Dopo che i mercati finanziari hanno attraversato un duro momento nel mese di marzo, e hanno cercato di stabilizzarsi nel successivo mese di aprile, gli investitori hanno iniziato a recuperare il loro ottimismo a maggio e a giugno, sperando in un ritorno economico imminente. Il cambio EUR/USD ha evidentemente rispecchiato questa evoluzione, scendendo a marzo a 1,0635 per recuperare all’inizio di giugno a 1,1422. Da allora, la coppia non è stata in grado di trovare una chiara direzionalità, rimanendo stabile intorno a 1,1200 per tre settimane di fila.

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E in effetti, la contrazione economica record negli Stati Uniti e nell’Unione Europea è tornata prepotente nel mese di giugno, secondo i dati pubblicati questa settimana sulle rispettive sponde dell’Atlantico. Le economie non sono a livelli pre-pandemici, ma sono sulla strada giusta, e ad un ritmo più veloce del previsto. Inoltre, Wall Street ha goduto del suo miglior trimestre degli ultimi decenni, con i principali indici che spingono verso i massimi di tutti i tempi.

Cosa c’è allora, che non va?

La risposta è esattamente in quel cigno nero che dalla prima parte dell’anno sembra non mollare la presa sul Paese quel COVID-19 che ha mandato le economie in crisi, e che non sembra arrendersi. L’impennata record di contagi negli Stati Uniti ha infatti messo in ombra ogni segno di miglioramento economico, schiacciato dal timore di un altro blocco delle attività economiche nelle prossime settimane. Il numero di nuovi casi di coronavirus negli Stati Uniti è superiore a 50.000 casi al giorno, e diversi Stati hanno ritardato la riapertura o annunciato nuovi blocchi. Nel frattempo, l’UE non riesce a trovare un accordo sul Recovery Fund.

In tale ambito, i dati positivi non sembrano fornire grandi spunti all’ottimismo dei mercati. Inoltre, il  buon momento degli elementi macro fondamentali potrebbe non durare a lungo. La prossima settimana inizierà ad esempio con la segnalazione da parte degli Stati Uniti del PMI Non-Manufacturing ISM, previsto a 48,9 punti a giugno rispetto a 45,4 punti del mese precedente.  Markit pubblicherà la versione finale del PMI dei servizi per lo stesso mese, visto stabile a 46,7 punti. Verranno poi pubblicati i consueti dati settimanali sulle richieste di sussidi  per la disoccupazione.

Sarà quindi la volta dell’Europa, con la Germania che pubblicherà i dati sugli ordinativi in fabbrica di maggio, la produzione industriale e la bilancia commerciale per lo stesso mese, tutti considerati in miglioramento rispetto alle letture precedenti ma mantenendosi comunque entro livelli di allerta. L’UE pubblicherà le vendite al dettaglio di maggio, che nel mese sono diminuite del 15%.

Detto ciò, riteniamo che il mercato, anche sul cambio euro dollaro, rimarrà più che altro concentrato sugli sviluppi del coronavirus, compresi i progressi nei vaccini o quei trattamenti che possono accelerare il ritorno economico.

Analisi tecnica EUR/USD

Il grafico giornaliero del cambio EUR/USD mostra che per tutta la settimana le candele hanno corpi piccoli o inesistenti, con un chiaro segno di incertezza. In una prospettiva di lungo termine e secondo il grafico settimanale, il potenziale rialzista si è allontanato ulteriormente rispetto alla scorsa settimana, ma non ci sono segni di potenziale direzionale. Per la terza settimana consecutiva, il supporto più rilevante è il citato livello pari a 1,1170. Con una rottura al di sotto di esso, il cambio potrebbe esporsi a quota 1,1095. Di contro, al rialzo, c’è un forte livello di resistenza a 1,1270, mentre oltre quest’ultimo, la coppia può recuperare verso la zona di prezzo 1,1340/60. Il massimo di giugno a 1,1422 è un punto di inflessione, con la coppia destinata a rimanere nella terra di nessuno fino a quando non sarà al di sotto di essa.

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