Il cambio euro dollaro è crollato per la seconda settimana consecutiva, toccando quota 1,0644, il livello più basso da aprile 2017, rimbalzando solo modestamente nel fine settimana. È stata dunque un’altra settimana particolarmente intensa per il cambio, con l’epidemia da coronavirus che ha tenuto gli investitori sulle spine e che ha portato gli investitori a correre alla cieca verso il dollaro, qualificandolo come bene rifugio nel mercato valutario.

Il ruolo delle banche centrali

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Il panico in atto sui mercati finanziari ha costretto le banche centrali ad adottare misure annunciate e particolarmente drastiche.

Dopo aver tagliato i tassi di 50bps un paio di settimane fa, la Federal Reserve statunitense ha annunciato un ulteriore taglio di 100bps domenica scorsa e ha stabilito swap di liquidità in dollari con cinque banche centrali, la Bank of Canada, la Bank of England, la Bank of Japan, la BCE e la Banca Nazionale Svizzera.

Nel corso della stessa settimana, la banca centrale ha poi esteso le sue linee di swap ad altre nove banche centrali, che rimarranno in vigore per almeno sei mesi. La decisione doveva aiutare le banche centrali a soddisfare la domanda di dollari da parte delle aziende locali e delle istituzioni finanziarie nel bel mezzo della crisi del coronavirus. Inoltre, la Fed ha annunciato che inizierà ad acquistare obbligazioni societarie per fornire finanziamenti a breve termine alle imprese.

La Banca Centrale Europea non è rimasta indietro. Lagarde ha annunciato un pacchetto di emergenza, del valore di 750 miliardi di euro per l’acquisto di titoli del settore pubblico e privato, mentre si dice che la Germania stia pianificando un “Fondo di solidarietà” fino a 40 miliardi di euro, destinato a salvare le piccole imprese e i lavoratori colpiti dalla crisi in corso.

Ecco i primi dati macro negativi

Intanto, iniziano a fioccare i primi dati macro negativi, perché inglobano gli effetti della pandemia.

La Germania ha ad esempio pubblicato il ZEW Economic Sentiment Survey per il mese di marzo, che ha mostrato che la fiducia è crollata. Per l’Unione Europea, il dato aggregato è sceso a -49,5, lo stesso risultato della Germania, entrambi molto al di sotto delle previsioni già negative. Inoltre, il Paese ha pubblicato un’inaspettata stima preliminare dell’indagine IFO per lo stesso mese, che ha mostrato che il Business Climate è sceso a 87,7. Negli Stati Uniti, le richieste di disoccupazione settimanali per la settimana terminata il 13 marzo sono salite a 281 mila, molto peggio dei 220 mila previsti.

Dato che in tutto il mondo sono state annunciate delle misure di blocco nel bel mezzo dell’epidemia di coronavirus, il Census Bureau statunitense ha sospeso le operazioni sul campo per due settimane. Detto questo, il rilascio di alcuni dati macroeconomici potrebbe essere modificato nei prossimi giorni.

Finora, il calendario macroeconomico include per la settimana le stime preliminari di Markit per l’attività di March Manufacturing and Services nell’Unione e negli Stati Uniti. In Germania e nell’UE i numeri dovrebbero essere migliorati rispetto ai dati finali di febbraio. I dati USA, al contrario, sono previsti al di sotto delle precedenti letture finali.

 Gli Stati Uniti rilasceranno mercoledì prossimo, in febbraio, gli ordini di beni durevoli, e la versione finale del 4° trimestre del PIL giovedì, entrambi considerano le vecchie notizie a questo punto. Venerdì, verrà rilasciato il dato sulla spesa e sul reddito di febbraio, inclusa l’inflazione core PCE, quest’ultima attualmente all’1,6%. Entro la fine della settimana, la Germania presenterà le stime preliminari sull’inflazione di marzo.

Analisi tecnica cambio euro dollaro

Il cambio EUR/USD si aggira intorno a 1,0740, e le letture tecniche a lungo termine indicano che gli orsi domineranno ancora la scena, con previsioni di ribasso, poiché gli indicatori tecnici si dirigono veso livelli negativi, con il Momentum al suo minimo dell’anno e l’RSI a 38. La coppia è scesa al di sotto di tutte le sue medie mobili.

Il rischio rimane dunque decisamente verso il basso, con 1,0644 come supporto immediato, in rotta verso la zona di prezzo 1,0580. Al di sotto di quest’ultimo, febbraio 2017 a 1,0492 è il prossimo possibile obiettivo ribassista. La prossima settimana le resistenze arriveranno a 1,0770, 1,0830 e 1,0900.

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