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Meteofinanza.com - lunedì, 28 maggio 2018

PIL (Prodotto interno lordo): cos’è/definizione, formula e calcolo

Il PIL (Prodotto Interno Lordo) è uno degli indicatori macroeconomici più importanti e, sicuramente, anche uno degli indicatori che meglio di altri può sintetizzare l’andamento di un’economia nazionale. Rappresenta infatti il complessivo valore monetario di tutti i beni e di tutti i servizi che sono stati prodotti all’interno di un Paese in un determinato periodo di tempo (generalmente coincidente con un anno) e, proprio per questo motivo, può ben esprimere le dimensioni e il trend di un’economia.

PIL (Prodotto interno lordo): cos’è/definizione, formula e calcolo

Di norma, il PIL viene espresso non in termini assoluti, bensì in termini relativi su base annua. Pertanto, dire che il PIL è cresciuto del 3%, sta a significa che l’economia è cresciuta del 3% da un anno all’altro.

A questo punto, risulta già chiaro comprendere che la produzione e la crescita economica, come appunto indicato dal PIL, hanno un grande impatto sullo stato di salute di un Paese: quando il PIL cresce in maniera sostenuta, infatti, in genere è più facile osservare una condizione di disoccupazione più bassa e di salari più elevati, poiché le imprese richiederanno più lavoro per poter soddisfare l’economia in crescita.

Ma non solo: una modifica significativa del PIL, sia in salita che in discesa, e comunque oltre le attese, ha generalmente un impatto rilevante anche sul mercato finanziario, considerato che gli investitori si preoccupano sempre in modo prioritario della crescita del PIL, valutato che è uno dei fattori che gli economisti utilizzano per determinare se un’economia è in una recessione.

In che modo il PIL influenza il Forex?

I dati di aggiornamento del PIL sono molto importanti per ciascun trader che effettua degli investimenti sul Forex, visto e considerato che – come abbiamo visto – il PIL è probabilmente il biglietto da visita più significativo sull’andamento di un’economia nazionale (o di una macro area, come avviene per il PIL dell’eurozona).

Proprio per questo motivo tali dati determinano una significativa volatilità, e molte sono le speculazioni che precedono la pubblicazione di tali informazioni: gli operatori di mercato monitorano con particolare attenzione l’evoluzione di tali dati economici, inducendo l’ingresso o l’uscita da alcune posizioni proprio sulla base della divergenza che potrebbe determinarsi tra i nuovi dati e quelli correnti, o le attese e il consuntivo.

Peraltro, comprendere per quale motivo il PIL sia così impattante sul Forex trading non è certamente difficile. Il report sul PIL ha infatti ha un grosso peso per i trader di valuta, visto e considerato che è una “prova” della crescita economia, indicando dunque uno stimolo produttivo quando il segno è positivo, e uno stimolo improduttivo in caso negativo. Ne consegue che i trader cercheranno di sperimentare positive correlazioni tra i tassi di crescita del PIL e i tassi di interesse, che dovrebbero seguire la stessa direzione. Se infatti un’economia sta vivendo un periodo in cui vi è un forte tasso di crescita PIL, i benefici avranno impatti anche sul consumatore, aumentando la probabilità che costui spenda di più. A sua volta, la spesa più elevata porterà ad un aumento dei prezzi, che le banche centrali cercheranno di ponderare se iniziano a superare il tasso di crescita economica.

Come utilizzare il PIL per i vostri trading

Ma in che modo il dato sul PIL può influenzare il vostro trading? In linea di massima, vi sono tre tipi di reazioni di mercato che un investitore o un operatore può attendersi.

Anzitutto, una lettura del PIL che risulta essere inferiore a quella prevista determinerà una “vendita” della valuta nazionale rispetto alle sue controparti estere. Per esempio, una crescita del PIL peggiore del previsto negli Stati Uniti, potrebbe segnalare il rallentamento dell’economia nazionale, limitando il ricorso del dollaro statunitense, considerato che ridurrebbe le probabilità di un aumento dei tassi di interesse nel Paese.

In secondo luogo, se le aspettative degli analisti verranno rispettate (ovvero, il dato PIL viene confermato dal consuntivo, come dalle attese) è probabile che gli operatori di mercato si soffermeranno su nuove analisi e nuovi confronti. Dal momento che i valori stimati e quelli effettivi corrispondono, e non c’è nulla da confrontare su tale (assente) divergenza, il trader non potrà far altro che confrontare la cifra corrente con il trimestre precedente e, più spesso, anche la lettura dell’anno precedente. In questo modo avrà una migliore e più attendibile valutazione della situazione attuale, integrando poi tali elaborazioni con ulteriori informazioni macro.

In terzo luogo, una espansione economica più rapida di quanto previsto (cioè, un PIL che cresce più delle attese) sarà generalmente in grado di sostenere la valuta sottostante nei confronti dei suoi concorrenti esteri. In altri termini, se il PIL statunitense cresce più del previsto, il dollaro Usa potrebbe trarre vantaggio, conquistando posizioni contro le sue valute controparti. Maggiore è la lettura del PIL finale, pertanto, e maggiore sarà il sostegno fornito alla valuta di riferimento.

Si tenga infine conto che non tutti i dati di PIL hanno identica importanza. In particolar modo, i mercati finanziari rispondono in maniera molto più significativa e impattante nel momento in cui vengono rilasciati i dati del PIL degli Stati Uniti, della zona Euro, della Gran Bretagna e del Giappone, visto e valutato che le dinamiche economiche di questi Paesi hanno il maggior effetto sul “sentimento” di mercato e sulle sue tendenze complessive.

È proprio per il motivo di cui sopra che i trader dovrebbero diligentemente monitorare i numeri del PIL di questi Paesi, con specifico riferimento ai cross di riferimento: intuibilmente, infatti, un trader che negozia principalmente sul cambio EUR/USD, non potrà che dare uno sguardo a tutte le informazioni sui PIL delle aree di rilievo internazionale ma, soprattutto, su quella statunitense e quella dell’eurozona (e in essa non solamente al dato aggregato, quanto anche ai dati nazionali delle principali economie componenti).

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