IL CROSS EUR-USD RECUPERA TERRENO CON DIFFUSIONE DATI USA SOTTOTONO

Cambio Euro-Dollaro nuovamente tonico sul mercato del Forex, in ascesa di poco più dello 0,90% rispetto alla chiusura settimanale precedente. Gli scambi dell’ ultima seduta pre-natalizia si sono fermati a quota 1,1864, dopo un massimo a 5 sedute che si è spinto fino a quota 1,1903, a fronte di un minimo che nello stesso periodo si è attestato a quota 1,1737. Il biglietto verde, passata l’ euforia legata alla riforma fiscale USA ha dovuto fare i conti con una serie di dati macroeconomici provenienti dagli USA alquanto altalenanti, in primis quello relativo al PIL, nonché con la presa di posizione di alcuni esponenti del FOMC della FED che hanno espresso cautela sui futuri rialzi dei tassi USA.

LE NEWS ED I DATI MACRO PIU’ IMPORTANTI PER IL CAMBIO EURO-DOLLARO

La settimana macro europea, invece, ha avuto inizio con la lettura finale dell’ inflazione dell’ Eurozona del mese di Novembre, che evidenziando una variazione annua dell’1,5% si è attestata in linea con rilevazione preliminare. Corretto al ribasso, invece, il dato Core, filtrato delle categorie più volatili quali alimentari ed energia, è passato da +1% a +0,9%.
Euro su contro il dollaro nonostante la frenata evidenziata dall’ indice IFO tedesco del mese di Dicembre, in flessione a 117,2 punti, dai 117,6 punti evidenziati nel mese di Novembre, mentre le attese erano per una lettura in linea con la precedente, a 117,5 punti. In calo anche la rilevazione mensile sulle aspettative di business, che hanno registrato una contrazione a 109,5 punti, dai 111 punti di Novembre, mentre il consensus era per un calo più modesto a 110,7 punti. Il dato sulla valutazione dell’ attuale situazione, invece, ha mostrato un aumento a 125,4 punti,in salita dai 124,5 punti della precedente lettura mensile ( attese 124,7 punti ).

Ha deluso le aspettative il saldo della bilancia delle partite correnti di Eurolandia del mese di Ottobre, che pur registrando un avanzo di 30,8 miliardi di euro, è scesa rispetto ai 39,2 miliardi precedenti, attestandosi anche sotto i a 33,4 miliardi pronosticati dagli analisti.

Moneta unica europea che ha sfruttato le buone indicazioni arrivate con la lettura preliminare del dato relativo alla fiducia dei consumatori nell’ Eurozona, che a Dicembre ha evidenziato un incremento di 0,5 punti, oltre gli 0,2 punti indicati dagli analisti.

Biglietto verde giù e moneta unica su dopo che il governatore della FED di Minneapolis Neel Kashkari ha avvertito che l’ attuale politica monetaria della Federal Reserve, che prevede tre manovre di allentamento per il 2018 potrebbe gravare sull’ economia statunitense facendola precipitare in recessione. Kashkari, insieme al numero uno della FED di Chicago, Charles Evans, aveva votato contro il terzo rialzo dei tassi di quest’ anno.

Dollaro ulteriormente indebolito dalla lettura finale del PIL USA del terzo trimestre, rivista al ribasso al 3,2% dal 3,3% del dato preliminare. Il Prodotto Interno Lordo del trimestre Luglio-Settembre 2017, ha comunque fatto registrare il tasso di crescita maggiore degli ultimi due anni, sostenuto principalmente dagli investimenti aziendali.

Dopo il 3,1% evidenziato nel trimestre precedente, per la prima volta dal 2014, l’ economia statunitense ha messo a segno una crescita almeno del 3% per due trimestri consecutivi. Nei dettagli è comunque emerso che la spesa per i consumi, una voce che rappresenta più di due terzi della crescita, ha subito una correzione al ribasso al 2,2% dal 2,3% della stima preliminare. In calo anche il rapporto PIL-reddito interno lordo, uno degli indicatori più utilizzati dalla FED per monitorare la crescita, in discesa a +2,6% dal +2,9% del trimestre precedente. Gli utili aziendali, al netto delle imposte, hanno registrato un incremento del 5,7%, ma in lieve contrazione dal 5,8% del precedente trimestre, mentre gli utili non distribuiti, dopo due trimestri col segno meno, sono cresciuti del 13,9%.

Settimana densa di dati macro sul fronte immobiliare USA, che ha avuto inizio con la lettura dell’ indice NAHB, diffuso dalla National Association of Home Builders, secondo cui la fiducia dei costruttori statunitensi, nel mese di Dicembre è salita a 74 punti, in aumento dai 69 punti della stima mensile precedente, e contro i 70 punti attesi dagli analisti.

A Novembre il numero dei cantieri edili residenziali ha evidenziato un incremento a 1,297 milioni di unità, in crescita del 3,3%, contro un calo a 1,25 milioni di unità, atteso dagli analisti. Il saldo mensile dei permessi di costruzione, sempre nel mese di Novembre, invece, è sceso dell’ 1,3% a 1,298 milioni di unità, attestandosi comunque sopra 1,273 milioni di unità del consensus.

La National Association of Realtors ha invece reso noto che il saldo delle vendite di case esistenti di Novembre si è attestato a 5,81 milioni di unità, in aumento dalla precedente stima mensile, e ben oltre i 5,53 milioni di unità attesi dagli analisti. Il consueto report diffuso dalla Mortgage Bankers Association ( MBA ), relativo al saldo settimanale delle richieste di mutui ipotecari, ha evidenziato una flessione del 4,9% dando seguito al calo del 2,3% evidenziato dalla stima precedente . L’ indice che misura i prezzi delle abitazioni negli USA, il cosiddetto FHFA Index, elaborato dalla Federal Housing Finance Agency, nel mese di Ottobre, ha registrato un aumento dello 0,5% su base mensile ( attese +0,4% ). Mentre le vendite di case nuove, lo scorso mese, hanno evidenziato un balzo del 17,5%, in deciso aumento dal -1,7% della rilevazione di Ottobre. Gli analisti invece avevano indicato ancora una lettura in calo del 4,4%.

Dollaro in momentanea rimonta sull’ Euro dopo che il Dipartimento per il Lavoro USA ha reso noto che il saldo settimanale delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione, nell’ ottava terminata il 21 Dicembre, si è attestato a 245 mila unità, in salita dalle 225 mila unità della stima settimanale precedente, mentre i pronostici erano per una crescita più modesta, a 231 mila unità. Il numero delle richieste di sussidio continue, al 9 Dicembre, è invece cresciuto a 1,932 milioni di unità, in aumento da 1,889 milioni di unità della precedente lettura settimanale, portandosi anche oltre 1,898 milioni di unità stimate dagli analisti. La media mensile, invece, si è assestata a 236.000 unità, aumentando di 1.250 unità rispetto all’ottava precedente. La media mobile a quattro settimane consiste in un termometro più accurato per rilevare lo stato di salute del mercato del lavoro, poiché meno soggetto alla volatilità tipica delle singole rilevazioni settimanali.

Cambio Euro-Dollaro supportato dalla debole lettura del Leading Indicator Index, elaborato dal Conference Board. L’ indice, barometro dell’attività economica futura negli Usa, nonostante abbia fatto registrare un aumento dello 0,4%, attestandosi a quota 130,9, in linea con i pronostici degli analisti, ha deluso il mercato poiché in discesa dal +1,2% della precedente rilevazione mensile. Lettura positiva, invece, per quanto riguarda l’ indicatore che misura l’ andamento del settore manifatturiero dell’ area di Philadelphia, il cosiddetto indice Philly Fed, inaspettatamente cresciuto, nel mese di dicembre, a 26,2 punti dai 22,6 punti della precedente lettura di Novembre. Le indicazioni degli analisti invece erano per un dato pari a 21,5 punti.

Peggiore delle attese degli analisti, invece, il dato preliminare relativo agli ordini di beni durevoli del mese di Novembre, in crescita dell’ 1,3%, ma al di sotto del 2% pronosticato. Il Bureau of the Census ha inoltre reso noto che la lettura di Ottobre, pari a -0,8% è stata rivista al rialzo a -0,4%. Il dato Core, filtrato del dato volatile dei trasporti ha invece evidenziato un calo dello 0,1%, mentre il consensus era per una flessione dello 0,5%. Rivista al rialzo, invece, la precedente lettura mensile, attestatasi all’ 1,3% da +0,9%.

Cambio EUR-USD su, dopo la lettura peggiore delle attese, relativa al reddito personale negli USA, che a Novembre è aumentato dello 0,3%, in flessione dal +0,4% di Ottobre. I pronostici degli analisti erano per un incremento dello 0,5% Migliore delle attese degli analisti, invece, la lettura sulle spese per i consumi personali, cresciute dello 0,6%, a dispetto del +0,4% dei pronostici. La lettura di Ottobre è stata invece corretta al ribasso, passando da +0,3%della stima iniziale a +0,2%. La Federal Reserve monitora con attenzione i dati diffusi sul reddito personale, spesa e tasso di risparmio degli americani, poiché l’ andamento dei redditi è direttamente collegato alla voce dei consumi, che a loro volta incidono per il 70% sul Prodotto Interno Lordo degli USA.

Dollaro sotto pressione a vantaggio dell’Euro, dopo la lettura finale dell’ indice che misura la fiducia dei consumatori americani, elaborato dall’università del Michigan, che nel mese di Dicembre è scivolato a 95,9 punti, dai 98,5 di Novembre, evidenziando anche un calo al di sotto dei 96,8 punti della stima preliminare. Lettura peggiore delle aspettative degli analisti, che invece, avevano pronosticato un valore pari 97,1 punti.

STRATEGIA SETTIMANALE DI TRADING SUL CAMBIO EURO-DOLLARO

Abbastanza contenuti i profitti raccolti dal nostro Trading System attivo sul mercato del FOREX, che ha centrato il primo target price della strategia Long Intraday ed il primo obiettivo della strategia Short giornaliera.

Lo strategia Long prevede l’ apertura posizioni rialziste nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 1,1907; Target Price individuati in area 1,1935 ed 1,198; Stop Loss in caso di chiusura oraria minore di 1,1834. Mantenere la posizione rialzista nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria o giornaliera maggiore di 1,198, per cercare di sfruttare possibili allunghi in area 1,2009 ed 1,2055; Stop Loss in caso di ritorno sotto 1,1903 in chiusura di candela oraria.

Ed ancora, Long sulla forza, in caso di close orario maggiore di 1,2055, per tentare di prendere profitto in area 1,2083 ed 1,213, estesa ad 1,2205; stop loss nel caso in cui si verifichi un ritorno sotto 1,1848 in chiusura di candela1,198 giornaliera. Suggeriti Long Speculativi in caso di discesa in area 1,1545, per cogliere eventuali rimbalzi in area 1,1616 ed 1,1666, estesa ad 1,1688; Stop Loss in caso di ulteriori discese sotto 1,1474 in chiusura di candela oraria o giornaliera.

La strategia Short, invece, consiglia di aprire posizioni ribassiste, nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria minore di 1,1834; Target Price attesi in prima battuta a 1,1806 e successivamente a 1,176; Stop Loss in caso di ritorno oltre 1,1907 in chiusura di candela oraria.

Mantenere la posizione ribassista in caso di chiusura oraria minore di 1,176 per sfruttare possibili cali in area 1,1733 ed 1,1688; fissare uno Stop Loss, con l’ intento di evitare eventuali perdite, in caso di ritorno sopra 1,1834 in chiusura di candela oraria o giornaliera. Lecito rafforzare le posizioni Short in caso di discesa sotto area 1,1688 in chiusura oraria o giornaliera, per cavalcare eventuali affondi in area 1,1666 ed 1,1616, estesi a 1,1545; stop loss nel caso in cui si assista ad ritorno oltre quota 1,176 in close orario. Consigliati Short Speculativi in caso di allunghi in area 1,2205 per cercare di sfruttare possibili pull-back in area 1,213 ed 1,2083, estesa a 1,2055; Stop Loss nel caso in cui il rialzo si spinga oltre 1,228 in chiusura di candela oraria o daily.

Entreremo nuovamente Long Multiday in caso di pull-back di area a 1,14 – 1,145, fissando il Target Price in area 1,16 -1,165. Stop Loss da applicare rigorosamente in caso di perdita di area 1,125 in chiusura di candela giornaliera.

VISIONE CAMBIO EURO – DOLLARO SUL BREVE PERIODO

La coppia EUR-USD ,rialza la testa, riportandosi nuovamente sopra quota 1,18 in chiusura settimanale, facendo diminuire, per adesso, le probabilità di assistere ad un ritorno in area 1,16-1,165. La visione di lungo periodo, invece, ci ha detto che le quotazioni del cross EUR/USD dopo essere scivolate sotto i supporti di medio-lungo , in area 1,067 -1,07, hanno messo in atto un poderoso rialzo che, dopo aver superato la forte resistenza in area 1,08 hanno in un primo momento rotto i vecchi massimi di breve-medio periodo in area 1,12 e successivamente hanno saputo fare ancora meglio volando sui massimi ad oltre 30 mesi, abbondantemente sopra quota 1,18 ( resistenza di medio-lungo periodo ).

In virtù dei rialzi appena descritti, il quadro grafico del cambio Euro – Dollaro è ritornato a farsi nuovamente interessante nel medio-lungo periodo, in quanto la riconquista di area 1,12 ha generato l’ allungo verso area 1,16-1,18. Al ribasso, quindi, area 1,14 diventa il supporto fondamentale per la pista rialzista appena evidenziata, la cui rottura potrebbe attivare nuove discese in area 1,12 in un primo momento e successivamente in area 1,10. Dando un rapido sguardo al quadro grafico del cross EUR/USD è facile notare come le quotazioni siano state compresse per oltre 2 anni dentro l’ ampia congestione 1,05 -1,15.

La fuoriuscita dal range sembrava aver gettato le basi per ulteriori rialzi con obiettivi in area 1,22. Fino a pochissimo tempo fa, comprare sui minimi ( 1,05 ) e vendere sui massimi ( 1,15 ) aveva un senso, ed in più occasioni aveva dato ottimi frutti. Adesso, essendo stata rotta al rialzo la parte alta della congestione, per le operazioni contro-trend si consiglia di operare con estrema cautela, in quanto la corsa della moneta unica europea sul medio-lungo periodo dopo aver raggiunto e superato area 1,20, resistenza di lungo periodo, potrebbe essere proiettata verso l’ostacolo successivo posto a quota 1,22 estesa ad area 1,24. Tesi che potrebbe essere stata avvalorata dal pull-back, con tenuta, in area 1,165-1,16, effettuato per scaricare gli oscillatori di breve dall’ ipercomprato. Una chiusura settimanale sotto il forte supporto appena evidenziato potrebbe comunque aprire le porte ad ulteriori discese con target finale in area 1,14-1,13.

 

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