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Meteofinanza.com - domenica, 16 dicembre 2018

Previsioni Euro Dollaro – Analisi tecnica EUR USD 12-16 Novembre 2018

CAMBIO EURO-DOLLARO DEBOLE SU AUMENTO ASPETTATIVE RIALZO TASSI D’ INTERESSE USA

Il cross EUR-USD scende per la quarta settimana consecutiva, facendo registrare una chiusura d’ottava a quota 1,1336. Il close appena indicato, vicino ai minimi delle ultime 5 sedute toccati a quota 1,1317, lascia supporre che le vendite sulla moneta unica europea possano proseguire anche per la prima parte di questa nuova settimana. Il bilancio dell’ intera settimana ha invece fatto registrare un calo di quasi lo 0,45%, con le quotazioni che sono state respinte verso il basso dalla resistenza di brevissimo toccata su un top intaday a quota 1,1502.

Previsioni Euro Dollaro – Analisi tecnica EUR USD 12-16 Novembre 2018

LE NOTIZIE ED I DATI MACRO PIU’ SENSIBILI PER LE QUOTAZIONI DEL CAMBIO EURO-DOLLARO

L’atteso evento delle elezioni di Midterm negli USA non ha provocato grossi scossoni sull’ andamento delle quotazioni del cross EUR-USD, in quanto l’ esito che ha visto i Democratici aggiudicarsi la maggioranza alla Camera dei deputati era quasi del tutto scontato ed è stato bilanciato dalla vittoria dei Repubblicani del Presidente Trump al Senato, che ha irrobustito la loro maggioranza con tre seggi in più rispetto a prima.

Dollaro in netta ascesa nei confronti delle principali valute mondiali e quindi anche nei confronti della moneta unica europea, invece, dopo la riunione della banca centrale americana. La Fed ha di fatto confermato il quarto rialzo dei tassi del 2018, atteso dagli analisti per il prossimo meeting di Dicembre. Il governatore Powell nel consueto discorso post-riunione ha dichiarato che ” l’ attività economica negli USA continua a salire ad un ritmo forte ”, spianando la strada ad un’ ulteriore manovra di allentamento. L’ istituto con sede a Washington ha inoltre confermato le attese di crescita del PIL made in USA al 3% per l’ ultimo trimestre dell’anno, dopo che nei primi nove mesi il Prodotto Interno Lordo ha evidenziato un +3,3% medio.

La settimana macro europea si è aperta con la flessione evidenziata dall’ indicatore che misura il sentiment degli investitori sull’ economia dell’ Eurozona. Il cosiddetto indice Sentix, attraverso la consueta indagine che coinvolge circa 2.800 addetti ai lavori, tra economisti ed analisti, nel mese in corso si è assestato a 8,8 punti, in calo rispetto agli 11,4 punti della rilevazione di Ottobre. I pronostici degli analisti, invece, erano per una flessione più contenuta, a 9,8 punti.

Variazione nulla per le vendite al dettaglio nell’ Eurozona, che secondo il consueto report diffuso da Eurostat non hanno registrato variazioni dei volumi di vendita nel mese di Settembre. Le attese degli analisti erano per un lieve incremento, pari a +0,1%. Rivisto al rialzo la precedente stima di Agosto, che da -0,2% è stata portata a +0,3%. Sensibilmente migliore, invece, la rilevazione su base annua, che ha riportato un rialzo dello 0,8%, lievemente in calo rispetto al +0,9% pronosticato dagli analisti. La precedente stima tendenziale è stata tuttavia rivista al rialzo a +2,2% da +1,8% della prima comunicazione.

Cambio Euro-Dollaro giù dopo che la Commissione Europea ha rivisto al ribasso le proprie stime di crescita del PIL della zona Euro. Dai dettagli rilasciati dal rapporto della Commissione della UE è emerso che le aspettative sul Prodotto Interno Lordo per l’ anno in corso sono state abbassate al +2,1%, evidenziando un discreto calo rispetto al +2,4% del 2017. Ancora più giù la stima per il PIL 2019, portata da +2% della precedente stima a +1,9%; mentre quella relativa al 2020 è stata abbassata a +1,7%.

L’ organo esecutivo dell’ Unione Europea, presieduto da Jean-Claude Juncker ha giustificato la correzione al ribasso delle proprie stime sulla crescita dell’ Eurozona, puntando il dito contro la sostenibilità dei conti pubblici degli Stati membri con alto debito, tra cui l’Italia, un fattore che potrebbe contagiare il settore bancario europeo facendo aumentare i rischi sulla stabilità economica e finanziaria dell’ intera unione. Tra le altre cause che pesano sul rallentamento del PIL sono stati citati anche i rischi legati alla Brexit ed i pericoli derivanti dal protezionismo economico degli Stati Uniti.

Balzo in avanti per l’ indice dei prezzi al consumo nell’ area Euro, che a Settembre ha fatto registrare un progresso dello 0,5% su base mensile ed un +4,5% su base annua. Battute le aspettative degli analisti, che invece erano per un rialzo dello 0,4% su mese ed un +4,2% su base annua.

I primi dati macro arrivati dagli UA hanno messo in luce l’ incremento fatto registrare dall’ indice ISM non Manifatturiero, che nel mese di Ottobre ha rivelato u balzo a60,3 punti, in salita rispetto ai 51,9 punti indicati dagli analisti. Lettura che tuttavia ha rivelato una lieve contrazione rispetto ai 61,6 punti di Settembre.

Oltre le attese degli analisti anche la lettura finale dell’ indice PMI servizi del mese scorso , assestatosi a 54,8 punti, dai 54,7 punti della stima flash. Lievemente battute le attese degli analisti, che invece avevano pronosticato una lieve contrazione a 54,6 punti; mentre più robusta risulta la crescita rispetto ai 53,9 punti di Settembre Il PMI Composite, ottenuto facendo la media tra il risultato del PMI manifatturiero e quello relativo al comparto servizi si è invece portato a 54,9 punti, in crescita rispetto ai 54,8 punti della prima comunicazione ed ai 53,9 punti della precedente stima mensile.

Segno “meno “ per le nuove richieste di mutui ipotecari, che al 2 Novembre hanno rivelato una contrazione del 4%, confermando il trend negativo di brevissimo, dopo il -2,5% della precedente lettura settimanale diffusa dalla Mortgage Bankers Association ( MBA ).

Il Dipartimento per il Lavoro ha invece reso noto che il saldo settimanale delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione, che nella settimana che si è conclusa il 3 Novembre ha evidenziato un valore pari a +214 mila unità, evidenziando un calo di mille unità, rispetto della precedente stima, a sua volta rivista a +215 mila unità, rispetto alle +214 mila unità della prima comunicazione. La media mobile mensile, indicatore più veritiero, in quanto meno volatile rispetto alle singole rilevazioni settimanali, si è invece portata a 213.750 unità, in calo di 250 unità rispetto al precedente saldo settimanale. Il totale delle richieste di sussidio, nell’ ottava terminata 27 Ottobre, invece, si è assestato a 1,623 milioni di unità, in flessione rispetto a 1,631 milioni di unità della precedente lettura ed in calo rispetto a 1,634 milioni di unità del consensus degli analisti.

In crescita i prezzi alla produzione nel mese di Ottobre, che secondo il rapporto diffuso dal Bureau of Labor Statistics sono aumentati dello 0,6%, mentre le indicazioni degli analisti, non andavano oltre il +0,2%. Su base annua, invece, il progresso è stato del 2,9% contro il +2,5% atteso dal mercato.

Cambio Euro-Dollaro che ha concluso l’ ottava in calo, influenzato negativamente dalla lettura migliore delle attese della stima preliminare relativa all’ indice che misura la fiducia dei consumatori statunitensi, elaborato dall’ Università del Michigan. Il suddetto indicatore, nel mese in corso, ha infatti rivelato un aumento a 98,3 punti, mentre il consensus dava un risultato pari a 98 punti. Nonostante il rallentamento rispetto alla stima finale di Ottobre, pari a 98,6, punti, l’ istituto con sede in Michigan ha rivelato che su base annua la fiducia dei consumatori negli USA sta facendo registrare il miglior trend dal 2000 ad oggi.

VISIONE CAMBIO EURO – DOLLARO SUL BREVE PERIODO

Come indicato nel corso delle precedenti sessioni di analisi tecnica sul cross EUR-USD, la perdita dell’ importante supporto che passa in area 1,16, ha nuovamente compromesso il quadro tecnico della coppia di valute più scambiata sul mercato del Forex. La chiusura settimanale sotto tale livello ha già causato un nuovo affondo con target sui minimi plurimensili in prossimità di area 1,13.
La coppia EUR-USD dopo essere volata sui massimi a 3 anni, sembra aver perso lo smalto che ha caratterizzato la seconda parte del 2017 ed i primi tre mesi del 2018.

Dopo vari tentativi, la pressione ribassista ha sfondato al ribasso l’ importante supporto in area 1,18, conducendo le quotazioni anche sotto importante supporto in area 1,16, la cui rottura ha a sua volta scatenato un ulteriore ondata di vendite sui minimi da Luglio 2017 in area 1,13. La visione di lungo periodo, invece, ci aveva detto che le quotazioni del cross EUR/USD dopo essere scivolate sotto i supporti di medio-lungo , in area 1,06 -1,07, aveva messo in atto un poderoso rialzo che, dopo aver superato la forte resistenza in area 1,12 aveva in un primo momento rotto i vecchi massimi di breve-medio periodo in area 1,16 e successivamente aveva saputo fare ancora meglio volando sopra quota 1,18, ex resistenza di medio-lungo periodo, divenuta supporto.

In virtù dei rialzi appena descritti, il quadro grafico del cambio Euro – Dollaro era tornato a farsi nuovamente interessante nel medio-lungo periodo, in quanto la riconquista di area 1,18 aveva generato l’ allungo verso area 1,24-1,25. Al momento gli oscillatori di breve-medio periodo si sono scaricati dall’ ipercomprato e tendono all’ ipervenduto.

Dopo il salutare pull-back in area 1,17-1,15 la coppia non ha più avuto la forza di riportasi stabilmente oltre quota 1,18, in chiusura settimanale. La perdita del sostegno individuato in area 1,14 , in chiusura weekly potrebbe compromettere in negativo il quadro grafico di medio-lungo periodo, favorendo ulteriori ribassi, con target in area 1,12, senza escludere ulteriori crolli in area 1,10. Lo scenario ribassista sul breve, pertanto, verrà negato soltanto in caso di ritorno in chiusura settimanale oltre area 1,18

STRATEGIA SETTIMANALE DI TRADING SUL CAMBIO EURO-DOLLARO

Buono il bilancio settimanale del nostro trading system con sottostante la coppia EUR-USD, che ha preso profitto sui 2 obiettivi indicati dalla strategia Long Intraday e sui 2 target price pronosticati dalla strategia Short Intraday.

La strategia Long consiglia di attivare posizioni al rialzo nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 1,1342 e consiglia di prendere profitto sui primi due target price individuati in area 1,1385 e 1,1411; Stop Loss in caso di chiusura oraria minore di 1,1314.

Mantenere la posizione rialzista nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria o giornaliera maggiore di 1,1411, per cercare di sfruttare possibili allunghi prima in area 1,1438 e successivamente a 1,1481; Stop Loss in caso di ritorno sotto 1,1342 in chiusura di candela oraria. Ed ancora, Long sulla forza, in caso di close orario maggiore di 1,1481, per tentare di prendere profitto in area 1,1508 e 1,1552, estesa ad 1,1624; stop loss nel caso in cui si verifichi un ritorno sotto 1,1411 in chiusura di candela giornaliera. Suggeriti Long Speculativi in caso di discesa in area 1,1105, per cogliere eventuali rimbalzi in area 1,1148 e 1,119, estesi ad 1,1244; Stop Loss in caso di ulteriori discese sotto quota 1,105 in chiusura di candela oraria o giornaliera.

La strategia Short, invece, suggerisce di attivare posizioni al ribasso, nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 1,1314; Target Price attesi in prima battuta a 1,1287 e successivamente a 1,1244; Stop Loss in caso di ritorno oltre 1,1342 in chiusura di candela oraria. Mantenere la posizione ribassista in caso di chiusura oraria minore di 1,1244 per sfruttare possibili cali in area 1,1217 ; fissare uno Stop Loss, con l’ intento di evitare eventuali perdite, in caso di ritorno sopra 1,1317 in chiusura di candela oraria o giornaliera.

Lecito rafforzare le posizioni Short in caso di discesa sotto area 1,1217 in chiusura oraria o giornaliera, per cavalcare eventuali affondi in area 1,119 e 1,1148, estesi ad 1,1105; stop loss nel caso in cui si assista ad ritorno oltre quota 1,1287 in close orario.

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