Il cambio euro dollaro per la quarta settimana consecutiva è intorno al livello di 1,1300, registrando modesti guadagni solo verso il fine settimana, ma senza fornire una chiara idea di ciò che verrà nel prossimo futuro. In questo periodo dell’anno, peraltro, val la pena notare come il clima vacanziero finirà con l’impattare sulla volatilità delle prossime due settimane, e che i volumi ridotti potrebbero provocare una strana reazione dei prezzi entro fine anno.

Il tapering non ha avuto alcun impatto sui prezzi

La scorsa settimana la Federal Reserve statunitense e la Banca centrale europea hanno annunciato le loro decisioni di politica monetaria e offerto nuove previsioni sull’inflazione e sulla crescita. I mercati erano in attesa dei risultati, ed entrambe le banche centrali hanno preso misure relative al tapering che non hanno innescato movimenti direzionali nelle proprie valute di riferimento.

In particolar modo, la Fed ha annunciato di aver aumentato la riduzione dell’acquisto di obbligazioni su base mensile a 30 miliardi di dollari, da 15 miliardi di dollari, a partire da gennaio 2022. Questo significa che la banca centrale cesserà di acquistare 20 miliardi di dollari di Treasuries e 10 miliardi di dollari di Mortgage-Backed Securities al mese, con un aumento dei tassi più rapido. Le linee guida della Fed implicano ora tre rialzi dei tassi nel 2022 e altri tre nel 2023.

Le previsioni d’inflazione sono state alzate al 5,6% per il 2021 e al 2,6% per il 2022, dal 4,2% e dal 2,2% precedenti. Il prodotto interno lordo è ora previsto al 4% nel 2022, rispetto alla precedente previsione mediana del 3,8%, mentre l’economia è stimata crescere del 2,2% nel 2023, in calo rispetto al 2,5% di settembre.

Dall’altra parte dell’Atlantico, la BCE ha confermato che terminerà il programma di acquisto di emergenza pandemico a marzo 2022, come precedentemente anticipato. Il FOMC ha anche deciso di espandere il suo Assets Purchase Program a 40 miliardi di euro al mese nel secondo trimestre del 2022 e a 30 miliardi di euro nel terzo trimestre dell’anno, per compensare parzialmente la fine dell’acquisto mensile di obbligazioni da 60 miliardi di euro attraverso il PEPP.  

La banca centrale prevede ora un aumento dell’inflazione dal 2,6% di quest’anno al 3,2% del prossimo. Ma ha detto che la crescita dei prezzi sarebbe poi scesa all’1,8% nel 2023 e sarebbe rimasta a quel livello nel 2024, mentre ha abbassato le previsioni di crescita nel 2022, al 4,2% dal 4,6% precedente.

L’inflazione continua a far paura

È intuibile, a questo punto, come il tapering non sarà certo sufficiente per tendere a bada l’inflazione, anche se il passo in questa direzione era quasi obbligato. L’aumento dei tassi dovrebbe essere il prossimo step, ma al ritmo di 10 o 15 punti base ogni due riunioni potrebbero volerci anni prima che i tassi siano abbastanza forti da avere un impatto significativo sull’inflazione.

Cambio Euro Dollaro Analisi Tecnica e Fondamentale 20-24 dicembre 2021

I dati macroeconomici rilasciati in questi giorni hanno confermato lo scenario di surriscaldamento dell’inflazione e di lento progresso economico. L’indice dei prezzi alla produzione statunitense è balzato al 9,6% a/a a novembre, mentre le vendite al dettaglio nello stesso mese sono aumentate dello 0,3%. In Europa, il clima economico tedesco IFO si è contratto a 94,7 in dicembre, mentre l’indice dei prezzi al consumo UE è stato confermato al 2,6% a/a in novembre.

La prossima settimana non sarà particolarmente ricca di spunti sul fronte macro. Gli Stati Uniti pubblicheranno comunque la lettura finale del prodotto interno lordo del terzo trimestre e gli ordini di beni durevoli di novembre, mentre l’UE svelerà la fiducia dei consumatori di dicembre.

Analisi tecnica EUR/USD

La coppia EUR/USD è attualmente scambiata nell’area di 1,1320. Le prospettive tecniche rimangono le stesse della scorsa settimana, con rischi orientati al ribasso nel lungo termine. Nel breve, solo una rottura sopra 1,1380 potrebbe favorire un recupero verso un’area di resistenza statica a lungo termine intorno a 1,1470. D’altra parte, i livelli di supporto si trovano a 1,1250 e 1,1185 – quest’ultimo il minimo annuale. Una rottura al di sotto di esso dovrebbe aprire la porta per un test della cifra di 1,1000.

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