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Cambio euro dollaro analisi tecnica 24-28 giugno 2019

Cambio euro dollaro analisi tecnica 24-28 giugno 2019

  • Di RobertoR
  • Pubblicato il 24 Giugno 2019
  • Aggiornato il 24 Giugno 2019

La scorsa settimana ha costituito una serie di sessioni piuttosto deboli contro il dollaro, che ha concluso con una posizione ai minimi da cinque mesi contro lo yen, e che ha confermato le proprie difficoltà nei conronti dell’euro dopo la svolta dovish da parte della Federal Reserve, con il braccio monetario che si è riunito nel meeting di giugno in un clima più “acceso” del consueto e di quanto previsto.

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Ma che cosa succederà nel corso della settimana che inizia oggi? L’euro continuerà a rafforzarsi o il dollaro statunitense riprenderà vigore?

Cambio euro dollaro analisi tecnica 24-28 giugno 2019

Archiviati i meeting della BCE e del FOMC, da questa e dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, l’attenzione si sposta ora sul fronte commerciale.

Appare infatti evidente che il perno di molte situazioni turbolente in ottica globale sia pur sempre rappresentato dalla delicata situazione relazionale tra gli Stati Uniti e la Cina, con i due “vertici” delle rispettive amministrazioni che non sembrano compiere passi in avanti sostanziali (anzi, molte velate “minacce” tra i botta e risposta potrebbero acuire la tensione), ma che potrebbero comunque poggiare su una fitta rete di scambi diplomatici più o meno formali.

Bisognerà ora comprendere se USA e Cina riusciranno o meno a sciogliere le tensioni al G20 in programma nel corso della settimana in Giappone. Evidentemente, nessuno si attende dei passi concreti, ma i mercati potrebbero già essere più lieti nel vedere un rasserenamento delle relazioni, magari attraverso una stretta di mano e qualche dichiarazione più bonaria del solito.

Il presidente Xi Jinping e Donald Trump sono infatti attesi incontrarsi a margine del summit, ma non certamente per poter formalizzare una mossa definitiva (se così fosse, sarebbe una grande sorpresa per tutti).

Attenzione alla disputa tra Stati Uniti e Iran

Un altro fronte particolarmente attento, che potrebbe sfociare in gravi ripercussioni internazionali, è poi quello tra Stati Uniti e Iran.

Per il momento le tensioni tra i due Paesi, esplose dopo l’abbattimento di un drone militare, non sono ancora a livelli di guardi, ma potrebbero da un momento all’altro accentuarsi. Sul mercato valutario questa tensione ha finito con lo sfavorire il dollaro statunitense, e favorire lo yen, in qualità di safe haven per eccellenza.

Euro / dollaro, dati macro danno una mano alla valuta unica europea

Per quanto concerne poi il cambio euro dollaro, una mano d’aiuto alla valuta unica europea è arrivata anche da quanto accaduto in orbita macroeconomica e fondamentale. I sondaggi Pmi danno in particolar modo segnali di rafforzamento dell’attività manifatturiera in Germani e in Francia, superando le attese del mese di giugno.

Una sintesi sulla riunione FOMC

Facciamo ora un piccolo passo indietro, per poter commentare brevemente la riunione FOMC della scorsa settimana. Un meeting che non è stato particolarmente stupefacente, considerato che i tassi di interesse di riferimento  sono rimasti invariati. Tuttavia, il messaggio chiave che è emerso da questo evento è stato particolarmente consistente: eliminando il termine paziente dal comunicato ufficiale, come da attese, la Fed ha assunto una posizione da colomba.

La valutazione economica che il braccio di politica monetaria dell’istituto federale statunitense ha compiuto è evidentemente stata positiva, ma le variazioni della direzione della politica sono state giustificate da deboli prospettive di inflazione.

In questo momento, il mercato finanziario sta scontando la possibilità che possano esserci tre tagli  dei tassi di interesse di riferimento nel corso del 2019, con il primo intervento che sta per giungere, e che salvo sorprese dovrebbe arrivare proprio nel mese di luglio. Gli altri due tagli dovrebbero poi seguire a settembre e a fine anno, con una probabilità  del 70%, contro il 45% della precedente riunione.

Dinanzi a tale scenario, la propensione al rischio ha reagito nel  modo in cui era più prevedibile. Le azioni statunitense sono salite solo marginalmente, mentre il dollaro ha perso terreno contro quasi tutte le principali valute controparte.

A questo punto, sulla scia delle attese secondo cui la banca centrale statunitense continuerà a svalutare il dollaro, i prezzi dell’oro si sono impennati. Il focus è comunque ciò che potrebbe avvenire in area dollaro.

Trump ha dapprima criticato le mosse di Draghi, accusandolo di aver deprezzato l’euro, ma poi ha pubblicato una serie di tweet con i quali ha lasciato intendere un invito per un dollaro più debole.

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