Con la fine del cosiddetto quiet period, SpaceX entra ufficialmente sotto i riflettori di Wall Street. Da oggi, infatti, le banche che hanno coordinato la maxi Ipo da 86 miliardi di dollari sono finalmente autorizzate a pubblicare le prime analisi ufficiali sul titolo, dando il via a una nuova fase per la società guidata da Elon Musk.

Il periodo di silenzio imposto dopo la quotazione impediva agli istituti coinvolti nell’offerta di diffondere report e raccomandazioni. Con la sua conclusione, il mercato attende ora le valutazioni complete di colossi finanziari come Goldman Sachs, Morgan Stanley, Bank of America, Citigroup, JPMorgan e di numerose altre case d’investimento.
Indice
- 1 Prime raccomandazioni positive su SpaceX
- 2 Morgan Stanley: target a 300 dollari e scenari molto ampi
- 3 Il titolo arretra nel pre-market nonostante l’ingresso nel Nasdaq 100
- 4 Perché SpaceX è entrata così rapidamente nel Nasdaq 100
- 5 L’S&P 500 dovrà invece attendere
- 6 La storia suggerisce prudenza dopo l’ingresso nel Nasdaq 100
Prime raccomandazioni positive su SpaceX
In attesa della pubblicazione di tutti i target price, le prime indicazioni degli analisti sono già orientate all’ottimismo. Almeno sei broker, tra cui Morgan Stanley, Goldman Sachs e UBS, hanno infatti avviato la copertura del titolo con giudizi positivi, evidenziando le prospettive di crescita di lungo periodo dell’azienda.
L’entusiasmo, tuttavia, non elimina alcuni interrogativi che continuano ad accompagnare il gruppo: gli esperti sottolineano infatti come restino aperti i temi legati alla redditività futura, alla capacità di eseguire il piano industriale e alle valutazioni raggiunte dal titolo dopo un debutto in Borsa particolarmente brillante.
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Morgan Stanley: target a 300 dollari e scenari molto ampi
Tra le prime banche a esporsi figura Morgan Stanley, che ha assegnato a SpaceX un prezzo obiettivo di 300 dollari per azione. Rispetto alla chiusura precedente, pari a 160,42 dollari, il target implica un potenziale di apprezzamento di circa l’87%.
Gli analisti della banca, guidati da Adam Jonas, delineano inoltre scenari estremamente ampi sull’evoluzione del business. Nello scenario più prudente il titolo potrebbe attestarsi intorno ai 75 dollari, mentre nell’ipotesi più favorevole arriverebbe fino a 600 dollari per azione.
Secondo le stime elaborate dall’istituto, il gruppo potrebbe raggiungere ricavi pari a circa 319 miliardi di dollari entro il 2030, per poi superare i 3.300 miliardi di dollari nel 2040.
Nel report, Morgan Stanley evidenzia come SpaceX possa diventare uno dei protagonisti della prossima fase di sviluppo dell’intelligenza artificiale, grazie alla capacità di trasformare l’energia in potenza di calcolo e di offrire soluzioni scalabili sia ai consumatori sia alle imprese.
Il titolo arretra nel pre-market nonostante l’ingresso nel Nasdaq 100
Nonostante il clima favorevole tra gli analisti, la seduta di pre-market negli Stati Uniti si è aperta con prese di beneficio. Le azioni SpaceX cedono infatti oltre il 2%, scambiando intorno ai 156 dollari.
Il calo arriva a poche ore dall’ingresso ufficiale della società nel Nasdaq 100, evento che molti investitori ritenevano potesse sostenere ulteriormente le quotazioni grazie agli acquisti automatici dei fondi indicizzati.
L’inclusione nell’indice obbliga infatti numerosi ETF e fondi passivi che replicano il Nasdaq 100 ad acquistare il titolo durante il ribilanciamento dei portafogli.
Secondo le stime di Violeta Todorova, Senior Research Analyst di Leverage Shares, il processo dovrebbe generare circa 4,4 miliardi di dollari di acquisti automatici, un flusso destinato a offrire supporto alle quotazioni.
Dalla quotazione in Borsa, SpaceX ha comunque registrato un progresso di circa il 18%, pur rimanendo sostanzialmente in linea con il prezzo di apertura della prima seduta di contrattazioni.
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Perché SpaceX è entrata così rapidamente nel Nasdaq 100
Uno degli aspetti che ha sorpreso maggiormente il mercato è la rapidità con cui SpaceX è riuscita a entrare nel Nasdaq 100. L’inclusione è arrivata infatti appena quindici sedute dopo il debutto sul mercato.
Il risultato è stato possibile grazie alle modifiche introdotte nel regolamento dell’indice, che consentono ad alcune società di grandi dimensioni appena quotate di essere inserite molto più velocemente rispetto al passato. Con le precedenti regole, il gruppo avrebbe dovuto attendere un periodo sensibilmente più lungo.
L’S&P 500 dovrà invece attendere
Diversa la situazione per un eventuale ingresso nello S&P 500.
Per essere ammessa nel principale indice azionario statunitense, SpaceX dovrà soddisfare requisiti molto più stringenti, tra cui la pubblicazione di almeno quattro trimestri consecutivi di risultati come società quotata e il rispetto dei criteri di redditività previsti da S&P Dow Jones Indices.
Di conseguenza, salvo modifiche regolamentari, l’azienda non potrà essere presa in considerazione prima di circa dodici mesi e soltanto se avrà raggiunto gli obiettivi di profittabilità richiesti.
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La storia suggerisce prudenza dopo l’ingresso nel Nasdaq 100
L’ingresso in un importante indice non rappresenta necessariamente un catalizzatore positivo nel breve termine.
I dati elaborati da Dow Jones Market Data mostrano infatti che, negli ultimi due anni, 21 società sono state incluse nel Nasdaq 100. Soltanto sei hanno chiuso in rialzo la settimana successiva all’ingresso nell’indice, mentre la performance media registrata dal gruppo è stata negativa per circa il 3,8%.
Tra le aziende che sono riuscite a sovraperformare figurano AppLovin, Alnylam Pharmaceuticals, Monolithic Power Systems, Western Digital, Insmed e Sandisk.
Questi precedenti suggeriscono che gli acquisti tecnici legati ai fondi passivi non sempre si traducono in un immediato sostegno alle quotazioni, lasciando che siano soprattutto fondamentali e prospettive di crescita a determinare l’andamento del titolo nel medio e lungo periodo.
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