Jefferies ha rivisto al rialzo la valutazione di Holcim, assegnando al colosso svizzero del cemento un giudizio “buy” e fissando un nuovo target price a 65 franchi svizzeri, in netta crescita rispetto alla precedente valutazione di 51,3 CHF.

Una bandiera con logo e scritta Holcim accanto alla bandiera della Svizzera. La vetrata di un palazzo moderno sullo sfondo
Holcim – MeteoFinanza.com

Secondo gli analisti, i punti di forza principali risiedono nell’elevata redditività operativa, nella solida esposizione ai mercati europei in ripresa e nella strategia di lungo periodo focalizzata sulla decarbonizzazione.


L’Europa spinge la crescita ciclica di Holcim

Circa il 55% dei ricavi di Holcim proviene dal Vecchio Continente, un’area che Jefferies individua come snodo cruciale per un possibile slancio ciclico.

Le ragioni sono molteplici: dalla ripresa del mercato residenziale alla ripartenza degli investimenti infrastrutturali in paesi chiave come Germania e Europa dell’Est, fino all’eventuale fase di ricostruzione post-bellica in Ucraina, che potrebbe generare una domanda straordinaria di materiali da costruzione.

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Obiettivo: 50% delle vendite da soluzioni a basse emissioni entro il 2030

A livello strategico, Holcim punta a trasformarsi in un leader della transizione green nel settore edilizio, con l’ambizione di generare metà delle vendite da prodotti a basse emissioni di carbonio entro il 2030.

Questa transizione strutturale, secondo Jefferies, non solo rafforzerà il posizionamento competitivo del gruppo, ma contribuirà anche all’espansione dei margini operativi.

  • Target del 50% delle vendite da soluzioni low carbon entro il 2030
  • Posizionamento come leader nella decarbonizzazione del settore
  • Impatto positivo previsto su ricavi e margini operativi

Nel 2024, Holcim ha registrato un margine EBIT del 18%, con proiezioni che lo vedono salire al 20% entro fine decennio. Inoltre, il free cash flow annuale atteso si attesta tra 1,8 e 2 miliardi di franchi svizzeri, con un tasso di conversione superiore al 50%.

Questa robusta generazione di cassa consentirà all’azienda di proseguire con acquisizioni mirate e di offrire rendimenti da dividendi interessanti, esenti da tassazione per gli investitori elvetici.

Il nuovo prezzo obiettivo di CHF 65 deriva da una valutazione DCF che incorpora un multiplo EV/EBITDA di 10,5x al 2026 e un P/E di 20x, superiori ai livelli attuali (9,4x EV/EBITDA), riflettendo quindi un potenziale di rialzo ancora significativo.

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Amrize: Jefferies avvia la copertura con rating “hold”

Parallelamente, Jefferies ha avviato la copertura su Amrize, la nuova società nata dallo scorporo da Holcim, con un giudizio “hold” e un target price pari a $52,5 (CHF 42,3).

Nonostante una valutazione interessante, gli analisti esprimono cautela per alcuni fattori di rischio che potrebbero frenare la performance nel medio termine.


Crescita organica debole e incertezze sull’inclusione negli indici

Secondo Jefferies, Amrize non presenta una forte crescita organica, con un CAGR previsto dei ricavi del 3% tra il 2025 e il 2028 e un CAGR dell’EBITDA del 3,4%, inferiore rispetto alla media del settore. Inoltre, l’incertezza sull’inclusione nei principali indici e la prudenza degli investitori riguardo alle operazioni di M&A pesano sul giudizio.

  • CAGR dei ricavi organici stimato al 3% (2025–2028)
  • EBITDA in crescita lenta rispetto ai competitor
  • Incertezza sull’ingresso negli indici di riferimento
  • Cautela del mercato verso fusioni e acquisizioni

Al prezzo attuale di $48,89, Amrize scambia a 16,7x P/E 2026E e 9,4x EV/EBITDA, multipli relativamente convenienti rispetto ai competitor statunitensi, ma non sufficienti a giustificare una raccomandazione più aggressiva in assenza di catalizzatori forti.

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Scenario macroeconomico sfavorevole e guidance debole

Il quadro congiunturale per Amrize appare complicato. I volumi sono attesi in calo dell’1,2% nel 2025, mentre i prezzi cresceranno solo dell’1,9%, a fronte di una domanda debole nel settore residenziale USA, ritardi nei progetti commerciali e fragilità del mercato canadese.

Jefferies prevede un aggiornamento negativo dei conti del Q2 2025 (previsto per il 7 agosto), influenzato da condizioni meteo avverse e da un generale rallentamento economico.

Il management punta a compensare la bassa crescita organica attraverso acquisizioni per un valore di $1,5-2 miliardi l’anno, con l’obiettivo di raggiungere un CAGR dell’EBITDA compreso tra l’8% e l’11% entro il 2028. Tuttavia, Jefferies sottolinea la presenza di rischi di esecuzione e dubbi sulla sostenibilità delle valutazioni degli asset potenziali.

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