LA COPPIA EUR-USD CONSOLIDA SUI MASSIMI AD OLTRE 2 ANNI, MA AREA 1,25 SI CONFERMA RESISTENZA DURA DA ABBATTERE

Il cambio Euro-Dollaro consolida sui massimi pluriennali, nonostante un calo giornaliero dello 0,46% fatto registrare nel corso dell’ ultima sessione di scambi, con cui la coppia EUR-USD ha concluso l’ottava a quota 1,2456. Il bilancio a 5 sedute, invece, ha evidenziato un lieve progresso, pari a +0,30%. Top settimanale che si è spinto fino a quota 1,2524, a fronte di un minimo che nello stesso arco temporale ha toccato quota 1,2334.

LE NOTIZIE ED I DATI MACRO PIU’ IMPORTANTI PER LE QUOTAZIONI DEL CAMBIO EURO-DOLLARO

Dopo essere sprofondato su nuovi minimi pluriennali, il biglietto verde ha recuperato terreno con la diffusione, migliore delle attese, degli importantissimi dati sugli occupati nei settori non agricoli USA e sui salari.

Il Dipartimento per il lavoro statunitense ha reso noto che a Gennaio il saldo delle non Farm Payrolls ha evidenziato una crescita di 200 mila unità, assestandosi oltre le +180 mila unità pronosticate dagli analisti e ben al di sopra della precedente stima mensile, corretta al rialzo a +160 mila unità dalle +148 mila unità della stima flash. Deciso balzo in avanti anche per i salari, cresciuti del 2,9%, trainati dall’ aumento della retribuzione oraria, in crescita di 9 centesimi di dollaro ( +0,3% ). Pertanto un’ ora di lavoro negli USA viene retribuita a 26,74 dollari, il livello più alto dal 2009. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 4,1%, confermandosi sui minimi degli ultimi 17 anni.

La lettura delle NFP, come consuetudine, era stata anticipata dalle indicazioni diffuse dalla società di ricerca ADP. Secondo il report elaborato dalla società di gestione servi zi e risorse umane, Automatic Data Processing, il saldo delle buste paga nel settore privato statunitense aveva subito una variazione di +232 mila unità, in lieve contrazione dalle +242 mila unità della lettura mensile precedente, ma tuttavia oltre le +185 mila unità attese dagli analisti. La stima ADP copre il 20% del totale delle buste paga nei settori non agricoli statunitensi, quindi rimane pur sempre una stima indicativa.

La settimana macro oltreoceano si era invece aperta con la lettura, migliore delle attese, dell’ indice sul reddito delle famiglie del mese di Dicembre, che secondo la stima del Dipartimento per il Commercio ha evidenziato un aumento dello 0,4% rispetto alla stima mensile precedente, dando seguito quindi al rialzo di Novembre ( +0,3% ).

I pronostici degli analisti erano per una lettura invariata. Segno “ più ” anche per le spese personali, aumentate dello 0,4% rispetto alla stima di Novembre, ma evidenziando una crescita più moderata rispetto al +0,8% della precedente rilevazione. Gli analisti si aspettavano una lettura lievemente migliore, a +0,5%. Redditi delle famiglie e spese personali sono indicazioni preziosissime per la FED, poiché concorrono per il 70% alla formazione del Prodotto Interno Lordo USA.

La lunga serie di dati macro migliore delle attese è continuata con il deciso aumento dell’indice manifatturiero del distretto di Dallas, cresciuto, nel mese di Gennaio, a 33,4 punti, dai 29,7 punti del mese di Dicembre, battendo il consensus degli analisti, che invece si aspettava una contrazione a 25,4 punti.

In crescita anche la lettura dell’ indice sulla fiducia dei consumatori, in salita a 125,4 punti, contro i 123,1 punti della precedente stima mensile. Il dato di Gennaio diffuso dalla Conference Board ha inoltre superato le stime degli analisti, che avevano previsto un modesto calo a 123 punti.

Dalla lettura del Redbook dello scorso mese è emerso che le vendite al dettaglio nelle catene nazionali statunitensi sono rimaste invariate rispetto al mese precedente, ma su base annua, ovvero rispetto a Gennaio 2017, sono aumentate del 3,2%.

Ottava ricca di dati anche sul fronte immobiliare USA. Secondo la consueta stima settimanale elaborata dalla Mortgage Bankers Association ( MBA ), il saldo delle nuove richieste di mutui ipotecari, la scora ottava, ha evidenziato un aumento del 2,6%, in frenata rispetto al +4,5% della precedente lettura. Consolidano il trend di crescita i prezzi delle case, che nel mese di Novembre hanno fatto registrare un aumento dello 0,7%, balzando a +6,2%. Rispetto allo stesso periodo del 2016 ( massimo dal 2006 ).

Un aumento tre volte superiore alla crescita dell’ inflazione, fanno notare gli analisti. crescono anche le vendite in corso di abitazioni nel mese di Dicembre, in aumento dello 0,5% rispetto al +0,3% della stima di Novembre. Dato in linea con le attese degli analisti.

Saldo negativo per l’ indice manifatturiero del distretto di Chicago, che nel mese di Gennaio ha interrotto la propria espansione congiunturale. Stando a quanto elaborato dal report curato dall’ Institute for Supply Management, ottenuto incrociando le informazioni rilasciate dai direttori agli acquisti delle aziende del settore manifatturiero, la lettura del PMI nella città dell’ Illinois, lo scorso mese ha subito un calo a 65,7 punti, dai 67,8 del mese di Dicembre, evidenziando tuttavia una lettura migliore rispetto ai 64,1 punti attesi dagli analisti.

Cresce ad un ritmo abbastanza sostenuto anche il costo dell’ occupazione negli Stati Uniti, che negli ultimi tre mesi del 2017 è aumentata dello 0,6% ( in linea con le attese ), su base trimestrale, ma di ben 2,6 punti percentuali rispetto all’ ultimo trimestre del 2016. Letture contrastate, invece, per costo della produttività e del lavoro, che hanno fatto registrare rispettivamente una discesa dello 0,1% ( attese +0,8% ) ed un rialzo del 2% ( attese +0,9% )

Il Dipartimento per il Lavoro statunitense ha reso noto che le richieste settimanali di sussidio di disoccupazione, al 27 Gennaio, hanno evidenziato un calo a 230 mila unità, in lieve discesa dalle 231 mila unità della precedente stima, battendo le attese degli analisti, che invece si aspettavano un aumento a 237 mila unità. Il numero totale delle richieste di indennità di disoccupazione, invece, si è portato a 1,95 milioni di unità, in salita di 13 mila unità, rispetto all’ottava precedente. La media mobile mensile, indicatore più affidabile poiché meno soggetto agli sbalzi più accentuati, tipici delle singole letture settimanali, ha fatto registrare un calo di 5 mila unità, assestandosi a 234.500 unità.

Lettura mensile in calo per l’ indice ISM manifatturiero USA di Gennaio, sceso a 59,1 punti, dai 59,3 punti della precedente stima. Variazione positiva, invece, per l’ indice PMI manifatturiero, che sempre a Gennaio ha evidenziato una crescita a 55,5 punti, dai 55,1 punti del mese di Dicembre, balzando sui massimi dal 2015.

Cresce anche l’ indice ISM di New York, che lo scorso mese ha evidenziato un aumento a 767,9 punti, dai 756 punti della lettura di Dicembre, schizzando sui massimi da Novembre 2006.
La scorsa ottava si è conclusa dal punto di vista macro statunitense, con la lettura della fiducia dei elaborata dall’ Università del Michigan, che a Gennaio è diminuita a 95,7 punti, dai 95,9 punti di Dicembre, ma meno dei 95 punti attesi dagli analisti. Passo indietro anche per il sottoindice della fiducia delle condizioni correnti dell’ economia, in discesa a 110,5 punti, dai 113,8 punti della precedente stima mensile. L’ indicatore della fiducia sulle condizioni future, invece, si è attestato a 86,3 punti, in saluta dagli 84,3 punti della precedente lettura di Dicembre. Le aspettative sull’ inflazione hanno fatto registrare una crescita del 2,7%, come la fine Dicembre 2017, mentre le prospettive a cinque anni sono rimaste ferme al 2,5%.

Dalla sponda europea, uno dei dati più sensibili per la coppia Euro-Dollaro ha riguardato la rilevazione preliminare del PIL dell’ Eurozona del quarto trimestre 2017, cresciuto dello 0,6% rispetto al trimestre precedente, e del 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2016. Dati in linea con le aspettative degli analisti.

Piuttosto deludente, invece, il dato relativo alla fiducia economica nell’ area Euro, in discesa a Gennaio, a 114,7 punti, dai 115,3 punti della precedente rilevazione di Dicembre. Le attese degli analisti, invece, erano per un aumento a 116,2 punti. In linea con la stima preliminare e con i pronostici degli analisti, invece, la lettura finale del mese di Gennaio della fiducia al consumo nell’eurozona, assestatasi a 1,3 punti.

Letture in calo per la fiducia sui servizi e quella sull’ industria che hanno rispettivamente evidenziato, a Gennaio, una contrazione a 16,7 punti dai 18,5 punti della precedente rilevazione, ed una lieve discesa a 8,8 punti dagli 8,9 punti della stima di Dicembre.

Scende, ma meno di quanto atteso dal mercato, l’ indice dei prezzi al consumo dell’ Eurozona relativo al mese di Gennaio, in calo dello 0,9%, contro una discesa più marcata, pari a -1,1% prevista dagli analisti. Variazione positiva, invece, per l’ indice dell’ inflazione Core, al netto delle componenti energia ed alimentari freschi, in aumento dell’ 1,2% anno su anno, da +1,1% della precedente rilevazione.

Moneta unica europea sostenuta dal volo, sui massimi dall’ ormai lontano 1997, fatto registrare dall’ indice PMI manifatturiero, che nella lettura finale di Gennaio è balzato a 59,6 punti, assestandosi abbondantemente oltre la soglia dei 50 punti, che indica espansione.

Lettura in salita per i prezzi alla produzione industriale in Europa, nel mese di Dicembre, in crescita, secondo quanto reso noto da Eurostat, dello 0,2% rispetto alla rilevazione di Novembre
Aumentano i prezzi alla produzione industriale nella zona UE a Dicembre. Il dato, rilevato dall’ Eurostat, ha evidenziato una crescita dello 0,1%, dopo il +0,7% di Novembre. Su base annua l’ incremento è stato pari a +2,4%.

VISIONE CAMBIO EURO – DOLLARO SUL BREVE PERIODO

La coppia EUR-USD è volata sui massimi ad oltre 3 anni, consolidando il recente recupero oltre area 1,20, in chiusura settimanale, e facendo pertanto diminuire le probabilità di assistere ad un ritorno in area 1,16-1,165, supporto di medio periodo di fondamentale importanza.

La visione di lungo periodo, invece, ci ha detto che le quotazioni del cross EUR/USD dopo essere scivolate sotto i supporti di medio-lungo , in area 1,067 -1,07, hanno messo in atto un poderoso rialzo che, dopo aver superato la forte resistenza in area 1,12 hanno in un primo momento rotto i vecchi massimi di breve-medio periodo in area 1,16 e successivamente hanno saputo fare ancora meglio volando sopra quota 1,18 ( resistenza di medio-lungo periodo ). In virtù dei rialzi appena descritti, il quadro grafico del cambio Euro – Dollaro è ritornato a farsi nuovamente interessante nel medio-lungo periodo, in quanto la riconquista di area 1,18 ha generato l’ allungo verso area 1,20-1,22.

Al ribasso, quindi, area 1,18 diventa il supporto fondamentale per la pista rialzista appena evidenziata, la cui rottura potrebbe attivare nuove discese in area 1,16 in un primo momento e successivamente in area 1,14. Dando un rapido sguardo al quadro grafico del cross EUR/USD è facile notare come le quotazioni siano state compresse per oltre 2 anni dentro l’ ampia congestione 1,05 -1,16. La fuoriuscita dal range ha gettato le basi per centrare l’ obiettivo primario in area 1,22 e successivamente prendere profitto verso l’ obiettivo finale posto in area 1,25.

Al momento gli oscillatori di breve-medio periodo evidenziano i primi segni di ipercomprato, per il proseguo del rialzo sarebbe necessario un pull-back per scaricare gli eccessi, quantomeno in area 1,22, massimo 1,20, senza cedere quest’ultimo supporto, poiché le quotazioni potrebbero avvitarsi ulteriormente verso il basso, in area 1,8-1,16.

STRATEGIA SETTIMANALE DI TRADING SUL CAMBIO EURO-DOLLARO

Buona la performance settimanale realizzata dal nostro Trading System attivo sul mercato del FOREX, che ha centrato i primi due obiettivi pronosticati dalla strategia Long, nonché il primo target della strategia Short Intraday.

La strategia rialzista consiglia di attivare posizioni Long nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria maggiore di 1,2485; Target Price individuati in area 1,2514 ed 1,2562; Stop Loss in caso di chiusura oraria minore di 1,2407. Mantenere la posizione rialzista nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria o giornaliera maggiore di 1,2562, per cercare di sfruttare possibili allunghi in area 1,2591 ed 1,264; Stop Loss in caso di ritorno sotto 1,2485 in chiusura di candela oraria.

Ed ancora, Long sulla forza, in caso di close orario maggiore di 1,264, per tentare di prendere profitto in area 1,267 ed 1,2718, estesa ad 1,2767; stop loss nel caso in cui si verifichi un ritorno sotto 1,2591 in chiusura di candela giornaliera. Suggeriti Long Speculativi in caso di discesa in area 1,2132, per cogliere eventuali rimbalzi in area 1,2178 ed 1,223, estesa ad 1,2254; Stop Loss in caso di ulteriori discese sotto 1,205 in chiusura di candela oraria o giornaliera.

La strategia ribassista, invece, consiglia di aprire posizioni Short, nel caso in cui si registri una chiusura oraria minore di 1,2407; Target Price attesi in prima battuta a 1,2377 e successivamente a 1,233; Stop Loss in caso di ritorno oltre 1,2485 in chiusura di candela oraria.

Mantenere la posizione ribassista in caso di chiusura oraria minore di 1,233 per sfruttare possibili cali in area 1,2301 ed 1,2254; fissare uno Stop Loss, con l’ intento di evitare eventuali perdite, in caso di ritorno sopra 1,2407 in chiusura di candela oraria o giornaliera. Lecito rafforzare le posizioni Short in caso di discesa sotto area 1,2254 in chiusura oraria o giornaliera, per cavalcare eventuali affondi in area 1,223 ed 1,2178, estesi a 1,2132; stop loss nel caso in cui si assista ad ritorno oltre quota 1,2334 in close orario.

Consigliati Short Speculativi in caso di allunghi in area 1,2767 per cercare di sfruttare possibili pull-back in area 1,2718 ed 1,267, estesa a 1,2591; Stop Loss nel caso in cui il rialzo si spinga oltre 1,285 in chiusura di candela oraria o daily.

Entreremo nuovamente Long Multiday in caso di pull-back di area a 1,18, fissando il Target Price in area 1,20-1,205. Stop Loss da applicare rigorosamente in caso di perdita di area 1,165 in chiusura di candela giornaliera.

 

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