IL CROSS EUR-USD CHIUDE L’ OTTAVA OLTRE AREA 1,19 PER LA PRIMA VOLTA DA GENNAIO 2015

Deciso balzo in avanti per il cross EUR-USD che, concludendo gli scambi della seduta di Venerdì 25 Agosto a quota 1,1925 ha messo a segno una crescita di quasi l’ 1,40%, facendo registrare la prima chiusura settimanale sopra area 1,19, dall’ ormai lontano Gennaio 2015. La coppia ha invece trovato un valido sostegno da cui rimbalzare a quota 1,1729.

LE NOTIZIE ED I DATI MACRO PIU’ SENSIBILI PER IL CAMBIO EURO-DOLLARO

Nonostante il meeting dei banchieri delle più influenti banche centrali mondiali, tenutosi Jackson Hole, non abbia riservato grosse sorprese, sono state le parole del presidente della BCE, Mario Draghi, ad infiammare la coppia Euro-Dollaro, sul mercato del FOREX. Potrebbe essere accaduto che qualche grosso operatore, che si aspettava che il numero 1 dell’ istituto centrale con sede Francoforte, desse qualche dettaglio su Tapering e tassi, alla vigilia, avesse puntato sullo Short .

La “ non notizia “ potrebbe quindi aver fatto scattare ricoperture ed ulteriori acquisti Long. Poiché nella sostanza Draghi ha glissato sugli argomenti bollenti, improntando il proprio discorso sull’ importanza del libero scambio, per sostenere una crescita globale nel tempo, mettendo in guardia dalla pratica dannosa del protezionismo dei singoli stati.

Bocca cucita anche per la Yellen che, precedendo Draghi, aveva evitato di parlare di tassi d’interesse, sorvolando anche il piano di alleggerimento di bilancio dell’ istituto centrale da lei presieduto. Il discorso della numero 1 della Federal Reserve si è principalmente basato sulla difesa della regolamentazione finanziaria introdotta dopo la crisi del 2008, sostenendo che tali riforme hanno migliorato la capacità del sistema finanziario di adattarsi nei momenti più difficili. Una sorta di spallata al presidente Trump che in più di una occasione aveva criticato suddette misure che, secondo lui avrebbero rallentato l’economia.

Sotto l’ aspetto prettamente macro, il cross EUR-USD non ha subito grandi scossoni dalla sfilza di dati economici arrivati dal Vecchio Continente e dagli USA. La deludente lettura dell’ indice ZEW tedesco aveva indebolito l’ euro in rapporto con il biglietto verde, contribuendo a farlo scivolare sui minimi della settimana. Nel mese di Agosto, infatti, il termometro che misura il sentiment di ben 275 tra analisti e investitori della cosiddetta locomotiva economica d’ Europa, è sceso a 10 punti, dai 17,5 punti della lettura precedente ( attese 15 punti ).

Euro in ripresa dopo che l’ indice PMI Manifatturiero dell’ Eurozona, nel mese di Luglio, attestandosi secondo le stime preliminari elaborate da Markit a 57,4 punti dai 56,6 punti del mese precedente ( consensus 56,3 punti ). Delusione, invece, dal PMI servizi, che sempre in via preliminare, a Luglio, è sceso a 54,9 punti dai 55,4 punti della rilevazione precedente, mentre gli analisti avevano pronosticato una lettura invariata rispetto al mese di Giugno. Balzo in avanti per la fiducia dei consumatori nell’ area Euro che, secondo la stima preliminare di Agosto si è attesta a -1,5% da -1,7% del mese precedente ( attese -1,8% ).

La lunga scia di dati macroeconomici provenienti da oltreoceano è stata preceduta dai nuovi timori geopolitici scatenati dal presidente Tump che hanno fatto indietreggiare il biglietto verde nei confronti delle principali valute mondiali, Euro incluso. L’inquilino della Casa Bianca è ritornato a minacciare la costruzione di un muro al confine tra Stati Uniti e Messico, ribadendo l’ uscita degli USA dal cosiddetto accordo commerciale NAFTA, una consolidata intesa di scambi commerciali tra USA, Canada e Messico, in vigore dal 1° Gennaio del 1994, la cui rottura potrebbe generare ripercussioni negative di impatto globale.

Cross EUR-USD sostenuto dalla debole lettura dell’ indice CFNAI (Chicago Fed National Activity Index) che nel mese di Luglio è collassato da 0,16 punti a -0,1 punti. Il CFNAI, elaborato dalla Federal Reserve Bank di Chicago rileva e valuta l’ andamento dell’ attività economica nell’ area di Chicago ed è sfruttato anche per analizzare i segnali della pressione inflazionistica.

Dati contrastanti per gli indici PMI Manifatturiero e Servizi USA. Mentre la lettura del PMI Manifatturiero relativa al mese di Agosto ha evidenziato una discesa a 52,5 punti dai 53,3 punti relativi al mese precedente, l’ indice PMI Servizi, sempre ad Agosto, è schizzato a 56,9 punti dai 54,7 punti di Luglio. La lettura del Purchasing Managers Index ( PMI ) del settore manifatturiero è stata anche più bassa delle attese degli analisti che invece si aspettavano un aumento a 53,5 punti, mentre la lettura del dato relativo al settore Servizi ha battuto le stime dei consensus che non si spingevano oltre i 55 punti. Settore immobiliare statunitense in decisa discesa.

È infatti quanto emerso dal rilevamento delle vendite di case esistenti che, nel mese di Luglio, ha evidenziato una contrazione dell’ 1,3% su base mensile, in scia al netto calo subito nella precedente rilevazione, quando erano scese del 2%. Gli analisti, invece, avevano stimato un aumento delle vendite di mezzo punto percentuale. In deciso calo anche il dato relativo alle vendite di case nuove che, sempre nel mese di Luglio, ha evidenziato una secca discesa del 9,4% rispetto al mese precedente, quando invece le vendite erano aumentate dell’ 1,9%. Anche quest’ ultimo dato ha deluso le attese degli analisti che avevano pronosticato una variazione nulla.

Lettura poco influente sul cambio Euro-Dollaro quella diffusa dal Dipartimento per il Lavoro statunitense, che nella consueta nota settimanale ha reso noto che le nuove richieste dei sussidio di disoccupazione, nell’ottava terminata il 19 Agosto sono salite a 234 mila unità, dalle 232 mila unità della rilevazione precedente, ma tuttavia inferiori rispetto alle attese che erano per un saldo settimanale pari 238 mila unità. Il numero totale dei richiedenti sussidio, al 12 Agosto, si è attestato su cifre in linea con la rilevazione precedente, pari a 1,954 milioni di unità, mentre le stime degli analisti erano per un calo a 1,950 milioni di unità.

Pesante la battuta d’ arresto subita dalla lettura degli ordini di beni durevoli, scesa nel mese di Luglio del 6,8%, dal +6,4% della precedente rilevazione ( attese -6% ).

STRATEGIA SETTIMANALE DI TRADING SUL CAMBIO EURO-DOLLARO

Buona la performance settimanale ottenuta dal nostro Trading System attivo sul mercato del FOREX che centrato 4 obiettivi della strategia Long: 2 nella versione Intraday e 2 nella versione Over.
La strategia rialzista valida per la prossima settimana suggerisce di attivare posizioni rialziste nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria maggiore di 1,1938; Target Price individuati in area 1,1984 ed 1,2012, Stop Loss in caso di chiusura oraria minore di 1,1865.

Mantenere la posizione rialzista nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria o giornaliera maggiore di 1,2012, per cercare di sfruttare possibili allunghi in area 1,204 ed 1,208; Stop Loss in caso di ritorno sotto 1,1925 in chiusura di candela oraria. Ed ancora, Long sulla forza, in caso di close orario maggiore di 1,208, per tentare di prendere profitto in area 1,2133 ed 1,2179 estesa a 1,2208; stop loss nel caso in cui si verifichi un ritorno sotto 1,1942 in chiusura di candela giornaliera. Suggeriti Long Speculativi in caso di discesa in area 1,1602, per cogliere eventuali rimbalzi in area 1,1646 ed 1,1691, estesa a 1,172; Stop Loss in caso di ulteriori discese sotto 1,1558 in chiusura di candela oraria.

La strategia short, invece, consiglia l’ apertura di posizioni ribassiste, nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria minore di 1,1865; Target Price attesi in prima battuta a 1,1837 e successivamente a 1,1792; Stop Loss in caso di ritorno oltre 1,1938 in chiusura di candela oraria.

Mantenere la posizione ribassista in caso di chiusura oraria minore di 1,1792 per sfruttare possibili cali in area 1,1763 ed 1,172; fissare uno Stop Loss, con l’ intento di evitare eventuali perdite, in caso di ritorno sopra 1,1865 in chiusura di candela oraria o giornaliera. Previsti ulteriori Short in caso di discesa sotto area 1,172 in chiusura oraria o giornaliera, per cavalcare eventuali affondi in area 1,1691ed 1,1646, estesi a 1,1,1602; stop loss nel caso in cui si assista ad ritorno oltre quota 1,1792 in close orario. Consigliati Short Speculativi in caso di ulteriori rialzi in area 1,2208 per cercare di sfruttare possibili pull-back in area 1,2133 ed 1,208; Stop Loss nel caso in cui il rialzo si spinga oltre 1,2254 in chiusura di candela oraria o daily.

Entreremo nuovamente Long Multiday in caso di pull-back di area a 1,14 – 1,145, fissando il Target Price in area 1,16 -1,165. Stop Loss da applicare rigorosamente in caso di perdita di area 1,125 in chiusura di candela giornaliera.

VISIONE CAMBIO EURO – DOLLARO SUL BREVE PERIODO

Dal punto di vista tecnico, le quotazioni del cross EUR/USD dopo essere scivolate sotto i supporti di breve-medio periodo, in area 1,067 -1,07, hanno messo in atto un poderoso rialzo che, dopo aver superato la forte resistenza in area 1,08 hanno in un primo momento rotto i vecchi massimi di breve-medio periodo in area 1,12 e successivamente hanno saputo fare ancora meglio volando sugli attuali massimi a 30 mesi, abbondantemente sopra quota 1,18. In virtù dei rialzi appena descritti, il quadro grafico del cambio Euro – Dollaro è ritornato a farsi nuovamente interessante anche nel medio-lungo periodo, in quanto la riconquista di area 1,12 ha generato l’ allungo verso area 1,16-1,18. Al ribasso, quindi, area 1,12 diventa il supporto fondamentale per la pista rialzista appena evidenziata, la cui rottura potrebbe attivare nuove discese in area 1,10 in un primo momento e successivamente in area 1,085 -1,08. Dando un rapido sguardo al quadro grafico del cross EUR/USD è facile notare come le quotazioni siano state compresse per oltre 2 anni dentro l’ ampia congestione 1,05 -1,15. La fuoriuscita dal range verificata da due settimane potrebbe gettare le basi per ulteriori rialzi con obiettivi in area 1,20.

Fino a pochissimo tempo fa, comprare sui minimi ( 1,05 ) e vendere sui massimi ( 1,15 ) aveva un senso, ed in più occasioni aveva dato ottimi frutti. Adesso, essendo stata rotta al rialzo la parte alta della congestione, per le operazioni contro-trend si consiglia di operare con estrema cautela, in quanto la corsa della moneta unica europea sul medio-lungo periodo sembra proiettata in area 1,20, resistenza di lungo periodo, senza però escludere possibili pull-back in area 1,14-1,15, per scaricare gli oscillatori di breve dall’ ipercomprato.

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