Quella che è alle nostre spalle è stata una buona settimana per l’euro, che ha rimbalzato contro il suo rivale americano. La coppia EUR/USD non è riuscita a recuperare il terreno perso nelle settimane precedenti, ma si è mossa comunque verso il massimo biennale di 1,2349.

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Un calendario macroeconomico scarso, le banche centrali poco attive e le preoccupazioni legate al coronavirus hanno controbilanciato le speranze che l’immunizzazione con il vaccino metta presto fine alla pandemia e permetta alle economie di tornare sul sentiero della crescita.

Joe Biden giura come presidente

Joe Biden è diventato il 46° presidente degli Stati Uniti mercoledì scorso, mettendo fine all’era Trump. Ha firmato diversi ordini esecutivi legati alla promozione della lotta contro il coronavirus, ma anche relativi a un oleodotto chiave che porta il greggio canadese negli Stati Uniti. Il presidente Biden ha deciso di revocare la licenza per Keystone XL, in mezzo ai suoi controversi effetti sull’ambiente e confermando che proteggere la salute pubblica e l’ambiente sono tra i progetti principali. Ha riportato gli Stati nell’accordo di Parigi sul cambiamento climatico e si è impegnato a tornare all’OMS.

C’è una cosa, tuttavia, che Biden non cambierà, ed è il rapporto tra gli Stati Uniti e la Cina. La guerra commerciale è viva e vegeta, sotto l’ombra della pandemia. Eppure, la relazione tra i due giganti economici non è affatto vicina a migliorare, soprattutto dopo che la Cina ha imposto sanzioni a diversi repubblicani nell’ultimo giorno di Trump in carica.

La BCE commenta dati desolanti

Giovedì, la Banca centrale europea ha tenuto una riunione di politica monetaria. Come ampiamente previsto, i politici europei hanno lasciato la politica attuale invariata, prevedendo che non ci saranno cambiamenti alla situazione attuale almeno fino a marzo 2022. Il presidente Christine Lagarde ha ripetuto che l’attuale politica rimarrà accomodante, ma non ha accennato all’urgenza di espandere gli stimoli.

Per quanto riguarda i dati, le cifre macroeconomiche continuano a confermare che le principali economie stanno lottando per sopravvivere alla pandemia. L’inflazione nell’Unione si è mantenuta entro livelli negativi a dicembre, con il CPI annuale tedesco confermato a -0,7% e l’indice UE a -0,3%. Il sondaggio ZEW ha mostrato che il sentimento economico nell’Unione è migliorato a 58,3 in gennaio e a 61,8 in Germania, anche se la valutazione della situazione attuale rimane vicina ai minimi storici.

I dati minori dagli Stati Uniti sono stati leggermente incoraggianti, dato che le richieste iniziali di lavoro sono scese a 900K nella settimana terminata il 15 gennaio, mentre i dati relativi alle abitazioni di dicembre hanno mostrato segni di miglioramento.

Venerdì, Markit ha rilasciato le stime preliminari dei suoi PMI di gennaio. Le letture dell’UE hanno mostrato che l’attività manifatturiera è rimasta entro i livelli di espansione, ritirandosi comunque dai livelli di dicembre. D’altra parte, il settore dei servizi è stato il più colpito dalle recenti chiusure in Europa, con gli indici Markit che indicano una contrazione. I dati statunitensi sono stati incoraggianti, dato che il Markit Manufacturing PMI per lo stesso mese è migliorato a 59,1 mentre l’indice dei servizi è arrivato a 57,5, entrambi sopra il precedente e battendo le aspettative del mercato.

Riunione Fed in programma mercoledì

La Federal Reserve statunitense terrà una riunione di politica monetaria mercoledì prossimo, costituendo così l’evento più rilevante della settimana, anche se ci si aspetta che la banca centrale mantenga invariata la sua politica monetaria. Gli Stati Uniti pubblicheranno gli ordini di beni durevoli di dicembre all’inizio di quel giorno, visti con un modesto anticipo dello 0,9%. Giovedì, il paese rilascerà la stima preliminare del prodotto interno lordo del quarto trimestre, previsto al 2,8% QoQ dal 3,7% del trimestre precedente.

Dall’altra parte dell’Atlantico, il calendario macroeconomico sarà più leggero. Lunedì, la Germania pubblicherà il sondaggio IFO di gennaio, mentre giovedì, l’UE rilascerà l’indicatore del sentimento economico di gennaio. Entro la fine della settimana, la Germania svelerà la stima preliminare del suo PIL del quarto trimestre, precedentemente all’8,5% QoQ.

Analisi tecnica EUR/USD

La coppia EUR/USD si dirige verso la chiusura settimanale al suo massimo della settimana, una manciata di pips sotto la cifra di 1,2200. Il trend a lungo termine è rialzista, ma nel breve termine manca una direzionalità.

I tori avranno maggiori possibilità di crescita se la coppia dovesse estendere la sua avanzata oltre 1,2222, il massimo giornaliero del 13 gennaio e il livello di resistenza più immediato. Sopra di esso, 1,2300 e 1,2350 sono i prossimi livelli da tenere d’occhio. Un breakout rialzista oltre quest’ultimo apre le porte per un’estensione verso 1,2413, massimo mensile di aprile 2018.

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