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Meteofinanza.com - domenica, 24 marzo 2019

Previsioni Euro Dollaro – Analisi tecnica EUR USD 04 – 08 Marzo 2019

Previsioni Euro Dollaro – Analisi tecnica EUR USD 04 – 08 Marzo 2019

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CROSS EUR-USD PREME SU RESISTENZA DI BREVISSIMO IN AREA 1,14

Lieve incremento settimanale per la coppia Euro-Dollaro, che grazie ad una performance a 5 sedute pari a +0,3% ha fatto registrare la seconda ottava consecutiva in rialzo. Massimo e minimi settimanali rispettivamente a quota 1,1421 ( massimo a 3 settimane ) e 1,1323, mentre il close della sessione dello scorso Venerdì 1 Marzo si è assestato a quota 1,1377.

Previsioni Euro Dollaro – Analisi tecnica EUR USD 04 – 08 Marzo 2019

LE NEWS ED I DATI MACRO PIU’ IMPORTANTI PER IL CAMBIO EURO-DOLLARO

Cambio Euro-Dollaro frenato dall’ economic sentiment della zona Euro, in calo a 106,1 punti nel mese di Febbraio, dai 106,3 punti di Gennaio. Il dato diffuso dalla Commissione Europea ha rivelato l’ ottavo mese consecutivo in discesa, portandosi sul livello più basso da Novembre 2016. Dai dettagli è inoltre emerso che la frenata è stata dettata dal maggior pessimismo dei manager su scorte, ordini e produzione.

La voce relativa alla fiducia delle imprese, sempre a Febbraio, è invece rimasta invariata a 0,69 sui minimi da Gennaio 2017punti, lievemente sopra i 0,60 punti indicati dagli analisti. La fiducia nel settore industriale si è invece portata a -0,4 punti, sotto gli 0,1 punti delle attese e gli 0,6 punti della precedente stima mensile, a sua volte rivista lievemente al rialzo da 0,5 punti della prima lettura. In miglioramento, invece, la fiducia nel settore di servizi, che sempre nello stesso mese di osservazione si è assestata a 12,1 punti, in lieve risalita dagli 11 punti di Gennaio, mentre le attese erano per un modesto calo a 10,9 punti. La Commissione Europea ha inoltre reso noto che la stima finale della fiducia dei consumatori nell’ Eurozona, a Febbraio, si è assestata a -7,4 punti, in linea con la lettura preliminare e le stime degli analisti.

In lieve miglioramento l’ indice dei prezzi al consumo nell’ Area Euro nel mese di Febbraio, in crescita dell’1,5% su base annua, come da attese. A Gennaio il tasso d’ inflazione diffuso da Eurostat si era invece assestato all’1,4%. L’ indice Core, al netto dei prezzi di energia, alimentari e tabacchi ha invece rivelato un aumento dell’1%, evidenziando un piccolo calo rispetto al +1,1% delle attese e della precedente stima mensile. Conferme sui valori più bassi da Novembre 2008, per il tasso di disoccupazione dell’ Eurozona, che a Gennaio si è assestato al 7,8%, sui livelli della precedente stima di Dicembre, rivista in lieve ribasso dal 7,9% della precedente lettura. I pronostici degli analisti, invece, indicavano un valore al 7,9%.

Cambio Euro-Dollaro in miglioramento dopo che il governatore della Federal Reserve, Jerome Powell, nel corso dell’audizione tenuta davanti alla commissione bancaria del senato statunitense ha fatto confermato che l’istituto centrale USA, per il momento, sospenderà il rialzo dei tassi, poiché nonostante l’ economia USA sia ancora molto forte, sta crescendo ad un ritmo minore rispetto ai trimestri precedenti. Powell ha ribadito che nel 2019, l’ atteggiamento della FED sarà “ paziente “, poiché le tendenze sono “ contrastanti ed ambigue “, anche se l’ outlook sulle prospettive economiche è rimasto stabile, poiché le condizioni attuali ancora “ favorevoli “.

La settimana macro a stelle e strisce si è invece aperta con la lettura in calo fatta registrare dal Chicago Fed National Activity, l’ indice che misura l’ andamento dell’ attività manifatturiera nel distretto federale di Chicago, in calo a -0,43 punti, dagli 0,05 punti del mese precedente ( rivisti da 0,27 punti della prima lettura ). IL CFNAI elaborato dalla locale FED, oltre a misurare l’ andamento economico nel distretto federale di Chicago, ha una gran rilevanza in ambito nazionale, in quanto misura anche le pressioni inflazionistiche. Valori di indice positivi indicano che l’ economia cresce ad un ritmo superiore alla media storica, mentre valori negativi sono sinonimi di crescita inferiori al tasso medio storico.

Batte le attese il Dallas Fed Index, ovvero l’ indice che misura lo stato di salute nel settore manifatturiero del distretto federale della cittadina texana, che a Febbraio si è portato a 13,1 punti, in netto progresso rispetto alla precedente stima mensile, pari ad 1 punto. I pronostici degli analisti, invece, non si spingevano oltre i 4,7 punti.
Il Dipartimento per il Commercio ha reso noto che a Dicembre, la stima finale delle scorte all’ ingrosso ha rivelato un aumento dell’1,1% su base mensile, mentre le indicazioni degli analisti erano ferme allo 0,4%. Corretta al rialzo, a +0,4% la lettura di Novembre da +0,3% inizialmente comunicato.

La fiducia dei consumatori misurata dal Conference Board, a Febbraio, si è assestata a 131,4 punti, in risalita dai 120,2 punti di Gennaio, mentre le indicazioni degli analisti erano per un miglioramento più contenuto, a 124,9 punti.

Netto miglioramento per il Richmond Fed Index, che a Febbraio ha mostrato un incremento a 16 punti, balzando dai -2 punti della lettura di Gennaio. Gli analisti invece avevano pronosticato un rialzo più contenuto, a 5 punti.

Gli ordini di fabbrica a Dicembre sono aumentati dello 0,1% su base mensile, migliorando sensibilmente dal -0,5% di Novembre ( rivisto da -0,6% ). Il consensus, tuttavia, indicava un maggior aumento, pari a +0,6%.

Dollaro debole dopo che la prima lettura del PIL USA del quarto trimestre 2018 ha mostrato una crescita oltre le attese ( +2,2% ) al 2,6%, frenando, tuttavia, rispetto al +3,4% della precedente stima trimestrale. In rallentamento la crescita dei consumi, che sempre nel Q4 2018 è aumentata del 2,8%, rallentando rispetto al +3,5% del precedente trimestre. I pronostici degli analisti, invece, davano un maggior incremento, pari a +3%.

Settimana ricca di dati anche per quanto riguarda il settore immobiliare USA. A Dicembre, le nuove costruzioni abitative sono diminuite dell’1,2% su base mensile, mentre gli analisti avevano pronosticato una lieve contrazione dello 0,1%. Corretta la precedente stima mensile, che da +3,2% della lettura preliminare è stata rivista a +0,4%.
Il numero dei permessi edilizi rilasciati a Dicembre ha invece mostrato un incremento dello 0,3%, ma tuttavia rallentando dal +5% della precedente rivelazione mensile ( corretta al rialzo da +4,5% della lettura flash). Dato migliore delle attese degli analisti che invece avevano ipotizzato una flessione del 2,6%.

Il saldo delle nuove richieste di mutui ipotecari rivelato dalla Mortgage Bankers Association ( MBA ), al 22 Febbraio, ha mostrato un incremento del 5,3% che ha seguito il balzo del 3,6% della precedente stima mensile.

Le vendite di case in corso, rilevato dall’ indice pending home sales, a Gennaio, ha fatto registrare un aumento del 4,6%, portandosi a 103,2 punti, dai 98,7 punti del mese di Dicembre ( -2,3% ). Il consensus medio, invece, indicava un aumento dello 0,8%.

Segno “ più “ per gli ordini di beni durevoli a Dicembre, in crescita dell’1,25, come da lettura preliminare. Il Dipartimento per il Commecio ha inoltre rivelato che la suddetta lettura, al netto degli ordinativi relativi al settore trasporti, ha invece evidenziato un aumento dello 0,1%, come da rilevazione flsh.

Il consueto report settimanale diffuso dal Dipartimento per il Lavoro, ha evidenziato che nell’ ottava terminata il 23 Febbraio, il saldo relativo alle nuove richieste di sussidio di disoccupazione ha evidenziato un incremento di 8 mila unità, portandosi a +225 mila unità, dalle +217 mila unità della precedente stima settimanale ( rivista da +216 mila unità ). Le richieste continuative di sussidio, al 16 Febbraio, sono invece cresciute a 1,805 milioni di unità da 1,726 milioni di unità ( corrette al rialzo da 1,725 milioni di unità della prima lettura ), mentre il consensus indicava un minor incremento, a 1,737 milioni di unità.

Lettura migliore delle attese degli analisti per l’ indice PMI di Chicago che nel mese di Febbraio è aumentato a 64,7 punti dai 56,7 punti di Gennaio. Il sotto-indice relativo alla produzione ha invece evidenziato un risultato pari a 52,7, in calo dai 53,7 punti della precedente rivelazione preliminare ed i 55,7 punti di Gennaio. La voce relativa ai nuovi ordini, invece, si è assestata a 52,7 punti, dai 53,6 punti della lettura preliminare ed i 55,6 punti di Dicembre, portandosi inoltre sui minimi da Giugno 2017.

L’ indicatore che misura l’ andamento dell’ attività manifatturiera statunitense, a Febbraio, elaborato dall’ Institute for Supply Management ( ISM ), ha fatto registrare una flessione a 54,2 punti dai 56,6 punti di Gennaio. Il dato ha disatteso le indicazioni degli analisti che invece si aspettavano una minor discesa, a 55,8 punti. Nonostante il rallentamento si è trattata di una lettura espansiva in quanto ben oltre la soglia dei 50 punti, spartiacque tra espansione e contrazione.

Lettura inferiore alle attese per reddito personale negli USA , che a Gennaio ha fatto registrare una contrazione dello 0,1% su base mensile, mentre gli analisti avevano stimato un rialzo dello 0,3%, anche se in frenata rispetto al +1% di Dicembre. In flessione le spese per consumi personali, giù dello 0,5%, mentre gli analisti avevano indicato un rallentamento più moderato, pari a -0,3%. La lettura mensile precedente, invece, è stata corretta al rialzo, e portata da +0,4% a +0,6%. Reddito personale e spesa, insieme al tasso di risparmio sono degli importanti termometri macro, in quanto incidono direttamente sui consumi, che a loro volta partecipano al 70% nella formazione del PIL USA.

Il dato finale sulla fiducia dei consumatori elaborato dall’ università del Michigan si è assestato a 93,8 punti, scendendo sotto la rilevazione preliminare, pari a 95,5 punti e rispetto ai 95,9 punti attesi dagli analisti.

VISIONE CAMBIO EURO – DOLLARO SUL BREVE PERIODO

Quadro tecnico di breve-medio periodo ancora impostato al ribasso per la coppia EUR-USD, che staziona ancora al di sotto del supporto in area 1,16, indicato nelle precedenti rubriche di analisi tecnica sul Forex. La perdita in chiusura settimanale del suddetto livello ha già causato un nuovo affondo con target sui minimi plurimensili in prossimità di area 1,12.

La coppia EUR-USD dopo essere volata sui massimi a 3 anni, sembra aver perso lo smalto che ha caratterizzato la fine del 2017 ed il primo trimestre 2018. Sul medio-lungo periodo, dopo vari tentativi, la pressione ribassista ha sfondato al ribasso l’ importante supporto in area 1,18, conducendo le quotazioni anche sotto importante supporto in area 1,16, la cui rottura ha a sua volta scatenato un ulteriore ondata di vendite sui minimi da Giugno 2016 in area 1,12.

La visione di lungo periodo, invece, ci aveva detto che le quotazioni del cross EUR/USD dopo essere scivolate sotto i supporti di medio-lungo , in area 1,06 -1,07, aveva messo in atto un poderoso rialzo che, dopo aver superato la forte resistenza in area 1,12 aveva in un primo momento rotto i vecchi massimi di breve-medio periodo in area 1,16 e successivamente aveva saputo fare ancora meglio volando sopra quota 1,18, ex resistenza di medio-lungo periodo, divenuta supporto.

In virtù dei rialzi appena descritti, il quadro grafico del cambio Euro – Dollaro era tornato a farsi nuovamente interessante nel medio-lungo periodo, in quanto la riconquista di area 1,18 aveva generato l’ allungo verso area 1,24-1,25. Dopo il salutare pull-back in area 1,17-1,15 la coppia non ha più avuto la forza di riportasi stabilmente oltre quota 1,18, in chiusura settimanale. Sul brevissimo, la nuova discesa sotto area 1,14, in chiusura weekly, potrebbe causare il ritorno in area 1,12, la cui eventuale perdita potrebbe essere il preludio ad ulteriori crolli in area 1,10. Lo scenario ribassista sul breve-medio, invece, verrà negato soltanto in caso di ritorno in chiusura settimanale oltre area 1,18.

STRATEGIA SETTIMANALE DI TRADING SUL CAMBIO EURO-DOLLARO

Ottava poco mossa per il nostro trading system con sottostante la coppia EUR-USD, che nonostante il ristretto trading range ( appena una figura tra minimo e massimo settimanale ) ha preso profitto sui due target price pronosticati dalla strategia Long Intraday.

La strategia rialzista consiglia di attivare posizioni Long nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 1,1427 e consiglia di prendere profitto sui primi due target price individuati in area 1,1454 e 1,1498; Loss in caso di chiusura oraria minore di 1,1373. Mantenere la posizione rialzista nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria o giornaliera maggiore di 1,1498, per cercare di sfruttare possibili allunghi prima in area 1,1525 e successivamente a 1,1569; Stop Loss in caso di ritorno sotto 1,1421 in chiusura di candela oraria. Ed ancora, Long sulla forza, in caso di close orario maggiore di 1,1569, per tentare di prendere profitto in area 1,1596 e 1,1613, estesa a quota 1,1667; stop loss nel caso in cui si verifichi un ritorno sotto 1,1498 in chiusura di candela giornaliera. Suggeriti Long Speculativi in caso di discesa in area 1,1137, per cogliere eventuali rimbalzi in area 1,1163 e 1,1206, estesi ad 1,1276; Stop Loss in caso di ulteriori discese sotto quota 1,109 in chiusura di candela oraria o giornaliera.

La strategia ribassista, invece, suggerisce di attivare posizioni Short, nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 1,1373; Target Price attesi in prima battuta a 1,1346 e successivamente a 1,1302; Stop Loss in caso di ritorno oltre 1,1427 in chiusura di candela oraria. Mantenere la posizione ribassista in caso di chiusura oraria minore di 1,1302 per sfruttare possibili cali in area 1,1276 e 1,1233; fissare uno Stop Loss, con l’ intento di evitare eventuali perdite, in caso di ritorno sopra 1,1346 in chiusura di candela oraria o giornaliera.

Lecito rafforzare le posizioni Short in caso di discesa sotto area 1,1233 in chiusura oraria o giornaliera, per cavalcare eventuali affondi in area 1,1206 e 1,1163, estesi a 1,1137; stop loss nel caso in cui si assista ad ritorno oltre quota 1,1302 in close orario. Consigliati Short Speculativi in caso di allunghi in area 1,1667 per cercare di sfruttare possibili pull-back in area 1,1613 e 1,1569, estesi a quota 1,1525; Stop Loss nel caso in cui il rialzo si spinga oltre 1,1712 in chiusura di candela oraria o daily.

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