Solitamente si parla di criptovalute in ambito di trading online e quindi di investimenti. Soprattutto nel 2017 si è vista un’impennata senza precedenti del valore delle maggiori criptovalute.

La capitalizzazione di mercato delle criptovalute ha superato a cavallo fra il 2017 e il 2018 quota 700 miliardi di dollari. Il Bitcoin aveva raggiunto i 19.900 dollari e una capitalizzazione di 333 miliardi; Ethereum superò il valore di 1.300$ e la capitalizzazione di circa 134 miliardi di dollari; mentre Ripple arrivò a 3,34$ (partendo da 0,20$) con una capitalizzazione pari a 129 miliardi.

Se guardiamo i numeri di oggi 26 ottobre 2018 notiamo che tutte le monete digitali hanno subito una battuta d’arresto, infatti abbiamo:

  • Bitcoin (BTC) 6.500$ con capitalizzazione a 112 miliardi di dollari;
  • Ethereum (ETH) 203$ con capitalizzazione a 21 miliardi di dollari;
  • Ripple (XRP) 0,45$ con capitalizzazione a 18 miliardi di dollari.

Le criptovalute non sono però scomparse dal mercato, si sono solamente ridimensionate. Alcune persone hanno visto nelle criptovalute un potenziale investimento, altre un’opportunità di trading in senso speculativo, ovvero cercando di trarre vantaggio dalle risalite e dalle discese dei loro prezzi.

Le criptovalute sono un mezzo di investimento fallimentare? Non possiamo rispondere con certezza a questa domanda, i numeri ci dicono che chi ha comprato prima del 2017 ha ottenuto profitti altissimi, chi ha comprato a fine 2017 ha invece subito pesanti perdite.

In questo articolo non parleremo delle criptovalute come asset finanziario, ma solo come mezzo di pagamento.

Criptovalute mezzo di pagamento
Criptovalute: mezzo di pagamento

Le criptovalute sono un mezzo di pagamento? Cercheremo di approfondire questa domanda tentando di dare una risposta più oggettiva possibile. Infatti alla sua nascita il bitcoin era una valuta digitale, non necessariamente un asset finanziario su cui fare trading. Le criptomonete sostituiranno le valute tradizionali? O meglio useremo bitcoin, Ethereum e le altre al posto di euro, dollari e sterline? Le affiancheranno solamente o scompariranno?

Cosa sono le criptovalute?

Prima di iniziare a rispondere alle domande che ci siamo posti è bene capire che cosa sono le criptovalute e scoprire quindi le evidenti differenti con le valute tradizionali, come euro, dollaro e sterlina.

Le criptovalute sono monete digitali, presenti non materialmente, ma solo nel web, sono dunque valute virtuali. La prima differenza con le valute tradizionali è proprio questa. Le criptovalute non sono tangibili, non si possono vedere, ma esistono solo virtualmente.

Altra grande differenza, le criptovalute non hanno nessuna autorità centrale, non hanno quindi un’ente come la banca centrale. Esse sono decentralizzate, a controllarne il corretto funzionamento è la comunità che le usa. Non ci sono tassi di interesse e nessuna autorità centrale può stabilire una politica monetaria.

Le monete digitali non avendo una banca centrale non sono emesse da nessun istituto, non esiste una “zecca di criptovalute“.

Come vengono “create” le criptovalute? Ognuna ha diversi modi per nascere. Innanzitutto molte, come il Bitcoin, hanno un numero prefissato, nel suo caso 21 milioni. Tale numero verrà raggiunto all’incirca nel 2140, ma più dell’80% dei BTC è stato minato.

Esattamente la maggior parte delle criptovalute non viene emessa, ma minata. Per approfondire che cos’è il mining di criptovalute vi invitiamo a leggere il seguente articolo >>> Minare Bitcoin / Ethereum Mining: come minare criptovalute, conviene ?

Vi invitiamo a leggere il nostro approfondimento perché è un discorso complesso. Brevemente vi accenniamo che per decriptare (da qui cryptocurrency, ossia criptovaluta) una transazione sono necessari dei calcoli effettuati a potenti computer. Per ricompensare i possessori di questi computer per il supporto dato gli viene regalata una parte di bitcoin.

Dove vengono salvate le transazioni di criptovalute? Esse vengono registrate in un enorme database pubblico chiamato blockchain, in italiano traducibile con “catena di blocchi“. Questo si chiama in tal modo perché è proprio costituito da blocchi legati l’un altro e aggiunti ad ogni nuova operazione.

Le criptovalute sono un mezzo di pagamento?

Abbiamo appena visto sinteticamente cosa sono le criptovalute e abbiamo accennato alla blockchain. Possiamo finalmente iniziare a rispondere alle domande che ci siamo posti in avvio di questo approfondimento.

Le criptovalute sono un mezzo di pagamento? La risposta non può che essere affermativa a livello generale. Esse come abbiamo detto sono nate come valuta digitale e non come asset di investimento. L’idea innovativa della blockchain è quella di consentire il trasferimento di un bene digitale da una persona a un’altra senza che il mittente trattenga una copia, come invece accade per le email o il semplice invio di dati tramite i più famosi canali di messaggistica.

criptomonete
Cryptomonete

Si può legalmente pagare in criptovaluta? In Italia, così come in UE, sì. Per questa ragione possiamo affermare che le criptovalute sono un mezzo di pagamento. Per verificarsi una transazione di questo tipo deve essere chiaramente necessario l’assenso sia da parte di chi paga sia da parte di chi riceve denaro.

Apri un conto su eToro se vuoi invece investire sui rialzi e i ribassi delle criptovalute!

Tuttavia manca una regolamentazione in Italia e attualmente nessuna criptovaluta ha corso legale, infatti i commercianti che ricevono pagamenti in bitcoin dovranno trascrivere il corrispettivo in euro e quindi fatturare in euro.

Leggi anche >>> Tutto ciò che c’è da sapere sulla regolamentazione delle criptovalute

Le criptovalute sostituiranno le valute tradizionali?

A questa domanda la risposta è più complessa. Se da una parte abbiamo detto che le criptovalute sono un mezzo di pagamento accettato in Italia (fino a prova contraria), dall’altra parte è oggettivamente vero che una minuta parte della popolazione italiana (e mondiale) le utilizza rispetto alle valute tradizionali.

criptovalute beni rifugio
criptovalute

Attualmente è difficile credere che le sostituiranno. Le ragioni sono molteplici, ma principalmente due, le quali elencheremo di seguito:

  • In molte parti del mondo, Italia compresa, il pagamento elettronico non ha sostituito del tutto il pagamento in contanti e probabilmente ciò potrebbe non accadere mai. Nel 2017 in Italia i pagamenti elettronici sono stati il 28% sul totale. Per pagamenti elettronici si intendono quelli in euro con carte di credito/debito, bonifici ecc. Le criptovalute esistono solo virtualmente e il pagamento sarebbe elettronico. Per poter sostituire le valute tradizionali si dovrebbe fare solo transazioni elettroniche.
  • Per la comunità crypto la decentralizzazione è un bene, mentre l’esistenza di un’autorità centrale è un limite. Per molte altre persone invece il fatto che esista una banca centrale è una forma di garanzia, a tutela del proprio denaro e dell’economia. Le criptovalute dunque potersi imporre al posto delle valute tradizionali devono aspettare che la popolazione mondiale abbandoni l’idea dell’esistenza di una banca centrale che emette moneta, che impone tassi di interesse e gestisce una politica monetaria.

La sostituzione completa delle valute tradinzionali con le criptovalute come Bitcoin, Ethereum, Ripple, Litecoin e così via appare molto complicata, se non impossibile nell’immediato futuro.

Criptomonete e valute tradizionali: conclusioni

Ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero e certamente ci saranno molti di voi che contesteranno i punti elencati poc’anzi. Se da una parte crediamo che le criptovalute non possano sostituire le valute tradizionali (almeno nel prossimo futuro), dall’altra parte possiamo sostenere che le valute digitali possano essere un’alternativa alle monete di oggi.

L’affiancamento di Bitcoin, Litecoin, Ethereum ecc a euro, dollari, sterline (a seconda di dove vi troviate) è possibile e certamente pensabile. Le criptovalute hanno dalla loro parte l’internazionalità, ovvero non hanno confini nazionali, ma è possibile utilizzarle in tutto il mondo.

Inoltre le criptovalute hanno un grande seguito e sostegno a livello mondiale proprio dalla comunità crypto, perciò è davvero difficile credere che esse possano sparire. Molti legano le sorti delle criptomonete al loro andamento di mercato, dimenticando però che esse sono prima un mezzo di pagamento e poi un mezzo di investimento.

La comunità crypto, ossia  quella che utilizza bitcoin nella vita di tutti i giorni, non è così interessato all’andamento del suo valore rispetto ai dollari o rispetto all’euro; così come molti cittadini non seguono costantemente l’andamento del cambio euro dollaro o del cambio sterlina dollaro o ancora del cambio euro sterlina.

Certamente oggi le persone che utilizzano criptovalute quotidianamente sono solo un numero esiguo rispetto al resto dei consumatori che adottano la valuta che ha corso legale nel proprio Paese.

È plausibile che questo numero aumenti o che diminuisca nel tempo, oggi fare previsioni con sicurezza è impossibile. Solo il futuro saprà dirci se le criptovalute potranno coesistere con le valute tradizionali o meno.

Questo contenuto non deve essere considerato un consiglio di investimento. Non offriamo alcun tipo di consulenza finanziaria. L’articolo ha uno scopo soltanto informativo e alcuni contenuti sono Comunicati Stampa scritti direttamente dai nostri Clienti.
I lettori sono tenuti pertanto a effettuare le proprie ricerche per verificare l’aggiornamento dei dati. Questo sito NON è responsabile, direttamente o indirettamente, per qualsivoglia danno o perdita, reale o presunta, causata dall'utilizzo di qualunque contenuto o servizio menzionato sul sito https://www.meteofinanza.com.

Rimani aggiornato con le ultime novità su investimenti e trading!

Telegram