• Cos’è il crowdinvesting?
  • Tipologie di crowdinvesting
  • Lo stato del crowdinvesting in Italia

Cos’è il crowdinvesting?

Il crowdinvesting è una particolare sottocategoria del crowdfunding che permette la raccolta di capitale da parte delle imprese, rappresentando una alternativa finanziaria al tradizionale canale bancario. Tale modello di finanziamento collettivo è rivolto a persone fisiche, investitori professionali e istituzionali che ottengono un rendimento sul capitale investito, a differenza di altre forme di crowdfunding, come il modello di donation-based, nel quale il sostenitore non riceve un ritorno economico o ricompensa per la partecipazione alla causa o progetto.

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Prima di addentrarci nelle diverse tipologie all’interno della categoria finanziaria del crowdinvesting, andiamo a conoscere alcune delle caratteristiche che condividono tra loro:

Digitalizzazione: le operazioni si svolgono interamente online. Questa è la caratteristica fondamentale, ossia, la presenza di portali online (abilitati da Consob) che consente l’incontro tra imprese e finanziatori.

Crowd: ovvero “folla”. Le somme raccolte possono essere descritte come uno sforzo di una rete di soggetti, imprese o privati, che uniscono le proprie risorse per finanziare un progetto.

Valore dell’investimento: possiamo parlare di una democratizzazione dell’investimento perché gli investimenti partono da un importo minimo piuttosto contenuto.

Tipologie di crowdinvesting

crowdinvesting

Equity crowdfunding

L’equity crowdfunding consente a chiunque, investitori professionali e non, di investire direttamente in società italiane dall’elevato potenziale, in maniera online, diventandone soci. Questo modello, introdotto in Italia nel 2012, traducibile con “finanziamento partecipato”, inizialmente offriva l’opportunità di raccogliere capitale esclusivamente alle startup innovative, successivamente con gli aggiornamenti della normativa risalenti all’anno 2018 ha aperto tale possibilità anche alle piccole e medie imprese italiane. Attualmente, attraverso questo strumento è possibile investire, a partire da piccole somme, in tre categorie di imprese:

Start-up e Start-up innovative: società ad alto contenuto tecnologico in una fase iniziale della loro vita. Questa tipologia di imprese ha una forte potenzialità di crescita in ricavi e valore, rappresentando pertanto nel lungo termine un’elevata possibilità di guadagno. Allo stesso tempo, a tali caratteristiche consegue un elevato rischio legato alla possibilità di fallimento.

PMI e PMI innovative: società di media dimensione con business più “tradizionali” rispetto alle start-up. Hanno un orizzonte di crescita più limitato ma allo stesso tempo una struttura societaria e un business già consolidati e ben definiti, il tutto si traduce in minor probabilità di fallimento.

Organismo di investimento collettivo del risparmio (“OICR”) che investe prevalentemente in PMI: offrono opportunità di investimento intrinsecamente diversificate. Si tratta quindi di una soluzione interessante per chi vuole affidarsi a professionisti e avere, in un colpo solo, un portafoglio con un sottostante variegato.

Queste società aprono per un periodo limitato di tempo il loro capitale sociale, permettendo agli investitori di sottoscrivere quote societarie ottenendo così i relativi diritti patrimoniali e amministrativi che ne derivano e un futuro rendimento economico. Rendimento che si può concretizzare in due forme: la possibilità di ottenere dividendi, derivanti dalla distribuzione dell’utile annuale, o capital gain (plusvalenza), il quale può derivare da un exit dell’impresa o dalla cessione delle quote societarie. In quest’ultimo caso, il rendimento varia in base ai successi ottenuti dalla società in cui si è investito e il prezzo a cui si decide di vendere.

Il portale di equity crowdfunding bergamasco WeAreStarting è l’unico ad offrire gratuitamente agli investitori il servizio di intestazione delle quote secondo il regime alternativo che concede la possibilità di vendere e trasferire le proprie quote di società senza sostenere gli elevati costi di servizio (come notai/commercialista). Per il momento, lo scambio delle quote a costo zero è disponibile per determinate campagne, aventi ad oggetto società a responsabilità limitata.

Per le imprese l’equity crowdfunding rappresenta non solo una nuova alternativa di finanziamento, ma anche uno strumento per validare il progetto, avere un feedback della community, e ottenere una maggior visibilità del brand, mentre che per gli investitori è un’opportunità di investire nell’economia reale del paese, diventando parte attiva del tessuto industriale, e in cambio, ottenere un rendimento economico.

Lending crowdfunding

Il lending crowdfunding, al pari degli altri modelli, trasferisce sul web un’attività finanziaria che nella fattispecie risulta essere la concessione di prestiti. Conosciuto anche come “peer to peer lending” (P2P lending), si tratta di una particolare tipologia di finanziamento che si avvale dell’intermediazione di piattaforme le quali offrono a privati o imprese la possibilità di ottenere capitale sotto forma di prestiti da potenziali prestatori. A differenza dal tradizionale canale bancario questo modello digitale offre una serie di vantaggi, tra i quali – a favore dei richiedenti – una rapida valutazione della richiesta e, qualora andasse a buon fine, un rapido ottenimento dei fondi, mentre – a beneficio dei prestatori – offre il vantaggio di ottenere tassi d’interesse superiori alle forme di investimento tradizionale, anche investendo poche decine di euro.

Tra le forme di lending crowdfunding troviamo anche la versione digitalizzata dello “sconto fatture”. Detto anche Invoice trading è quell’operazione che consente all’impresa la cessione di una o più fatture commerciali, ottenendo dagli investitori un anticipo che si aggira intorno all’85%-90% dell’importo della fattura. In cambio, i finanziatori trattengono una percentuale del valore complessivo della stessa. In Italia, l’Invoice Trading o Invoice Financing esiste dal 2013, ma la prima piattaforma che utilizza tale metodo è Marketinvoice nata nel 2011 a Londra.

Real estate crowdfunding

L’industria del real estate crowdfunding arriva in Italia nel 2018 e si suddivide in due tipologie, equity e lending, consentendo agli investitori di partecipare online al finanziamento di progetti immobiliari in ambito residenziale o commerciale. Il progetto può essere collegato all’acquisto di un immobile per metterlo a reddito, alla ristrutturazione di una proprietà immobiliare per essere messa a reddito o venduta (maturando così una plusvalenza) o all’investimento in un’infrastruttura.

Il rendimento economico dipende dalla tipologia di investimento adottata dalla piattaforma. Nelle piattaforme di tipo lending, la “folla” che partecipa ai progetti presta capitale che risulterà incrementato dagli interessi maturati una volta concluso l’investimento. Dall’altro lato, una piattaforma equity prevede che gli investitori acquistino una quota della società che realizzerà il progetto immobiliare. In questo caso il rendimento sarà dato dalla differenza tra prezzo di vendita dell’immobile e il capitale investito.

Lo stato del crowdinvesting in Italia

A che punto siamo in Italia? A fine luglio è stato pubblicato il quinto Report italiano sul Crowdinvesting realizzato dall’Osservatorio del Politecnico di Milano, dal quale si evince come il crowdinvesting continui a crescere nel nostro Paese. Lo studio rivela , alla data del 30 di giugno, che i fondi raccolti tramite crowdfunding ammontano a 908 milioni di euro (contro i 517 del 2019), evidenziando come questa sia un’alternativa valida di ottenere liquidità immediata, soprattutto in questo particolare periodo storico.

L’equity crowdfunding ha visto un raddoppio dei volumi di raccolta rispetto al 2018, arrivando a una raccolta complessiva di 159 milioni di euro, di cui 76,6 sono stati raccolti solo da luglio 2019 a giugno 2020. Sono state condotte 595 campagne, di cui 193 negli ultimi 12 mesi su 42 piattaforme autorizzate. Tra le società offerte dai portali, guadagnano spazio le PMI (innovative e non), ma il mercato è ancora dominato dalle startup innovative. Tra le campagne relative a PMI risalta il caso di Pr.Ali.Na., storica PMI pugliese operante nel “tradizionale” settore food che ha chiuso 3 campagne di successo sul portale di WeAreStarting per una raccolta complessiva di 730 mila euro, rivelando come questo sia un ottimo strumento per le giovani aziende ma anche per le imprese più consolidate in fase di crescita o internazionalizzazione.

Per quanto riguarda il lending, sono 6 le piattaforme attive destinate a finanziare persone fisiche e 11 dedicate alle imprese, con una raccolta che raggiunge 749 milioni di euro, di cui 314,2 solo negli ultimi mesi.

Per ultimo, il mercato del real estate ha visto quasi triplicati i fondi raccolti negli ultimi mesi, raggiungendo i 48,7 milioni (+185% rispetto al periodo precedente) di cui 19,5 milioni dalle piattaforme equity e 29,2 milioni dai portali lending, mentre l’anno scorso erano 6 le piattaforme attive, oggi possiamo contare con ben 10.

Le previsioni per il secondo semestre dell’anno e il primo del 2021 sembrano incoraggianti, il Report del POLIMI prevede un ulteriore incremento sia del comparto dell’equity che del real estate.

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