Il cambio euro dollaro è sceso ai minimi da tre settimane a questa parte, grazie a una rinnovata forza del dollaro USA. L’EUR/USD ha dunque ripreso a scendere e ha toccato un nuovo minimo sotto 1,11, il più basso livello da fine dicembre. La valuta verde continua infatti a godere dei buoni dati statunitensi nella scorsa settimana, mentre i mercati USA che oggi sono chiusi.

Analisi tecnica cambio euro dollaro

Da un punto di vista tecnico, la coppia, fino ad ora, ha tenuto un supporto segnato dal 61,8% del livello di Fibonacci 1,0981-1,1239. Se romperà gli attuali supporti, è probabile che la coppia possa accelerare il trend ribassista verso soglia chiave di 1,10, prima di scivolare verso il supporto costituito dai minimi di novembre, intorno a 1,0980.

Dal lato opposto, il supporto immediato è ora ancorato vicino alla regione 1.1110 al di sopra del quale il movimento positivo potrebbe essere esteso di nuovo verso un range di 1.1140-50. Qualsiasi tentativo di ulteriore impulso potrebbe confrontarsi con una discreta resistenza vicino alla regione 1.1175 – 80 che, se sfidata positivamente, potrebbe cancellare ogni prospettiva ribassista a breve termine. La coppia potrebbe dunque superare la soglia di 1.1200 e puntare così al range intorno a 1.1240. Lo slancio potrebbe essere ulteriormente esteso verso la soglia di 1.1300.

Analisi fondamentale cambio euro dollaro

Il cambio EUR/USD viene oggi caratterizzato soprattutto dalle prestazioni del biglietto verde, che è rimasto ben supportato dalle vendite al dettaglio, in crescita rispetto ai dati precedenti, e che ha ulteriormente ricevuto buone spinte dai segnali che indicano una discreta fiducia da parte dei consumatori. I dati pubblicati venerdì hanno mostrato che l’indice preliminare del sentiment dei consumatori dell’Università del Michigan per gennaio è sceso a 99,1, ma da un massimo di sette mesi di 99,3 a dicembre.

Le nuove uscite macroeconomiche, che comprendono anche dei dati piuttosto positivi per quanto concerne il mercato abitativo, si sono aggiunte alle crescenti aspettative che l’economia statunitense continuerà ad espandersi su buoni ritmi, e potrebbero anche aver ridotto la probabilità di ulteriori tagli dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve. Un mix determinato anche all’ultimo ottimismo sull’accordo di fase uno USA – Cina, che ha permesso ai rendimenti dei titoli del Tesoro USA di aumentare, a sostegno del dollaro USA.

La coppia valutaria si è comunque infine assestata vicino alla fascia più bassa del suo range di negoziazione settimanale, ma ancora una volta è riuscita a trovare un discreto supporto vicino ai minimi mensili, intorno alla regione 1,1085. La coppia è riuscita a riguadagnare una certa trazione positiva il primo giorno di una nuova settimana di trading, mentre l’attenzione si sposta ora sul rischio di eventi chiave di questa settimana – l’ultimo aggiornamento di politica monetaria della Banca Centrale Europea (BCE) giovedì. Questo evento sarà poi seguito dalla versione flash sulle stampe PMI Manufacturing and Services dell’Eurozona, che giocherà un ruolo chiave nell’influenzare il sentimento che ruota intorno alla valuta unica, fornendo probabilmente un nuovo impulso direzionale.

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