché i dati rilevanti arriveranno da entrambe le sponde dell’Atlantico. Martedì, Markit pubblicherà le stime preliminari delle PMI di giugno. La produzione manifatturiera e l’attività dei servizi dovrebbero rimbalzare ulteriormente dai minimi storici, ma anche rimanere entro i livelli di contrazione.

Gli Stati Uniti pubblicheranno gli ordini di beni durevoli di maggio, visti al 7,1% dal -17,7% del mese precedente, e la versione finale del PIL del primo trimestre, prevista invariata al -5,0%. Venerdì il Paese pubblicherà anche i dati relativi al reddito personale e alla spesa personale per il mese di maggio, che includono l’inflazione PCE di base per lo stesso mese.

L’UE offrirà la stima preliminare della fiducia dei consumatori di giugno, che si prevede in miglioramento a -15 da -18,8 a -15. La Germania presenterà l’indagine IFO di giugno sul clima imprenditoriale e sulla fiducia dei consumatori di GFK, che si prevede sia peggiorata a -21,7 da -18,9 del mese precedente.

Analisi tecnica EUR/USD

Per il momento il quadro di analisi tecnica del cambio EUR/USD continua ad essere sufficientemente positivo, con contestuale perdita della forza ribassista di qualche tempo fa. Sotto quota 1,1170, il primo supporto si trova a 1,1095. Il biglietto verde potrebbe rafforzarsi fino a questo punto se verrà supportato da dati statunitensi macro soddisfacenti, come è successo questa settimana. Al rialzo, c’è un livello di resistenza immediata a 1,1270, mentre oltre quest’ultimo la coppia può recuperare verso la zona di prezzo 1,1340/60.

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