Il chargeback è una forma di tutela per i clienti truffati dai commerciati in merito agli acquisti online o comunque tramite carte di credito.

Il Fair Credit Billing Act venne approvato negli Stati Uniti d’America nel 1974 e introdusse i chargeback per proteggere i consumatori truffati perlopiù da vendite telefoniche ingannevoli.

Oggi il chargeback viene utilizzato principalmente in seguito a operazioni truffaldine nel campo dell’e-commerce, tra cui il mancato prelievo dei propri fondi da broker di trading online.

In questo articolo spiegheremo cos’è effettivamente un chargeback, come funziona e come richiederlo.

Chargeback: che cos’è?

Il chargeback non è altro che il recupero dei fondi dall’esercente che in modo illecito non restituisce al consumatore. Il chargeback viene disposto dalla propria banca o dall’ente che gestisce la carta di credito.

Sostanzialmente una banca può annullare un trasferimento di denaro e restituirlo al proprio cliente, ma i passaggi sono molteplici e non è affatto facile che il chargeback si concretizzi.

Se per esempio un consumatore dovesse acquistare un prodotto online senza che il negozio lo spedisca mai, il primo può chiedere la restituzione del denaro speso. Se il negozio non dovesse farlo e si mostrasse quindi negligente, il consumatore potrebbe richiedere un chargeback.

Il chargeback è quindi una transazione dal conto del commerciante a quello del cliente. Specifichiamo che esso si può richiedere solo se avete effettuato un pagamento tramite carta di credito, per esempio con circuito Visa o MasterCard, e non tramite bonifico bancario.

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Quali sono i processi in atto quando richiedete questo tipo di funzione?

Come funziona?

Il procedimento per poter richiedere un chargeback è purtroppo molto lungo. Innanzitutto vi invito a cercare una soluzione direttamente con l’esercente. Può capitare infatti che il motivo del mancato arrivo del prodotto o della non restituzione del denaro sia di carattere tecnico e non voluto.

Se però il commerciante o il broker non vuole inviarvi indietro i vostri soldi allora il chargeback è una soluzione a cui doveste pensare.

Come prima cosa è opportuno sporgere denuncia ai Carabinieri o alla Polizia Postale oppure alla Polizia di Stato. Dopo di che il cliente dovrà rivolgersi alla propria banca, che invierà una richiesta alla banca dell’esercente, la quale bloccherà i fondi contestati sul conto.

Si procederà successivamente alla verifica della controversia. Se il commerciante risultasse negligente i fondi verranno inviati sul conto del cliente, altrimenti resteranno lì. In genere questi processi richiedono un discreto lasso di tempo. Solitamente intorno ai tre mesi.

Consigli prima di avviare questa procedura

Prima della procedura del chargeback il cliente come abbiamo detto deve cercare prima una soluzione con l’esercente, ma in che modo?

Innanzitutto si invia un’email spiegando per filo e per segno ciò che è accaduto, in caso di mancata risposta bisognerebbe provare a chiamare il numero di telefono sperando che non ci siano differenze linguistiche.

Nel caso del trading online ricordatevi che se il broker non aveva le licenze adatte i vostri eventuali profitti non possono essere richiesti. Dunque il chargeback riguarderà solamente il capitale che avete investito.

Minacciare è sempre sbagliato e controproducente, ma potete molto pacatamente avvisare l’esercente che passerete alle vie legali. Questo potrebbe spingere il commerciante o il broker a rendervi il vostro denaro per evitare complicazioni ulteriori.

Considerazioni

Il chargeback è certamente un modo per aiutare i clienti a recuperare i fondi che legittimamente gli appartengono, ma spesso purtroppo diventa molto difficile attuarlo.

Come abbiamo visto il processo è piuttosto lungo e mette in campo diversi attori come il cliente, il commerciante (o il broker), la banca del cliente, quella del commerciante e anche il gestore dei circuiti di pagamento.

Portare a termine un chargeback può richiedere molto tempo e a volte è molto complicato accertare l’illecito da parte del commerciante. Nonostante si dica spesso che il cliente ha sempre ragione, può capitare che a volte il commerciante non sia davvero fraudolento.

Per risolvere problemi di carattere tecnico è opportuno che l’esercente metta in mostra i propri indirizzi di contatto, come l’email o il numero di telefono. In questa maniera la soluzione può esserci senza coinvolgere la giustizia o le banche.

Infatti non è positivo per un esercente aver subito molti chargeback. Da una parte per i costi di transazione, che possono essere evitati, dall’altra parte una cattiva pubblicità della quale è molto meglio farne a meno.

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