Unipol potrebbe essere uno dei protagonisti meno evidenti ma più interessanti del riassetto che ruota intorno a Monte dei Paschi di Siena. L’offerta lanciata da Intesa Sanpaolo su MPS prevede infatti la successiva cessione a Unipol di un importante perimetro bancario, destinato poi a essere integrato con BPER.

L’accordo riguarda circa 635 filiali, il marchio Monte dei Paschi di Siena e una rete con circa 55 miliardi di euro di raccolta diretta, 42 miliardi di impieghi e circa due milioni di clienti. Il valore dell’operazione viene indicato in una fascia compresa tra 3 e 3,5 miliardi di euro.

Per Unipol il punto centrale non è quindi soltanto ampliare la propria esposizione bancaria, ma utilizzare BPER per costruire una piattaforma molto più grande sulla quale distribuire prodotti assicurativi e finanziari.

Unipol potrebbe rafforzare enormemente la propria rete distributiva

Uno schermo con un grafico finanziario e la scritta Unipol
Unipol – MeteoFinanza.com

Il vero valore strategico dell’operazione è nella distribuzione. Unipol possiede già un forte legame con BPER, di cui è il principale azionista, e l’integrazione delle attività provenienti da MPS consentirebbe di aumentare in maniera significativa la base di clienti raggiungibili dal gruppo.

Le attività destinate a Unipol comprenderebbero infatti una rete bancaria autonoma con centinaia di filiali e milioni di clienti. Successivamente, il progetto prevede l’unione con BPER mantenendo il marchio MPS, creando una realtà con una presenza territoriale molto più ampia.

Per una compagnia assicurativa questo aspetto è particolarmente importante. Più clienti bancari significano maggiori opportunità di collocare polizze auto, casa, salute, protezione e prodotti di investimento attraverso la rete.

Il vantaggio potenziale non si limita quindi ai risultati della banca. Il gruppo potrebbe riuscire a estrarre valore anche attraverso l’aumento della penetrazione assicurativa sui clienti acquisiti, rafforzando ulteriormente il modello bancassicurativo che rappresenta da anni uno dei pilastri della strategia di Unipol.

Le sinergie possono spingere utili e dividendi di BPER

Gli analisti che hanno valutato l’operazione vedono un potenziale significativo soprattutto per BPER.

Le stime indicano la possibilità di ottenere un incremento a doppia cifra degli utili per azione e dei dividendi per azione grazie alle sinergie derivanti dall’integrazione. Alcune valutazioni ipotizzano inoltre circa 0,50 euro per azione di creazione di valore e una crescita aggiuntiva dell’utile nell’ordine del 10% entro il 2028.

Questo scenario avrebbe naturalmente riflessi anche su Unipol. Una BPER più grande, più redditizia e capace di distribuire dividendi maggiori aumenterebbe il contributo della partecipazione bancaria ai risultati complessivi del gruppo assicurativo.

È proprio questa struttura a rendere l’operazione particolarmente interessante. Unipol potrebbe beneficiare contemporaneamente della crescita della partecipata e dell’aumento delle opportunità commerciali nel proprio business assicurativo.

Il gruppo si troverebbe quindi a monetizzare l’espansione in due modi differenti: attraverso il rendimento della partecipazione in BPER e attraverso le nuove possibilità di vendita dei propri prodotti alla clientela bancaria.

Il prezzo pagato sarà decisivo per capire il vero valore creato

Il potenziale esiste, ma il risultato finale dipenderà inevitabilmente dal prezzo effettivamente pagato e dalla capacità di integrare la nuova rete.

L’accordo con Intesa indica un controvalore compreso tra 3 e 3,5 miliardi di euro. Il perimetro comprende attività che avrebbero un utile netto stimato tra 400 e 460 milioni di euro, un rapporto che rende l’operazione interessante soprattutto se le sinergie previste verranno effettivamente realizzate.

La vera sfida sarà evitare che i costi di integrazione assorbano una parte troppo elevata dei benefici. Portare centinaia di filiali, sistemi informatici, personale e clienti all’interno di una nuova struttura richiede tempo e può generare spese significative nel breve periodo.

Il vantaggio per Unipol e BPER è quello di avere già esperienza con operazioni complesse. La recente integrazione di Banca Popolare di Sondrio ha rafforzato ulteriormente la dimensione di BPER e ha contribuito al miglioramento dell’outlook sul rating della banca.

Se anche l’integrazione delle attività MPS dovesse procedere senza particolari problemi, il gruppo potrebbe ritrovarsi con una piattaforma bancaria sensibilmente più grande nel giro di pochi anni.

Il 2027 sarà l’anno chiave per l’operazione

I tempi restano comunque lunghi. Il completamento dell’offerta di Intesa su MPS richiede le autorizzazioni regolamentari e l’intero processo dovrebbe svilupparsi tra la fine del 2026 e il 2027.

Secondo le indicazioni fornite da Carlo Cimbri, l’acquisizione del perimetro bancario potrebbe avvenire nella prima metà del 2027, mentre il completamento dell’intera integrazione è atteso entro la fine dello stesso anno.

Questo significa che l’impatto pieno sui risultati non sarà immediato. Il mercato dovrà probabilmente valutare l’operazione sulla base delle sinergie attese e non soltanto dei primi contributi economici.

Per Unipol, però, il quadro strategico appare piuttosto chiaro: rafforzare BPER, ampliare enormemente la rete distributiva e utilizzare la nuova base clienti per aumentare anche la penetrazione dei prodotti assicurativi.

Se le integrazioni verranno completate senza costi superiori alle attese, il deal MPS potrebbe quindi creare valore non soltanto attraverso la crescita bancaria, ma anche rafforzando uno dei vantaggi competitivi più importanti del gruppo: la capacità di combinare banca e assicurazione all’interno della stessa rete commerciale.

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