Nel nostro Paese la prospettiva di elezioni anticipate il 25 settembre sta implicando seri rischi nella mancata approvazione della Legge di Bilancio entro fine anno, oltre all’accumulo di ritardi nel rispetto delle scadenze formali previste dal PNRR, quanto anche e soprattutto nella capacità di spesa effettiva ed efficace dei fondi europei. Da qui al giorno di costituzione del nuovo governo sarà fondamentale la collaborazione tra i partiti della ex maggioranza per consentire una risposta tempestiva ed efficace alle emergenze inflattiva ed energetica: considerato che gli stessi partiti saranno coinvolti da una campagna elettorale lampo, che si preannuncia particolarmente dura, è lecito immaginare che all’interno del governo le dispute saranno all’ordine del giorno.

Un altro elemento che potrebbe impattare sul FSTE MIB e sull’umore di mercato saranno le decisioni delle banche centrali. La BCE ha annunciato un meccanismo di stabilizzazione all’altezza delle aspettative, strettamente legato al rispetto delle regole UE su conti pubblici e convergenza da parte degli Stati. Il rialzo dei tassi ufficiali è stato di 50 punti base, invece dei 25 preannunciati a giugno. Per quanto concerne il futuro, si deciderà riunione per riunione in base ai dati in un contesto di grande incertezza.

Dagli USA la riunione del FOMC del 26-27 luglio dovrebbe concludersi con un altro rialzo di 75pb e con il proseguimento del quantitative tightening iniziato a giugno. Il Comitato dovrebbe ribadire l’impegno a continuare ad alzare i tassi fino a quando non ci sarà evidenza convincente di un rallentamento della dinamica inflazionistica mensile.

Per quanto concerne poi il quadro macro, le prime stime del 2° trimestre sul PIL dovrebbero evidenziare un’economia sostanzialmente stagnante in Germania e in Francia, e in crescita in Italia, Spagna e nell’Eurozona. Le rilevazioni sui prezzi al consumo di luglio dovrebbero indicare un’inflazione in rallentamento in Germania, in accelerazione in Francia e stabile in Italia e in media nell’area euro. Gli indici Istat in Italia, IFO in Germania e la fiducia dei consumatori in Francia, oltre alle indagini della Commissione Europea, dovrebbero evidenziare una nuova flessione a luglio. Infine, la disoccupazione in Germania è attesa salire nuovamente a luglio.

Dall’altra parte dell’Atlantico, l’attenzione sarà concentrata sulla già rammentata riunione del FOMC. Per quanto riguarda i dati, la fiducia dei consumatori a luglio dovrebbe essere in modesta ripresa e le vendite di case nuove di giugno dovrebbero segnare un deciso calo determinato dalla scarsità di offerta e dall’ulteriore flessione dell’accessibilità. La spesa e il reddito personale di giugno sono previsti in rialzo.

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