Le azioni Danieli arrivano all’appuntamento con i conti annuali dopo una fase positiva in Borsa e con aspettative elevate soprattutto su raccolta ordini e generazione di cassa. I risultati dell’esercizio chiuso a giugno 2026 saranno pubblicati il 25 settembre, mentre il mercato sta già cercando di capire quanto spazio possa restare dopo il recupero registrato dal titolo nelle ultime settimane.

Il 17 settembre le azioni ordinarie hanno chiuso a 57,90 euro, con un rialzo giornaliero superiore al 5%, portando il progresso da inizio anno intorno al 14%. A riaccendere l’attenzione è stato anche l’avvio della copertura da parte di Jefferies, che ha indicato un prezzo obiettivo di 75 euro, mentre Equita mantiene una valutazione di 86 euro sulle ordinarie e 57 euro sulle azioni di risparmio. Si tratta naturalmente di stime degli analisti e non di indicazioni certe sull’andamento futuro del titolo.

Ordini oltre 3 miliardi e cassa sopra 2,2 miliardi

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Azioni Seco – MeteoFinanza.com

Il dato più interessante in vista dei risultati riguarda il portafoglio ordini. Equita stima nuovi contratti per circa 3,4 miliardi di euro nella divisione dedicata agli impianti siderurgici, con una crescita del 24% rispetto all’anno precedente. Il valore delle commesse ancora da eseguire potrebbe così raggiungere circa 5,7 miliardi nella sola divisione impiantistica e superare i 6 miliardi considerando anche le altre attività.

Anche la posizione finanziaria continua a rappresentare uno degli elementi più osservati. La cassa netta è attesa intorno a 2,25-2,26 miliardi di euro, in aumento rispetto agli 1,97 miliardi di fine 2025, mentre il flusso di cassa disponibile potrebbe attestarsi vicino ai 320 milioni di euro. Una parte della liquidità deriva dagli anticipi ricevuti dai clienti, ma anche escludendo questa componente gli analisti stimano circa 1 miliardo di cassa netta.

Sul fronte operativo, l’EBITDA complessivo è previsto intorno a 449 milioni di euro, quindi nella parte alta dell’intervallo indicato dalla società tra 430 e 450 milioni. Le previsioni sono state però leggermente ridotte a causa di margini meno elevati nella divisione impiantistica, dove il peso maggiore di commesse ancora nelle fasi iniziali e i costi logistici potrebbero limitare temporaneamente la redditività.

Acciaio verde e nuovi impianti possono sostenere Danieli nel lungo periodo

Oltre ai risultati imminenti, una parte importante dell’interesse degli analisti riguarda il processo di decarbonizzazione dell’industria siderurgica europea. Jefferies stima oltre 30 miliardi di euro di investimenti collegati alla trasformazione degli impianti, un mercato nel quale Danieli può partecipare grazie alle tecnologie per forni elettrici e sistemi di riduzione diretta del minerale di ferro.

Il gruppo continua inoltre ad aggiungere nuovi contratti al portafoglio. Tra le operazioni recenti figurano un laminatoio da 300.000 tonnellate annue in Tanzania, un impianto destinato alla produzione di ferro preridotto per GravitHy e lavori di ammodernamento per Cogne Acciai Speciali. Queste commesse contribuiscono a dare visibilità ai ricavi dei prossimi esercizi e rafforzano l’esposizione della società agli investimenti per rendere meno inquinante la produzione dell’acciaio.

Il quadro non è comunque privo di rischi. A inizio settembre Kepler Cheuvreux aveva ridotto le proprie stime sull’EBITDA a 447 milioni di euro, citando possibili ritardi nei progetti e difficoltà logistiche, pur mantenendo una valutazione positiva sul titolo. Il 25 settembre l’attenzione sarà quindi rivolta soprattutto a margini, nuovi ordini e andamento della cassa, tre elementi che potranno chiarire se le aspettative accumulate nelle ultime settimane trovano conferma nei numeri dell’esercizio.

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