La Fed potrebbe aumentare nuovamente i tassi nella riunione del 15-16 settembre 2026, ma lo scenario resta molto più incerto di quanto sembrasse soltanto pochi giorni fa. Il mercato continua infatti a oscillare tra la necessità di frenare un’inflazione ancora elevata e i primi segnali di rallentamento provenienti dall’economia statunitense.
Il mercato ora vede praticamente un testa a testa

Le aspettative sono cambiate rapidamente. Dopo le dichiarazioni più aggressive del presidente della Fed Kevin Warsh e l’aumento dei prezzi dell’energia, la probabilità di un rialzo di 25 punti base a settembre era salita oltre il 60%.
Le parole di Waller hanno però ridimensionato queste attese, riportando la probabilità implicita nei futures verso il 50%.
La Federal Reserve si trova quindi davanti a due rischi opposti. Aumentare ancora i tassi potrebbe rallentare eccessivamente economia e mercato del lavoro; lasciarli invariati potrebbe invece permettere all’inflazione di restare sopra l’obiettivo del 2% più a lungo del previsto.
A complicare il quadro contribuisce anche il recente aumento del petrolio, che rischia di riaccendere le pressioni sui prezzi proprio mentre la banca centrale cerca conferme sul processo di disinflazione.
Occupazione e inflazione decideranno la mossa della Fed
I dati pubblicati prima della riunione saranno quindi determinanti. Particolare attenzione è rivolta al mercato del lavoro statunitense e soprattutto ai nuovi dati sull’inflazione attesi l’11 settembre.
Un aumento dei prezzi superiore alle attese potrebbe riportare rapidamente in primo piano l’ipotesi di un rialzo. Al contrario, segnali di raffreddamento dell’inflazione accompagnati da un indebolimento dell’occupazione rafforzerebbero la possibilità di lasciare i tassi invariati.
Waller ha chiarito che, se la disinflazione continuerà, preferirebbe concedere più tempo all’attuale politica monetaria prima di intervenire nuovamente. Se invece i prezzi dovessero tornare ad accelerare, sarebbe pronto a sostenere un aumento.
La Fed arriva quindi alla riunione di settembre senza una direzione già definita. Con il mercato diviso praticamente a metà tra rialzo e tassi invariati, saranno gli ultimi dati economici a determinare quale delle due opzioni prevarrà.
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