MPS prova a ribaltare gli equilibri del risiko bancario italiano con una mossa di enorme portata. Monte dei Paschi di Siena ha lanciato due offerte pubbliche di scambio su Banco BPM e Banca Generali, per un valore complessivo vicino ai 34 miliardi di euro, cercando contemporaneamente di difendersi dall’offerta avanzata da Intesa Sanpaolo.

Due offerte per circa 34 miliardi di euro

Due manager si stringono la mano sopra pile di monete, con banche e bandiere europee sullo sfondo
Risiko bancario 2026 – MeteoFinanza.com

La proposta valuta Banco BPM circa 25,3 miliardi di euro, mentre per Banca Generali la valutazione arriva a circa 8,7 miliardi. Entrambe le operazioni verrebbero realizzate attraverso uno scambio di azioni, senza quindi ricorrere principalmente a pagamenti in contanti.

Nel caso in cui entrambe andassero a buon fine, nascerebbe uno dei maggiori gruppi bancari italiani, con una presenza molto più forte sul territorio e un peso crescente nei servizi finanziari ad alta redditività.

L’obiettivo dichiarato è costruire valore attraverso l’integrazione delle attività, evitando invece lo smembramento di MPS che potrebbe verificarsi nell’ambito dell’offerta presentata da Intesa Sanpaolo.

MPS punta su sinergie e gestione del risparmio

La combinazione con Banco BPM permetterebbe a MPS di aumentare fortemente la propria rete commerciale, soprattutto nel Nord Italia. Banca Generali aggiungerebbe invece un’attività particolarmente importante nel wealth management e nella consulenza finanziaria, settori caratterizzati generalmente da margini elevati e minore assorbimento di capitale.

Il progetto punta a generare importanti sinergie attraverso riduzione dei costi, maggiore efficienza e possibilità di distribuire più prodotti alla nuova base clienti. Il nuovo gruppo avrebbe inoltre una dimensione sufficiente per competere più direttamente con Intesa Sanpaolo e UniCredit.

MPS ha anche previsto una distribuzione straordinaria complessiva di circa 4 miliardi di euro ai propri azionisti, elemento pensato per rendere il progetto più interessante in vista del necessario voto dei soci.

Restano ostacoli importanti

La doppia operazione è però tutt’altro che semplice. Crédit Agricole controlla quasi il 30% di Banco BPM, mentre Generali possiede la maggioranza di Banca Generali. Il successo delle offerte dipenderà quindi anche dalla posizione assunta da questi grandi azionisti.

A questo si aggiunge la necessità di ottenere il sostegno dell’assemblea di MPS. Essendo la banca stessa oggetto dell’offerta di Intesa, operazioni di questa portata richiedono un passaggio particolarmente delicato con gli azionisti.

La partita sul risiko bancario italiano entra quindi in una fase ancora più complessa. Con la doppia offerta su Banco BPM e Banca Generali, MPS non sta semplicemente cercando di difendersi da Intesa: sta proponendo un’alternativa industriale capace, se realizzata, di ridisegnare una parte importante del settore bancario italiano.

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