Il settore software europeo sta attraversando una delle fasi più complesse degli ultimi anni. Dai massimi toccati lo scorso luglio, molti titoli hanno perso oltre il 40% del loro valore, segnando un cambio di rotta netto rispetto all’entusiasmo che aveva accompagnato il comparto tecnologico nel periodo post-pandemia.

Il mercato non sta reagendo solo a dinamiche macroeconomiche, ma soprattutto a una rivalutazione profonda delle prospettive legate all’intelligenza artificiale. Le aspettative erano altissime. Ora gli investitori stanno cercando di capire quali aziende riusciranno davvero a trasformare l’AI in crescita sostenibile e quali invece rischiano di restare indietro.
Indice
- 1 Valutazioni in forte ridimensionamento: multipli tornati sotto la media storica
- 2 Perché l’orizzonte temporale è diventato decisivo
- 3 I titoli sotto la lente: multipli e differenze tra le principali società
- 4 Il multiplo dei ricavi ricorrenti torna centrale
- 5 AI e mercato software: siamo davanti a un nuovo punto di ingresso?
Valutazioni in forte ridimensionamento: multipli tornati sotto la media storica
Secondo le analisi di UBS, guidate da Michael Briest, il ribasso registrato nelle ultime settimane è stato particolarmente accentuato. L’attenzione si è spostata da una logica di crescita futura quasi illimitata a una più prudente analisi dei fondamentali.
Oggi il comparto tratta mediamente a un rapporto prezzo utili rettificato a 12 mesi di circa 18 volte, contro una media decennale di 32 volte. Un ridimensionamento drastico.
Tuttavia, il confronto con le medie storiche viene interpretato con cautela. L’intelligenza artificiale potrebbe infatti generare cambiamenti strutturali nel modello di business del software, rendendo meno significativi alcuni riferimenti del passato.
In altre parole, il mercato non sta solo “scontando” un rallentamento, ma sta cercando un nuovo equilibrio.
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Perché l’orizzonte temporale è diventato decisivo
Un elemento chiave emerso dai feedback degli investitori riguarda l’orizzonte temporale. Guardare solo ai prossimi 12 mesi non basta più.
Gli analisti suggeriscono di estendere l’analisi ad almeno tre anni, includendo sia gli utili IFRS che quelli rettificati. Questo approccio consente di:
• Valutare l’impatto reale della compensazione azionaria
• Analizzare la qualità degli utili nel tempo
• Capire la sostenibilità della crescita
• Distinguere tra espansione organica e acquisizioni
Il mercato oggi premia la visibilità e la solidità, non più solo la narrativa sulla crescita esponenziale.
I titoli sotto la lente: multipli e differenze tra le principali società
All’interno dell’universo analizzato emergono differenze significative tra le aziende.
Dassault Systèmes scambia intorno a 11 volte gli utili non IFRS attesi per il 2028 e circa 14 volte su base IFRS.
Sage Group si posiziona a circa 13 volte gli utili non IFRS e 14 volte IFRS.
Nemetschek Group presenta multipli più elevati nel breve termine, ma mostra un rapporto PEG tra i più bassi del gruppo, pari a 1,15 volte. Inoltre è l’unica società della copertura con un rendimento del flusso di cassa libero atteso per il 2026 inferiore al 5%, attestandosi al 4,6%.
Questi numeri indicano che il mercato sta differenziando con maggiore precisione tra le aziende in base alla qualità della crescita, non solo al ritmo di espansione.
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Il multiplo dei ricavi ricorrenti torna centrale
Un altro parametro tornato sotto osservazione è il multiplo delle vendite ricorrenti.
Durante la crisi finanziaria globale, la soglia di 5 volte i ricavi ricorrenti veniva spesso considerata un livello critico. Oggi, pur in un contesto molto diverso, gli investitori continuano a monitorare con attenzione questo indicatore.
Nel passato il fatturato ricorrente era composto in larga parte da contratti di manutenzione, caratterizzati da:
• Tassi di rinnovo molto elevati
• Margini lordi superiori
• Maggiore prevedibilità dei flussi di cassa
Oggi la componente SaaS domina il settore, ma la soglia psicologica delle 5 volte rimane un riferimento implicito per valutare eventuali eccessi.
Attualmente:
• Dassault Systèmes quota circa 4,6 volte le vendite ricorrenti degli ultimi dodici mesi
• Sage Group si attesta intorno a 3,3 volte
Livelli inferiori rispetto a molte fasi espansive del passato.
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AI e mercato software: siamo davanti a un nuovo punto di ingresso?
Il crollo del 40% non è solo un dato statistico. È il segnale di una fase di transizione.
Il settore software europeo si trova oggi in una posizione delicata: da un lato valutazioni tornate su livelli più contenuti, dall’altro un contesto tecnologico in piena trasformazione.
La domanda chiave per gli investitori non è più “quanto può crescere il settore?”, ma “quali aziende riusciranno davvero a integrare l’intelligenza artificiale nei propri modelli di business generando utili sostenibili?”
Il mercato sta smettendo di premiare la promessa e sta tornando a premiare la redditività concreta, la generazione di cassa e la qualità degli utili.
Per chi segue il comparto tecnologico europeo, questa fase rappresenta un momento cruciale: o un’ulteriore fase di consolidamento, oppure l’inizio di un nuovo ciclo di selezione più rigorosa e strutturata.
Questo contenuto non deve essere considerato un consiglio di investimento.
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